Works on paper: 15th to 19th century drawings, paintings and prints

Works on paper: 15th to 19th century drawings, paintings and prints

Auction

FLORENCE
Palazzo Ramirez - Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
14 APRIL 2021
10.00 am - lots 1-151
03.00 pm - lots 152-321

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Estimate   150 € - 20000 €

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Scuola baroccesca, inizio sec. XVII                                     

MADONNA COL BAMBINO                                                       

matita nera e rossa, sfumino, biacca, carta vergellata brunita, mm 335x222                       

                                                                          

Baroccesca school, early 17th century                                

MADONNA WITH CHILD                                                        

black and red chalk, stump, heightened with white, laid paper, mm 335x222                                                     

                                                                          

Le due figure sono le protagoniste del dipinto di Federico Barocci conservato presso la Galleria Nazionale di Urbino e realizzato dopo il rientro dell'artista nella sua città natale dal soggiorno romano. La prima ubicazione della tela fu la chiesa dei padri Cappuccini a Crocicchia ma venne in seguito trasferito nel convento del medesimo ordine monastico di San Francesco a Urbino, dove già sicuramente si trovava nell'ottobre del 1658, secondo la testimonianza di un informatore del granduca Leopoldo de' Medici (cfr. A. Emiliani, Federico Barocci, Ancona 2008, p. 150, scheda 16). Noti sono gli studi preliminari di mano di Barocci e bottega, sia per l'intera composizione che per la testa della Vergine e per il Cristo Bambino, nonché delle due stesse figure, come quello conservato presso il Museo del Louvre (inv. 2922).

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Estimate   € 1.500 / 2.500
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Scuola veneta, sec. XVI

LA MADONNA COL BAMBINO APPARE A FANTINO PIZZAMANO

VENEZIA RICEVE LA SPADA DELLA GIUSTIZIA 

coppia di miniature da commissione ducale, tempera, inchiostro e oro su pergamena, mm 210x146 circa

(2)

 

Venetian school, 16th century

MADONNA AND CHILD APPEARING TO FANTINO PIZZAMANO

VENICE RECEVEING THE SWORD OF JUSTICE

a pair of illuminations from a commissione ducale, tempera, ink and gold on parchment, mm 210x146 circa

(2)

 

Bibliografia di riferimento

H. K. Szépe, Venice Illuminated. Power and Paintings in Renaissance Manuscripts, Yale University Press, New Haven and London 2018.

 

La coppia di raffinate miniature fa parte della Commissione del doge Alvise Mocenigo (1570-1577) a Fantino Pizzamano, come è riportato sul testo manoscritto presente sul verso della pergamena raffigurante Venezia mentre riceve la spada della Giustizia, relativa all’incarico del patrizio veneto come capitano di Brescia.

Le Commissioni dogali o ducali erano lussuose presentazioni di contratti che sancivano l’elezione a incarichi amministrativi sul territorio della Repubblica di Venezia: alcune pagine di tali copie manoscritte venivano abbellite con immagini allegoriche e religiose volte a celebrare la carriera politica dell’eletto e naturalmente la Serenissima.

Dopo la fine della Repubblica molti di questi manoscritti furono venduti e smembrati proprio per le loro preziose miniature e per le suntuose rilegature.

Da un punto di vista compositivo le due pergamene offerte sono assai vicine a quella con Girolamo Venier in adorazione della Madonna col Bambino proveniente dalla Commissione per Girolamo di Giovanni Andrea Vernier conservata presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, volta a ricordare il suo incarico di Podestà e Capitano di Capodistria del 1564 (cfr. H. K. Szépe, Venice Illuminated. Power and Paintings in Renaissance Manuscripts, Yale University Press, New Haven and London 2018, p. 29, fig. 0.14): simile è l’impostazione e il protagonismo delle figure all’interno di una cornice dorata, nel nostro caso più riccamente decorata.

