Valdemaro Grifoni - Immagini - itinerari fiorentini, Arte orientale, Reperti archeologici

27 OCTOBER 2009

Valdemaro Grifoni - Immagini - itinerari fiorentini, Arte orientale, Reperti archeologici

Auction, 01540
Florence, Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo Albizi, 26
 
 
 

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Sfinge etrusca Materia e tecnica: nenfro grigio con inclusi e vacuoli evidenti, scolpito Scolpita in un solo blocco assieme al plinto che ne forma la base e rappresentata a tutto tondo in posizione seduta sulle zampe posteriori e concepita per una visione frontale. Il volto ovale, dalla fronte bassa ma non squadrata, si distingue per una certa delicatezza dei tratti, in cui si evidenziano i grandi occhi obliqui sotto arcate sopraccigliari ben delineate che si raccordano attraverso piani ben marcati alla radice del naso, in origine abbastanza sottile e dritto. Le labbra, sottili, sono atteggiate in un sorriso, che mette in risalto gli zigomi. Il mento, ora abraso, doveva essere arrotondato e sporgente. I capelli sono acconciati in una massa liscia e compatta, sulla fronte e sul retro, delimitati da due grossi riccioli laterali, cosiddetti hatorici, che si fermano alla base del collo, ben modellato e sottile, da cui si sviluppa il petto, arrotondato e sporgente. Le spalle risultano completamente nascoste dallinserzione delle ali falcate le cui penne, rese con costolature a rilievo simili ad una serie di gradini paralleli traggono origine da un grosso cordone rilevato. Dritte e pesanti le zampe anteriori, molto arrotondate e sporgenti le posteriori piegate; su quella di destra si appoggia la sottile coda che termina allinterno verso il ventre. Produzione: probabilmente Vulci Stato di conservazione: calotta cranica ricomposta, mancante di parte delle ali; base lacunosa nella porzione posteriore ed ai due angoli anteriori; superficie abrasa in più punti Dimensioni: alt. cm 58 Datazione: prima metà VI sec. a.C. Raro esemplare di scultura funeraria di aria vulcente dove questo genere di animale fantastico era chiamato ad assolvere la funzione di protezione magica della sepoltura Per questoggetto è stata effettuata la dichiarazione di interesse archeologico particolarmente importante dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana in data 21-05-2009

Sfinge etrusca Materia e tecnica: nenfro grigio con inclusi e vacuoli evidenti, scolpito Scolpita in un solo blocco assieme al plinto che ne forma la base e rappresentata a tutto tondo in posizione seduta sulle zampe posteriori e concepita per una visione frontale. Il volto ovale, dalla fronte bassa ma non squadrata, si distingue per una certa delicatezza dei tratti, in cui si evidenziano i grandi occhi obliqui sotto arcate sopraccigliari ben delineate che si raccordano attraverso piani ben marcati alla radice del naso, in origine abbastanza sottile e dritto. Le labbra, sottili, sono atteggiate in un sorriso, che mette in risalto gli zigomi. Il mento, ora abraso, doveva essere arrotondato e sporgente. I capelli sono acconciati in una massa liscia e compatta, sulla fronte e sul retro, delimitati da due grossi riccioli laterali, cosiddetti hatorici, che si fermano alla base del collo, ben modellato e sottile, da cui si sviluppa il petto, arrotondato e sporgente. Le spalle risultano completamente nascoste dallinserzione delle ali falcate le cui penne, rese con costolature a rilievo simili ad una serie di gradini paralleli traggono origine da un grosso cordone rilevato. Dritte e pesanti le zampe anteriori, molto arrotondate e sporgenti le posteriori piegate; su quella di destra si appoggia la sottile coda che termina allinterno verso il ventre. Produzione: probabilmente Vulci Stato di conservazione: calotta cranica ricomposta, mancante di parte delle ali; base lacunosa nella porzione posteriore ed ai due angoli anteriori; superficie abrasa in più punti Dimensioni: alt. cm 58 Datazione: prima metà VI sec. a.C. Raro esemplare di scultura funeraria di aria vulcente dove questo genere di animale fantastico era chiamato ad assolvere la funzione di protezione magica della sepoltura Per questoggetto è stata effettuata la dichiarazione di interesse archeologico particolarmente importante dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Toscana in data 21-05-2009
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