Sculture e oggetti d'arte

Sculture e oggetti d'arte

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
31 MAGGIO 2019
ore 15.00

Esposizione

FIRENZE
24 - 27 maggio 2019
orario 10-18 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
121 - 150  di 251 LOTTI
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126
Scuola toscana, seconda metà secolo XV
IMAGO PIETATIS 
pietra forte, cm 53x97,5x12

Tuscan school, second half 15th century
IMAGO PIETATIS
pietra forte, cm 53x97,5x12 

La figura del Cristo con le braccia incrociate, estrapolato da qualsiasi contesto narrativo, è posto al centro di una lunetta decorata a conchiglia, come se si ergesse dal sepolcro. Le palpebre sono abbassate e la bocca socchiusa in una espressione di serena accettazione della morte. 
L’opera può essere avvicinata alla produzione di Isaia da Pisa, scultore principe a Roma prima dell’avvento dei maestri moderni toscani come Mino da Fiesole e i Rossellino, o adriatici come Giovanni Dalmata.
I confronti più stringenti si stabiliscono con la lunetta del tabernacolo del corpo di Sant’Andrea nell’antica basilica di San Pietro a Roma, ora conservata nelle Grotte Vaticane. Analoga è la conformazione del volto con gli zigomi prominenti, gli occhi allungati e la capigliatura che si dispone simmetricamente ai lati in ciocche che ordinatamente si attorcigliano in grossi boccoli. 
Fornisce poi ulteriore idea dell’originaria funzione del bassorilievo qui presentato, la lunetta con il Cristo in pietà e angeli che corona il tabernacolo originariamente collocato sull’altare maggiore della chiesa della Trinità di Viterbo e oggi nel Museo civico della stessa città.
La datazione di entrambi gli esempi citati, i primi anni del settimo decennio del XV secolo, è utile per collocare anche la nostra Imago Pietatis.
Stima  € 12.000 / 15.000
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130
IMPORTANTE SCUDO DA PARATA, METÀ SECOLO XVI
in ferro sbalzato e cesellato con tracce di doratura, diam. cm 60,5

A 16TH CENTURY PARADE SHIELD 

Provenienza
Venezia, collezione Antonio Salvadori;
Brescia, collezione privata

Bibliografia
Guida generale delle mostre retrospettive in Castel Sant'Angelo, Brescia 1911, p. 208, n. 11810

Profondamente sbalzato e finemente cesellato nonché, in origine, scintillante di bagliori dorati, lo scudo qui presentato mostra al centro la testa di Medusa e nel giro la Strage degli innocenti. 
Le drammatiche figure di tale racconto evangelico che si susseguono, senza soluzione di continuità e su diversi piani, tra due fregi arabescati sono la combinazione di due “best seller” figurativi cinquecenteschi, il bulino di Marcantonio Raimondi, tratto da un’invenzione di Raffaello (Bartsch XIV, 18 – 20), e la Strage degli innocenti con Erode e i suoi ufficiali in piedi su un palco di Baccio Bandinelli, incisa da Nicola Beatrizet (Bartsch XIV, 24 -21).
Il gruppo della donna che fugge con in braccio il figlioletto il cui piedino è trattenuto dal soldato intento a innalzare la sua lunghissima spada per trafiggerlo, posto sotto la testa di Medusa, traduce, per esempio, piuttosto fedelmente le figure sulla sinistra dell’incisione del Raimondi, mentre quello precedente, con il disperato tentativo della madre di proteggere il suo bambino mordendo il braccio del carnefice, è ispirato all’invenzione bandinelliana così come il feroce gesto del soldato che sta scagliando un piccolo innocente posto dalla parte opposta.
Frequente era il ricorso da parte di orafi e armaioli cinquecenteschi a celebri composizioni, sapientemente trasformate in motivo decorativo caratterizzato, nel nostro caso, da una furiosa animazione.
Per quanto riguarda la testa di Medusa, a partire dalla metà del Cinquecento si incontra una notevole diffusione di scudi da parata con il rilievo centrale raffigurante la testa gorgonea, scelto in quanto motivo apotropaico.  
Stima  € 8.000 / 12.000
121 - 150  di 251 LOTTI