Books, manuscripts and autographs

20 JUNE 2017

Books, manuscripts and autographs

Auction, 0215
FLORENCE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
10.30 a.m.
Viewing
FLORENCE
16-19 June 2017
10am - 1pm / 2pm – 7pm 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it
 
 
 
Estimate   150 € - 25000 €

All categories

1 - 30  of 122
1

FRANCESCO I, re di Francia (1494-1547). Sententia de uno processo mosso dal s.re Galeazzo San Severino co[n]tra il s.re Gio. Iacomo in favore desso s.re per la terra di Castel Novo. Luglio 1520.

Documento pergamenaceo oblungo (435 x 625 mm), intestato “Francois par la grace de dieu Roy de france duc de milan”, manoscritto in francese, in minuscola gotica in inchiostro bruno, datato luglio 1520, firmato al risvolto inferiore “Par Le Roy duc de milan / En son conseil / Robertet”, e completo di grande sigillo reale in ceralacca (diametro 11 cm ca.). Una nota di antica mano scritta al verso descrive il documento come “sententia de uno processo mosso dal s.re Galeazzo San Severino co[n]tra il s.re Gio. Iacomo in favore desso s.re per la terra di Castel Novo.”

Francesco I fu re di Francia dal 1515 alla morte. Florimond Robertet (1457-1532), fu tesoriere di Francia e segretario alle finanze durante il regno di Carlo VIII, e consigliere di Luigi XII e di Francesco I. Galeazzo da Sanseverino (m. 1525) fu “dal 1487 capitano generale dell’esercito sforzesco, col quale si distinse nella battaglia di Fornovo (1495). L’anno seguente sposò Bianca, figlia naturale di Ludovico il Moro, la quale gli portò in dote Voghera. Ebbe poi parte in tutte le azioni militari nelle quali fu implicato il ducato di Milano durante le guerre franco-spagnole; passato infine al servizio francese come gran scudiero di Francesco I, morì alla battaglia di Pavia.” (Treccani) Il “Gio. Giacomo” nominato è presumibilmente Gian Giacomo Trivulzio (1440/1441-1518), che aveva perso la causa intentatagli da Galeazzo Sanseverino, il quale ottennne da Francesco I la restituzione dei suoi beni di Castelnuovo nel Tortonese in passato assegnati a Gian Nicolò Trivulzio.

 

Estimate    600 / 800
Price realized:  Registration
2
Estimate    500 / 600
Price realized:  Registration
3

MASCAGNI, Pietro (1863-1945). Un ritratto fotografico con dedica firmata, una lettera autografa firmata, e una dedica autografa firmata.

Il ritratto, che è una cartolina postale (134 x 86 mm), reca la dedica manoscritta “all’egregio signora Cav. Prof.re. Pietro Fantozzi per ricordo”, datata “Febbraio 1920”.

La lettera, di una pagina in 4to, datata “Napoli, 23 gennaio 1919”, è indirizzata al cugino Mario Mascagni (1881-1948), compositore, direttore d’orchestra e insegnante, di cui Pietro Mascagni fu maestro. È una missiva con toni e contenuti famigliari, in cui Mascagni invita il cugino a raggiungerlo a Napoli: “Io vorrei cominciare lo strumentale di “Sì” e tu potresti essermi di valido aiuto.” è un’operetta in tre atti, l’unica composta da Mascagni, rappresentata per la prima volta al Teatro Quirino di Roma il 14 dicembre 1919. Mascagni accenna anche a “cose gravissime” successe nella Casa Musicale Lorenzo Sonzogno: “per il momento Renzo è fuori dalla sua Casa, la quale è amministrata e diretta dal Comm. Banfi”. Termina con accenni ad altre varie persone e con un’esortazione a sé stesso “Per me c’è ora la maggiore necessità di trovarmi puntuale nei miei impegni.”