Più stringenti confronti stilistici possono invece essere effettuati con alcuni esemplari attribuiti al cosiddetto “Morgan Master”. Si tratta di una coppia di miniature per l’elezione di Sebastiano di Fantin Marcello a provveditore e capitano di Salò e della Riviera del Garda nel 1565, oggi nella collezione della Bibliothèque de l’Arsenal di Parigi (cfr. H. K. Szépe, Venice Illuminated, cit., p. 30, fig. 0.16) e di un’altra raffigurante Venezia che riceve la spada della Giustizia (da una Commissione di Antonio di Andrea Bragadin come Podestà di Brescia del 1567) della Pierpont Morgan Library di new York ( cfr. H. K. Szépe, Venice Illuminated, cit., p. 187, fig. 5.40), quest’ultima con una cornice abitata dalle personificazioni delle Virtù come nel nostro caso.

Le figure sono debitrici della cultura artistica veneta contemporanea e in particolare è stato suggerito come confronto i dipinti di Veronese e Giambattista Zelotti inseriti all’interno di fastose decorazioni dorate sui soffitti di Palazzo Ducale a Venezia. Si sottolinea infine il suggestivo naturalismo ritrattistico nella raffigurazione del volto del committente in adorazione della Madonna col Bambino.

 

 

 

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Estimate   € 3.000 / 5.000
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Estimate   € 1.200 / 1.800
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Giovanni Antonio de' Sacchi, detto Pordenone

(Pordenone,1483 – Ferrara,1539)

GRUPPO DI FIGURE (LA CATTURA DI CRISTO?)

matita rossa, quadrettato a matita rossa, carta vergellata, mm 45x57

 

A GROUP OF FIGURES (THE ARREST OF CHRIST?)

red chalk, squared in red chalk, laid paper, mm 45x57

 

Bibliografia di riferimento

C. E. Cohen, The Drawings of Giovanni Antonio da Pordenone, Firenze 1980, figg. 5-6-7; C. Furlan; Il Pordenone, Milano 1988; D. Ekserdjian, Pordenone disegnatore, in Il Rinascimento di Pordenone, catalogo della mostra a cura di C. Furlan, V. Sgarbi, Milano 2019, pp. 105-113.

 

All’interno del corposo catalogo di disegni di Pordenone, costituito da quasi un centinaio di fogli e caratterizzato da una grande varietà tipologica, si distinguono veloci schizzi realizzati con la pietra rossa.

Questo medium grafico viene infatti utilizzato dal pittore, considerato tra gli artisti attivi nel Veneto nel Cinquecento disegnatore eccezionale, non solo per studi di figura ma per prime idee compositive dove emergono forme allo stato ancora embrionale ma non per questo prive di quella propensione dinamica che caratterizza le sue scene dipinte. Pordenone si avvalse di questa tipologia disegnativa per fissare i suoi primi pensieri durante tutto l’arco della sua carriera, per la progettazione delle scene affrescate all’interno del duomo di Cremona (si veda lo studio per la Crocifissione della collezione della Morgan Library, inv. IV, 69) o in occasione del suo coinvolgimento per la decorazione della facciata di palazzo Doria a Genova di cui rimane il disegno conservato presso il Louvre con il Congedo di Giasone da Pelia (in.v 10666). Particolarmente significativi sono i confronti che si possono stabilire con due piccoli fogli della Biblioteca Ambrosiana di Milano datati entro il 1520, dove Pordenone, con un tratto analogamente veloce e filante, accenna il gruppo della Sacra Famiglia (Milano, Biblioteca Ambrosia, Cod. F. 271 inf. no. 39; cod. F. 271 inf. no. 41).

 

 

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Estimate   € 1.200 / 2.000
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Scuola fiorentina, seconda metà sec. XVI

APOLLO

PLUTONE

ERCOLE E CACO

ERCOLE E CERBERO

DIVINITÀ A CONCILIO

PSICHE SCOPRE AMORE

sei disegni, matita rossa, carta vergellata, mm 164-5x110-2

(6)

 

Florentine school, second half of 16th century

APOLLO

PLUTO

HERCULES AND CACUS

HERCULES AND CERBERUS

COUNCIL OF THE GODS

PSYCHE AND CUPID

six drawings, red chalk, laid paper, mm 164-5x110-2

(6)

 

Provenienti con ogni probabilità da un taccuino smembrato, i vivaci disegni delineati su questi sei piccoli fogli ripropongono con spiccato brio narrativo due della serie di venti Divinità entro nicchie e due della serie di Fatiche di Ercole incise da Caraglio nel 1526 su disegno di Rosso Fiorentino. La restante coppia con Storie di Psiche deriva dalle incisioni del Maestro del Dado, di evidente ispirazione raffaellesca, realizzate intorno al 1530.

