MASCHERA DI SARCOFAGO
In legno policromo
H. senza supporto 58,5 cm; h. con supporto 65 cm; largh. senza supporto 36 cm; largh. con supporto 48 cm
Egitto, Nuovo Regno, 1547-1075 a.C.
Copertura di sarcofago antropoide verosimilmente commissionata da e per un cittadino privato, in legno policromo decorato nelle tonalità del rosso, del marrone, del nero, del verde e dell'oro/beige. Il viso ha lineamenti regolari e simmetrici, con occhi grandi ed allungati contornati da una marcata linea di kohl nera (un trucco simbolico legato alla protezione magica e alla divinità Horus). Le orecchie sono molto evidenti e in rilievo. L'espressione è serena, pacificata, conforme alla concezione egizia della morte come passaggio a una vita eterna e armoniosa. Degna di nota è inoltre la capigliatura, caratterizzata da parrucca tripartita resa a strisce verticali nere e oro, simile alla nemes, il copricapo tradizionale dei faraoni, qui adottata anche per il privato (cosa che vediamo anche e soprattutto dall'epoca tarda). Le strisce che la compongono possono simboleggiare l'ordine e l'unione del defunto con la regalità e con la sfera divina.
Il petto è coperto da un ampio collare wesekh finemente decorato con motivi geometrici e floreali. I colori predominanti sono il rosso, il nero e l'oro. Inoltre, le decorazioni includono elementi simbolici come fiori di loto e rosette, simboli di rigenerazione, rinascita e purezza. Motivi geometrici presenti anche nella zona più centrale del petto.
Questa, come le altre maschere funerarie del periodo, aveva una duplice funzione: religiosa/simbolica poiché restituiva un volto idealizzato al defunto, permettendo il riconoscimento dell'anima (Ba) e facilitando la rinascita nell'aldilà. Protettiva/apotropaica, poiché si credeva che proteggesse il defunto dalle forze maligne nel viaggio verso l'oltretomba.
Provenienza
Sotheby's, Londra, asta dell'11 luglio 1988, lotto 262
Collezione privata