La dedica, manoscritta su foglio in 4to che reca il titolo a stampa “Isabeau”, è indirizzata “Al Carissimo Gigi – Collega (collega nel cognome e nella professione) per ricordo della prima di Isabeau alla “Fenice” e con affetto”, ed è datata “Venezia, 20 gennaio 1912”. Isabeau è un’opera in tre atti di cui Mascagni diresse la prima il 2 giugno 1911 al Teatro Coliseo di Buenos Aires. Il foglio è un po’ gualcito e ha uno strappo al margine inferiore.

Bell’insieme relativo al grande compositore e direttore d’orchestra, noto a livello mondiale per la sua Cavalleria Rusticana.

 

Estimate    150 / 300
4

ROSSINI, Gioacchino (1792-1868). Lettera autografa firmata, una pagina in 4to, datata “Montecatini, 16 luglio 1832”, indirizzata ad un “Amico Carissimo”, presumibilmente il compositore Gaetano Donizetti (1797-1848), al quale Rossini si rivolge in qualità di protettore del tenore ucraino Nikolaj Ivanov (o Ivanoff, 1810-1880), vittima, assieme ad un altro cantante lirico, Batista Vergè, di complotti non ben definiti: “Dopo aver preso conscenza di una lettera scritta da Vergè a Corticelli di Bologna, dalla quale risulta chiaramente che si sta tramando danni non lievi a carico del … Vergé e del comune amico Ivanoff, ho consigliato quest’ultimo … per concertare in buona fede il mezzo di combattere e trionfare. Tu sai che solo dopo le tue sollecitudini ho indotto Nicolino ad accettare le condizioni le più discrete che sia possibile, il Tenore non ha calcolato che il piacere di riprendere la sua carriera con un’opera tua e da te stesso posta in scena, più ancora si è ritenuto fortunato di aggiungere al suo repertorio un tuo nuovo lavoro … Io ti prego addunque di preparare con Nicolino batterie inespugnabili affinché trionfi il vero merito, Io ho diritto di contare sul tuo senno e sul tuo genio, non dimenticare che è un tuo costante ammiratore e amico che ti prega.” Minimi segni del tempo.

Rossini apprezzava molto Ivanov: lo propose in numerose repliche dei suoi lavori e lo indicò a Gaetano Donizetti e a Giuseppe Verdi come professionista affidabile e voce di sicuro successo. Grazie all’appoggio di Rossini, Ivanov divenne ben presto uno dei più importanti tenori in Italia. Interessante lettera di raccomandazione.

 

Estimate    500 / 600
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5

(Storia toscana) UFFIZIO DEI FOSSI DI PISA. Copialettere toscano del XVIII secolo. Pisa, 1768-1786.

Manoscritto cartaceo costituito da 4 volumi in folio (350 x 240 mm), di cui i primi tre di circa 300 carte l’uno, il quarto di un centinaio di carte, vergati da diverse mani tra il 12 gennaio 1768 e il 4 aprile 1786. Legature verosimilmente coeve in brossura muta e cuoio. Minime tracce del tempo.