Il tratto vibrante che arricciola i capelli e movimenta le pieghe delle vesti, le veloci semplificazioni adottate per i visi e le mani, nonché il chiaroscuro morbido ed espanso, rimandano ai modi di uno dei più prolifici disegnatori del Cinquecento, Giambattista Naldini (Firenze, 1535 – 1591), il cui corpus grafico si è accresciuto grazie agli studi di Paola Barocchi (P. Barocchi, Itinerario di G. N., in Arte antica e moderna, 1965, n. 31, pp. 244-288), Anna Forlani Tempesti (A. Forlani Tempesti, Alcuni disegni di Giambattista N., in Festschrift Ulrich Middeldorf, a cura di A. Kosegarten - P. Tigler, Berlin 1968, I, pp. 294-301) e C. Thiem (C. Thiem, Das römische Reiseskizzenbuch des Florentiners Giovanni Battista N. 1560-1561, München-Berlin 2002). Interessanti confronti si trovano nei suoi numerosi fogli resi noti, distribuiti tra Firenze (Gabinetto disegni e stampe degli Uffizi, nn. 311 F, 442 F, 6575 F, 6743 F, 6756 F, 6603 F, 6618 F, 14415 F), Parigi (Louvre, Département des arts graphiques, nn. 1015, 1017), Cambridge (Fogg Art Museum, n. 1932.143) e Berlino (Staatliche Museen, Kupferstichkabinett, nn. 465r, 4626v), dove, secondo una prassi ricorrente nel percorso formativo degli artisti fiorentini, si cimentò con assiduità nella pratica della copia ispirandosi a composizioni del maestro, Pontormo, e di Andrea del Sarto, oppure in esercitazioni sulla statuaria antica o di Michelangelo e ancora nello studio dei grandi cicli figurativi cinquecenteschi romani, di Raffaello e allievi, visti durante il viaggio di Naldini nell’Urbe.

 

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Estimate   € 6.000 / 8.000
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Scuola fiorentina, sec. XVII

STUDI DI FIGURA PANNEGGIATA (recto e verso)

matita nera, biacca su carta vergellata preparata (recto), matita rossa su carta vergellata (verso), mm 420x270

 

Florentine school, 17th century

STUDIES OF DRAPED FIGURES (recto and verso)

black chalk, heightened with white on prepared laid paper (recto), red chalk on laid paper (verso), 420x270 mm

 

Significativo esempio dello strenuo esercizio disegnativo dei pittori fiorentini seicenteschi sulla resa della figura umana, in questo caso drappeggiata. Se sul verso il delicato segno della matita rossa indugia sul fitto tratteggio parallelo per delineare con più precisione l’andamento delle pieghe della veste, sul recto il pennello intriso di biacca definisce in maniera piuttosto suggestiva le luci sopra il precedente tracciato con la pietra nera. Sia dal punto di vista tecnico che stilistico, troviamo i confronti più stringenti all’interno del catalogo di disegni di Ludovico Cardi detto il Cigoli (Cigoli di San Miniato, 1559 – Roma, 1613) che conta su una cospicua serie di studi per singole figure, poi successivamente “montate” in una composizione. Stupendo il foglio messo in relazione con la tela raffigurante L’imperatore Eraclio trasporta la Santa Croce a Gerusalemme (1594), dove sopra una assai simile carta tinta il pittore ha sperimentato i lumi per la donna inginocchiata a destra (Firenze, GDSU 8965 F) e di grande interesse anche le analogie con gli studi a pennello e biacca riferiti alla tarda attività di Cigoli, come quelli degli apostoli destinati agli affreschi della Cappella Paolina (cfr. Disegni di Lodovico Cigoli (1559 – 1613), catalogo della mostra a cura di M. Chappel, Firenze 1992, pp. 183-186).

 

 

 

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Estimate   € 1.500 / 2.500
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