Works of Art and Sculptures

Florence, 
tue 30 June 2020
Live auction 340
51

Scultore di area germanica attivo durante l’ultimo quarto del secolo XV

€ 18.000 / 25.000
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Scultore di area germanica attivo durante l’ultimo quarto del secolo XV
SAN SEBASTIANO
in legno dipinto, alt. cm 152,5

 

Sculptor of German origin active during the last quarter of the 15th century, Saint Sebastian

 

Bibliografia di confronto

S. Cavatorti, Giovanni Teutonico. Scultura lignea tedesca nell’Italia del secondo Quattrocento, Perugia 2016, pp. 67-71, p. 222 n. E.II.11;

E. Mancini, in Museo di Palazzo santi. Chiesa di Sant’Antonio Abate, a cura di G. Gentilini e M. Matteini Chiari, Firenze 2013, pp. 112-113, cat. 200, con bibliografia precedente;

L. Principi, Il Sant’Egidio di Orte: aperture per Saturnino Gatti scultore, in “Nuovi Studi”, XVII, 2012, 18, pp. 101-129.

 

La peculiare effige in legno dipinto di questo San Sebastiano rientra per evidenti affinità formali e tipologiche all’interno di un gruppo di sculture localizzate in Umbria, analizzate in diversi studi, recentemente orientati a individuarne gli artefici tra gli intagliatori tedeschi operosi in questo territorio. Tra questi si distinse Giovanni Teutonico (Giovanni di Enrico da Salisburgo), documentato a Perugia, Terni e Norcia tra il 1478 e il 1498 a cui è stato attribuito un San Sebastiano conservato presso il Museo Diocesano di Terni (S. Cavatorti, Giovanni Teutonico. Scultura lignea tedesca nell’Italia del secondo Quattrocento, Perugia 2016, pp. 67-71, p. 222 n. E.II.11).

Ancora più stringenti similitudini si possono individuare nel San Sebastiano oggi facente parte della collezione del Museo di palazzo Santi a Cascia, in Valnerina, oggetto di una nutrita bibliografia (E. Mancini, in Museo di Palazzo santi. Chiesa di Sant’Antonio Abate, a cura di G. Gentilini e M. Matteini Chiari, Firenze 2013, pp. 112-113, cat. 200, con bibliografia precedente) a cui è stato accostato da Giancarlo Gentilini e David Lucidi un’affascinante scultura raffigurante il medesimo santo martire transitata il 12 novembre 2019 da Pandolfini.

Medesima è l’intensa espressività del volto, la postura, inarcata e leggermente sbilanciata, e l’attenzione per la resa anatomica. La qualità dell’intaglio emerge poi chiaramente anche nell’esemplare qui offerto nelle increspature affilate del tessuto del perizoma e nella capigliatura ordinata in onde regolari.

Sorprendente è infine la realistica descrizione dei piedi, del tutto confrontabile a quella della scultura già in asta da Pandolfini, piedi dall’epidermide tesa, dove le vene gonfie sembrano pulsare di vita, e dalle dita con le estremità assai arrotondate, che risaltano sopra uno stuoino mimeticamente raffigurato.