                     Interessante raccolta di lettere che si presume scritta da uno o più funzionari dell’Uffizio dei Fossi di Pisa, come si intende da una del 23 marzo 1768, ove il mittente scrive alla Marchesa Virginia Bandini Bichi di Siena di avere aperto una missiva non indirizzata a lui ma che “trattava d’interessi relativi a questo Uffizio dei Fossi, affidati ora alla mia cura”. Come si legge sul sito dell’Archivio di Stato di Grosseto, “Tale magistratura fu istituita, con la denominazione di Uffizio dei Fossi e delle Coltivazioni nel 1592 da Ferdinando dei Medici per “vigilare sulle coltivazioni, sui lavori e sull'ordine e pulizia delle strade e luoghi abitati”. […] Dopo l’istituzione della Provincia inferiore Senese, assunse una completa autonomia nella gestione delle proprie competenze che, all’inizio, erano di natura tecnica e politico-amministrativa e poi, con il regolamento del 21 dicembre 1767, anche di natura giudiziaria. Con editto dell’11 aprile 1778 tali compiti furono affidati al Commissario della Provincia inferiore Senese. L’ufficio, soppresso durante il periodo napoleonico (1808-1815), venne definitivamente abolito con l’istituzione, nel 1824, della Camera di Soprintendenza Comunitativa.” L’Uffizio era dunque un organismo destinato soprattutto alla pubblica amministrazione, cosa che appare evidente dalle numerosissime lettere scritte nell’arco dei quasi vent’anni coperti dai quattro volumi. Tutte le lettere hanno una intestazione che stabilisce la località toscana ove la missiva era diretta (Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Portoferraio, ecc., ma anche numerosi piccoli centri) ed identifica il destinatario della lettera. Tra i destinatari più notevoli ci sono Leonardo Ximenes (1716-1786) astronomo, ingegnere e geografo italiano di grande rilievo della Toscana degli Asburgo-Lorena, sovrani del Granducato di Toscana, Pompeo Neri (1706-1776), giurista e politico italiano, considerato uno dei principali artefici delle politiche riformiste dei Lorena, e Francesco Orsini von Rosenberg (1723-1796), diplomatico e politico austriaco, maggiordomo maggiore del granduca di Toscana Pietro Lepoldo d’Asburgo-Lorena. Citiamo inoltre: Filippo Ranieri Venturi, provveditore dell’Uffizio dei Fossi di Pisa, Luigi Dithmar di Schmidveiller, consigliere di Stato e segretario di Finanze, il priore Federigo de’ Ricci, Cancelliere dell’Ordine di Santo Stefano, il conte Roberto Pandolfini, Ignazio Pappagalli, direttore della Dogana di Pisa. Uno spaccato della politica amministrativa della Toscana della seconda metà del Settecento

Estimate    300 / 350
6
Estimate    1.000 / 1.200
Price realized:  Registration
7

(Uniformi – Inghliterra – Scozia) “Types Anglais”. Seconda metà del XIX secolo.

Grande in folio oblungo (470 x 635 mm). [17] spessi fogli d’album con passe-partout, con sopra applicate 60 figurine cromolitografiche in rilievo, di cui alcune a piena pagina. Legatura ottocentesca in mezzo marocchino verde scuro con angoli, piatti rivestiti in tela percallina verde bottiglia, titolo “Types Anglais” in oro al piatto anteriore e al dorso, sguardie marmorizzate. Ex libris ottocentesco “Bibliothèque du Prince Roland Bonaparte”. Legatura sciupata e difettosa, minima gora marginale ai fogli dell’album, figurine in ottimo stato di conservazione.

Affascinane album di ritagli vittoriano con 60 figurine cromolitografiche in rilievo che illustrano per lo più uniformi britanniche, proveniente dalla ricca biblioteca di Rolando Napoleone Bonaparte (1858-1924) antropologo e botanico francese, pronipote di Napoleone. La raccolta include grandi ritratti a cavallo di Giorgio V d’Inghilterra (1865-1936), qui nominato Prince of Whales e quindi non ancora re (lo divenne nel 1910), del generale Charles George Gordon (1833-1885) nella sua tenuta da Pascià Governatore del Sudan, e del generale Lord Wolseley (1833-1913) al Cairo. Vi sono poi ritratti a piena figura del principe Alberto Vittorio (1864-1892) in divisa da guardiamarina, di Lord Charles Beresford (1846-1919) in divisa da capitano del vascello da guerra “Condor”, e di Alfred, duca di Edimburgo (1844-1900) in divisa da ammiraglio. Altre figurine illustrano uniformi militari (soprattutto scozzesi, della Guardia Reale, e dell’Impero Britannico), scene di battaglia della guerra di Crimea nel 1854, navi da guerra, carri di pompieri e scene con spegnimenti di incendi e salvataggi, altri vari mezzi di trasporto. L’album si apre con una banda di scozzesi in kilt e cornamuse e una banda costituita da membri della famosa Guardia di Buckingham Palace. Grande viaggiatore, Rolando Bonaparte, prima di dedicarsi alla costituzione del più grande orto botanico privato del mondo, tentò di realizzare un inventario antropologico di tutte le popolazioni umane. Raccolta notevole.

