ARCADE | 15th to 20th century paintings

5 OCTOBER 2021

ARCADE | 15th to 20th century paintings

Auction, 1077
FLORENCE
Palazzo Ramirez-Montalvo

10.30 am
Lots 1-115

3.00 pm
Lots 116-232

4.30
Lots 251-397
Viewing
Friday     1 October 10am-6pm
Saturday 2 October 10am-6pm
Sunday   3 October 10am-1pm
Monday   4 October 10am-6pm

Please note that on the day of the auction it will be possible to access the saleroom only in possession of a Green Pass, while it will not be necessary to access the viewing.

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Estimate   100 € - 30000 €

All categories

1 - 30  of 377
21

Bottega dei Roos, sec. XVIII                                              

PAESAGGI FLUVIALI CON PONTE, MULINO, EDIFICI MERLATI, PASTORI, ARMENTI, CAVALLI E CANI                                                            

coppia di dipinti, olio su tela, cm 99x136,5                             

(2)                                                                       

                                                                          

Workshop of Roos, 18th century                                            

RIVER LANDSCAPES WITH BRIDGE, MILL, CRENELLATED BUILDINGS, SHEPARDS, HERD, HORSES AND DOGS                                                           

a pair of paintings, oil on canvas, cm 99x136,5                                        

(2)                                                                       

                                                                          

Giunto in Italia nel 1677 per perfezionare la sua pratica artistica, il tedesco Philipp Peter Roos, meglio conosciuto come Rosa da Tivoli, decise dopo essere stato a bottega presso Giacinto Brandi, di non lasciare più Roma, acquistando anche una casa a Tivoli e lavorando specialmente nel Tiburtino: da ciò l’origine del soprannome. Le sue opere sono veri e propri ritratti di animali domestici con i pastori nella campagna romana. Sul fondo, montagne azzurrate tra cieli e nuvoli rosate, punteggiati talvolta, come nel nostro caso, da antichi edifici o rovine ricoperte di vegetazione. Nella sua florida bottega

furono al lavoro anche i fratelli e i figli che continueranno la sua attività, utilizzando una medesima pittura molto pastosa per restituire analoghe tematiche e tagli compositivi con infinite varianti sino a inoltrato Settecento (cfr. M. Jarchow, Roos: eine deutsche Künstlerfamilie des 17. Jahrhunderts; Verzeichnis sämtlicher Zeichnungen und Radierungen von Johann Heinrich, Theodor, Philipp Peter, Johann Melchior, Franz und Peter Roos im Besitz des Berliner Kupferstichkabinetts, Berlin 1986). La coppia qui offerta mostra le più strette affinità stilistiche con le tele attribuite a Cajetan Roos, detto Gaetano de Rosa (1690 – 1770).

 

Estimate    3.000 / 5.000
24

Antonio Bellucci

(Venezie, 1654 - Soligo di Treviso, 1726)

SACRA FAMIGLIA

olio su tela, cm 110x103

 

HOLY FAMILY

oil on canvas, cm 110x103

 

Bibliografia

E. Martini, La pittura del Settecento Veneto, Maniago di Pordenone 1982, p. 467 nota 18, fig. 361; F. Magani, Antonio Bellucci. Catalogo ragionato, Rimini 1995, pp. 182-184.

 

“Uno dei risultati più riusciti”: così questa Sacra Famiglia è apostrofata da Fabrizio Magani in una comunicazione scritta alla proprietà. “Egli sa donare splendore e florida opulenza agli incarnati quasi di cera, moto e morbidezza ai panneggi, calda e vibrante luminosità alla tessitura cromatica, che sarebbe divenuta un tratto permanente del suo repertorio”, continua lo studioso descrivendo le caratteristiche di Bellucci, attivo a Venezia, Vienna, Düsseldorf e Londra con un nutrito repertorio di pittura di storia e allegorica.

La tela è stata resa nota da Egidio Martini nel 1982, ritenendola del periodo in cui il pittore è attivo a Londra dove è documentato a partire dall’ottobre del 1716: tale scansione cronologica è stata in prima battuta confermata, nel suo studio monografico del 1995, da Magani che riconosce nella tela i tratti della maturità pittorica dell’artista – la correttezza del disegno coniugata alla morbidezza delle tinte – accostandola alla Madonna con il Bambino, Sant’Antonio di Padova, Santa Lucia, oggi presso l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale a Venezia (Magani 1995, cat. 91, p. 185).

In seguito a un felice restauro che ha restituito vigore nel chiaroscuro e nitidezza di dettaglio alla Sacra Famiglia presentata, Fabrizio Magani, nella comunicazione scritta menzionata in apertura, ha proposto una retrodatazione agli anni di passaggio tra i due secoli quando Bellucci è impegnato nell’esecuzione della grande decorazione di Palazzo Liechtenstein a Vienna.

Si conosce una seconda versione, ascrivibile a epoca più tarda (Magani 1995, pp. 182-184, cat. 91): in quella offerta lo studioso riscontra una “maggiore definizione del segno e una più precisa orchestrazione delle rifiniture”.

 

Estimate    8.000 / 12.000
1 - 30  of 377