 

 

Estimate    1.200 / 1.400
8

PETRARCA, Francesco. Secretum Francisci Petrarche de Florencia Poete laureati De Contemptu mundi Incipit foeliciter. (Strassburg, [stampa attribuita a:] Adolf Rusch, [non dopo il:] 1473).

In folio (272 x 202 mm). [53] carte. Segnatura: [a8 b8+1 c10 d–e8 f10]. Carattere romano. Quattro grandi iniziali miniate in rosso, testo rubricato. Legatura ottocentesca in vitellino avana, triplice filetto in oro ai piatti, dorso a 6 nervi e 7 comparti, il secondo con titoli dorati, gli altri finemente decorati in oro, duplice filetto dorato all’unghia, dentelle dorata, sguardie marmorizzate. Ex libris della Huth Library e di Robert Walsingham Martin al contropiatto, note a matita di Carlo Chiesa al verso della sguardia anteriore. Dorso restaurato, per il resto bellissimo esemplare rubricato a grandi margini.

                     EDITIO PRINCEPS del Secretum, diario intimo e segreto scritto tra la fine del 1342 e il 6 aprile 1343 nel quale Petrarca immagina di dialogare per tre giorni con Sant’Agostino, che considerava il suo maestro spirituale e di cui amava le Confessioni (ne tenne sempre con sé fino all’anno della morte la copia che gli era stata donata nel 1333 dal padre agostiniano Dionigi da Borgo Sansepolcro). Il dialogo tra i due avviene alla presenza muta della Verità, anch’ella come Sant’Agostino accorsa dal cielo per alleviare l’inquietudine esistenziale del poeta. Durante il primo giorno, che corrisponde al primo dei tre libri che compongono l’opera, Francesco e Agostino discutono dell’infelicità della condizione umana. Si tratta di un dialogo incredibilmente moderno, nel quale Francesco sostiene che non si possa essere felici in una vita vessata da tragedie e Agostino risponde che ognuno è responsabile della propria felicità e che “infelice non diventa, né è, chi non vuole esserlo.” Nel secondo giorno i due parlano dei sette peccati capitali e nel terzo delle due grandi passioni e tormenti di Francesco, ossia l’amore e la gloria. Il Secretum è un caposaldo di quel pensiero umanista di cui Petrarca è considerato il fondatore. A colloquio con il suo maestro, il poeta sonda le profondità dell’animo umano alla ricerca di risposte universali.

La presente copia vanta una provenienza eccellente in quanto è appartenuta alla Huth Library fondata da Henry Huth (1815-1878), continuata dal figlio Alfred H. Huth (1850-1910), e poi dispersa dalla Sotheby’s in una serie di vendite avvenute tra il 1911 e il 1920, ove presumibilemente la acquistò il proprietario successivo, Robert Walsingham Martin (1871-1961), grandissimo collezionista. Alla sua morte, la raccolta di Martin contava oltre cinquanta manoscritti miniati, copie dei folio Shakespeariani, numerose aldine e molti altri volumi rari e preziosissimi. Messa all’asta dalle Park-Bernet Galleries di New York il 12 novembre del 1963, la Davenport Library di Martin era definita nell’introduzione al catalogo una delle più incedibili collezioni di libri mai apparse sul mercato. I bibliofili più accorti non mancheranno inoltre di riconoscere la grafia dell’illustre libraio milanese Carlo Chiesa all’inizio del volume. 

Goff P412. H 12800. IGI 7580. BMC I 61. GW M31627. ISTC ip00412000.

 

 

Estimate    10.000 / 12.000
Price realized:  Registration
9

VIRGILIO. Opera [Bucolica e Georgica, con argumenta (comm. Servius e      

Landinus); Aeneis, con argumenta (comm. Servius, Donatus and Landinus)].  

Maphaeus Vegius: Liber XIII Aeneidos. (Norimberga, Anton Koberger, 1492). 

In folio (280 x 192 mm). 354 carte. Segnatura: [8] ah8 ik6 l10 mz8 &8 8 R8

AN8 O6 PQ8 R6 S8. Assenti la prima carta, il fascicolo t (cc. 143-150), le

carte M3 (c. 297), M6 (c. 300), P5-7 (cc. 321-323), e lultima bianca. Testo

circondato dal commento in corpo più piccolo. Legatura coeva in pelle di  

scrofa decorata a secco su assicelle di legno, piatti bisellati, tassello 

rosso con titoli in oro al dorso, fermagli in pelle di scrofa e metallo,  

tagli azzurri. Antica nota di appartenenza, datata 1578, alla prima carta.

Margini leggermente rifilati con perdita della parte più esterna di alcune

annotazioni, qualche piccola gora marginale e altri irrilevanti tracce del

tempo, ma nel complesso esemplare genuino e fascinoso, copiosamente       

annotato da antiche mani.                                                 

   Rara edizione incunabola tedesca dellOpera di Virgilio, stampata dal   

celebre Anton Koberger, che nel 1470 aprì la prima tipografia di Norimberga

e nel 1493 impresse le famose Cronache di Norimberga. Il presente esemplare

mantiene la sua bella legatura coeva in pelle di scrofa su assicelle,     

tipica degli incunaboli tedeschi, ed è fittamente annotato in latino,     

soprattutto in una minuta grafia antica con svolazzi, ma anche da altre   

mani, tutte antiche.                                                      

Goff V188. IGI 10221. BMC II 436. GW M49940. ISTC iv00188000.             

Estimate    2.500 / 3.500
10
Estimate    500 / 600
Price realized:  Registration
11

(Ornitologia – Illustrati 500) ALDROVANDI, Ulisse. Ornithologiae hoc est De auibus historiae libri XII. Bononiae, apud Franciscum de Franciscis Senensem, 1599 (Bononiae, apud Ioannem Baptistam Bellagambam, 1599).

In folio (342 x 231 mm). [xx] 893 [i.e.883] [57] pp. Frontespizio calcografico con titolo entro elaborata cornice architettonica, ritratto calcografico dell’autore, 165 illustrazioni xilografiche (di cui un centinaio a piena pagina), iniziali e fregi xilografici. Pergamena rigida settecentesca con tasselli dorati al dorso, tagli spruzzati di rosso. Assente la carta Vv3 che contiene un’illustrazione a piena pagina al recto e al verso, difetto alla cerniera anteriore, frontespizio rifilato, pallide bruniture e fioriture occasionali, una piccola galleria di tarlo, qualche restauro ai margini, per il resto buona copia.

                     PRIMA EDIZIONE del primo volume di questo celeberrimo trattato sugli uccelli contenente magnifiche illustrazioni a piena pagina di numerose specie, tra cui aquile, gufi, struzzi, picchi ecc. Ogni capitolo descrive con dovizia di particolari non solo le varie sottospecie (aspetto, localizzazione geografica, abitudini alimentari, malattie, modi di cattura ecc.) ma anche i loro usi medicinali, le favole e proverbi di cui sono protagonisti, i geroglifici e le monete su cui appaiono, e altre varie tematiche di notevole interesse. Sono inclusi nella trattazione anche uccelli mitologici come le arpie. Il bellissimo ritratto dell’Aldrovandi alla carta 4v, con distico latino firmato Io. Corn. Wterwer M.D. faciebat (discepolo dell'Aldrovandi), e la sua inquadratura ornamentale sono stati variamente attribuiti: Bartsch ascrive il ritratto ad Agostino Carracci e la cornice a Francesco Brizio (Bartsch ill. 39, p. 356-8 e 40, p. 212).

 

 

Estimate    900 / 1.200
Price realized:  Registration
13
Estimate    800 / 1.000
Price realized:  Registration
14

(Anatomia  Illustrati 600) BARTHOLIN, Thomas. Anatome quartum renovata.   

Lugduni, Joan. Ant. Huguetan, & soc., 1677.                               

In 8vo (188 x 110 mm). [xxx] 806 [20] pp. Ultima bianca. Antiporta        

calcografica colorata a mano, vignetta calcografica al frontespizio, che è

stampato in rosso e nero, ritratto dellautore, e 120 tavole calcografiche 

(di cui 10 ripiegate e due a doppia pagina), così distribuite: 1) De infimo

ventre: LIV tavole per lo più a piena pagina, più 2 non numerate. 2) De   

media cavitate: XII tavole a piena pagina più 2 non numerate. 3) De suprema

cavitate: XVI tavole a piena e mezza pagina. 4) De artubus: IV tavole (di 

cui tre ripiegate). 5) De venis: X tavole più una ripiegata. 6) De        

arteriis: II tavole di cui una ripiegata. 7) De nervis: II tavole più 2   

ripiegate. 8) De ossibus: IX tavole di cui una ripiegata. De motu chyli et

sanguinis: III tavole più una. Pelle di scrofa coeva decorata a secco,    

titolo manoscritto al dorso, tagli azzurri. Qualche strappo ad un paio di 

tavole, qualche carta pallidamente brunita, per il resto buona copia.     

    Copia genuina di questo importante manuale di anatomia, profusamente  

illustrato da 120 tavole calcografiche. Thomas Bartholin (1616-1680),     

anatomista danese, fu il primo a descrivere il sistema linfatico umano e  

sostenne la teoria della circolazione del sangue del medico inglese William

Harvey. Insegnò all'Università di Copenaghen e fu medico del re Cristiano 

V.                                                                        

Estimate    350 / 450
Price realized:  Registration
15
Estimate    900 / 1.000
Price realized:  Registration
16

(Medicina  Illustrati 700) COCCHI, Antonio. Dei Bagni di Pisa. In Firenze,

nella Stamperia Imperiale, 1750.                                          

In 4to (250 x 175 mm). [xii] 415 [1] pp. [7] tavole calcografiche         

ripiegate, incise da Niccolò Mogalli su disegni di Michele Piazzini e     

Giuseppe Ruggieri. Frontespizio in rosso e nero con vignetta calcografica,

una testatina e uniniziale calcografica. Iniziali e fregi xilografici.    

Pergamena rigida coeva con titolo manoscritto al dorso, tagli spruzzati di

rosso e di azzurro.                                                       

   Bellesemplare fresco di questo importante trattato sulle virtù         

medicinali delle terme di San Giuliano, anticamente conosciute come Aquae 

Pisanae e poi come Bagni di Pisa. Lopera, redatta da Antonio Cocchi       

(1695-1758), medico, naturalista e scrittore, è suddivisa in sei capitoli 

che descrivono la posizione geografica e climatica dei Bagni, le qualità  

naturali e i componenti delle loro acque, le loro facoltà medicinali, le  

malattie cui giovano, e le regole da osservarsi nel loro uso. Il libro    

termina con un capitolo sulla storia dei Bagni, sulla loro notorietà e    

frequentazione da parte di personaggi di spicco. Le tavole, più volte     

ripiegate, raffigurano una Carta topografica del piano di Pisa, quattro   

piante dei Bagni di Pisa e delle Fabbriche Adiacenti nello Stato negli anni

1742 e 1749, frammenti archeologici, e infine una bellissima veduta del   

sito. Edizione originale.                                                 

Estimate    700 / 800
Price realized:  Registration
17

(Conciliabolo di Pisa) FERRERIO, Zaccaria. Promotiones et progressus      

sacrosancti pisani co[n]cilii moderni indicti & i[n]cohati anno d[omi]ni  

M.D.XI. Co[n]stitutio[n]es sacrosancti co[n]sta[n]tie[n]sis co[n]cilii de 

te[m]pore & modo celebrandi concilii generalis sessione xxxix. promulgata 

[Milano, Gottardo da Ponte, 1512].                                        

In 8vo piccolo (140 x 91 mm). [105] carte. Segnatura: a-n8 o2. Assente la 

prima carta. Grandi iniziali xilografiche. Pergamena moderna in stile,    

tagli rossi. Arrossature allangolo inferiore dei primi fascicoli, antica  

nota manoscritta, relativa al teologo umanista francese Gentian Hervetius,

al termine del volume.                                                    

   Raro post incunabolo sul Concilio (o Conciliabolo, come è passato alla 

storia, in quanto non legittimo) di Pisa convocato da Luigi XII di Francia

per spodestare papa Giulio II, con cui il re si era scontrato per motivi  

politici. Indetto il 16 maggio 1511, il Concilio si aprì a Pisa nel       

novembre 1511 alla presenza di cardinali ostili a Giulio II (tra cui      

Bernardino Ló de Carvajal, Federico Sanseverino, Guillaume Briç e René de 

Prie) ed altri vari prelati. Dopo tre sessioni, il Concilio fu trasferito a

Milano, poi ad Asti e, nel giugno 1512, a Lione, dove venne sciolto senza 

aver ottenuto nessun risultato. Papa Giulio II reagì scomunicando i       

cardinali ribelli e convocando il Concilio Lateranense V, che condannava  

severamente il Conciliabolo di Pisa. Queste Promotiones, stampate anche in

un in-folio di [44] carte, sono il resoconto completo degli Atti del      

Concilio.                                                                 

Estimate    1.000 / 1.200
18

(Ordine di Santo Stefano – Illustrati 700) FONTANA, Fulvio. I pregj della Toscana nell’imprese più segnalate de’ cavalieri di Santo Stefano. In Firenze, per Pier Mattia Miccioni, e Michele Nestenus, 1701.

In folio (365 x 255 mm). [xii] 260 xxiii [1] pp. Antiporta calcografica con grande stemma del Granduca Cosimo III de’ Medici sorretto da due tritoni, incisa da Hubert Vincent, altra antiporta con ritratto di Cosimo III con veduta di Livorno sullo sfondo, inciso da Theodor Verkruys, XXXVII tavole calcografiche incluse nella fascicolazione e paginazione, raffiguranti battaglie navali e terrestri. Iniziali e fregi xilografici. Cartonato coevo con titolo manoscritto al dorso. Legatura un po’ sciupata, qualche minima traccia del tempo, ma per il resto esemplare bellissimo.

                     PRIMA EDIZIONE di questa spettacolare opera dedicata alle imprese militari dei cavalieri di Santo Stefano, illustrate da 37 tavole finemente incise, tutte accompagnate da una pagina di didascalie che spiegano nel dettaglio gli assetti delle battaglie navali e terrestri sostenute dai Cavalieri contro i Turchi. L’Ordine fu infatti fondato nel 1562 da papa Pio IV proprio per contrastare l’avanzata turca e combattere i pirati che infestavano il Mediterraneo. L’opera si apre con un’introduzione su Pisa e Livorno, sedi storiche dell’Ordine, seguita dalle sue regole e tradizioni, e dall’elenco dei Grandi Maestri e Ammiragli succedutisi dal 1562 al 1701, e si chiude con una serie di “Cataloghi” che elencano i Cavalieri e le loro numerose conquiste.

                                                                          

                                                                          

Estimate    1.800 / 2.000
19
Estimate    600 / 800
Price realized:  Registration
20

(Astronomia  Scienze  Illustrati) GALILEI, Galileo. Opere di Galileo      

Galilei divise in quattro tomi, in questa nuova edizione accresciute di   

molte cose inedite. Tomo primo [- quarto]. In Padova, nella stamperia del 

Seminario appresso Gio. Manfrè 1744.                                      

4 volumi in 4to (244 x 186 mm). [viii] lxxxviii [iv] 601 [1] pp. [iv] 564 

pp. [iv] 486 pp. [viii] 342 [2] pp.                                       

Ritratto calcografico di Galileo in antiporta, primo frontespizio in rosso

e nero con vignetta xilografica, iniziali e fregi xilografici. [3] tavole 

calcografiche nel primo volume (di cui una ripiegata in fine), una nel    

secondo volume, e unantiporta aggiunta posteriormente (datata 1817) nel   

quarto volume, copia fedele del Rame inciso da Stefano della Bella che    

compare in antiporta alla prima edizione del Dialogo dei massimi sistemi. 

Numerosi diagrammi e illustrazioni xilografiche nel testo. Mezzo vitellino

fulvo coevo, piatti marmorizzati, dorsi lisci con ricca decorazione in oro.

Ex libris cartaceo con monogramma GS applicato a tutti i frontespizi, tagli

leggermente fioriti, altre minime tracce del tempo, per il resto copia    

molto buona.                                                              

   Bellesemplare di questa importante terza edizione collettiva delle Opere

di Galileo molto più completa e ordinata delle due precedenti (Riccardi   

I/1, 522, 22), diretta e commentata dallastronomo Giuseppe Toaldo.  qui  

incluso per la prima volta dopo la messa allindice il celebre Dialogo dei 

massimi sistemi, pubblicato autonomamente 1632 ma appunto inserito        

nellIndex Librorum Prohibitorum lanno successivo, e da lì rimosso solo nel

1835. La presente edizione reca infatti allinizio del Dialogo unavvertenza

al lettore nella quale i curatori professano di conformarsi alla          

ritrattazione dellAutore e di proporre la questione del moto della Terra  

come pura Ipotesi Matematica  non volendoci noi in minima cosa dipartire 

dalle venerate prescrizioni della S. Romana Chiesa. Essi vollero comunque 

arricchire il presente testo del Dialogo con le note apposte da Galileo in

un esemplare a stampa conservato presso la Biblioteca del Seminario.      

Compare in questa edizione per la prima volta anche il Trattato del modo di

misurare con la vista, alle pp. 592-602 del primo volume.                 

(4 volumi)                                                                

Estimate    2.000 / 2.500
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21
Estimate    300 / 400
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22

Roma  Illustrati 500) GAMUCCI, Bernardo. Le antichità della città di Roma 

[ In questa seconda editione da infiniti errori emendate & corrette da   

Thomaso Porcacchi. (In Vinegia, appresso Giovanni Varisco, & compagni,    

1580).                                                                    

In 8vo (151 x 106 mm). 192 carte. Marca tipografica al frontespizio,      

iniziali e fregi xilografici. Testo in corsivo. 38 xilografie a piena     

pagina. Pergamena flessibile coeva (sguardie presumibilmente rinnovate),  

titolo anticamente manoscritto al dorso e al taglio esterno. Pallida gora 

al margine esterno di un numero di carte, per il resto bella copia        

genuina.                                                                  

   Nota ed importante guida in formato tascabile di Roma, illustrata da 38

xilografie a piena pagina che ritraggono vedute prospettiche dei monumenti

e delle rovine della città Terza edizione, dopo la prima del 1565 ed una  

seconda del 1569. Nei quattro libri in cui è divisa lopera, lautore       

descrive, con dovizia di particolari, i principali monumenti di Roma      

antica, secondo un ordine topografico che sembra rispettare, a grandi     

linee, la divisione della città in quattordici regioni operata sotto      

Augusto. Nel primo libro vengono elencati i luoghi legati alla fondazione 

di Roma e ai primi culti religiosi (Palatino, Campidoglio, valle del Foro),

nonché i Fori Imperiali e la zona del Colosseo; nel secondo si parla dei  

fori Olitorio e Boario, dell'Aventino, del Celio, di Porta Maggiore; nel  

terzo dell'Esquilino, Viminale e Quirinale, Campo Marzio; nel quarto,     

infine, il G. si sofferma sui quartieri situati al di là del Tevere:      

Trastevere, con l'isola Tiberina, e il Vaticano. (Treccani)               

Estimate    300 / 400
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23

(Satira politica  Illustrati 700) [GILLRAY, James  HESS, David]. La       

rigenerazione dellOlanda, specchio a tutti i popoli rigenerati. Venezia,  

appresso Giovanni Zatta di Antonio librajo all'insegna della providenza in

Frezzaria, 1799.                                                          

In 4to (370 x 260 mm). Frontespizio calcografico, XX carte con testo in   

francese e in italiano, 20 tavole xilografiche impresse in sanguigna. Carte

e tavole montate su brachette, restauri marginali al frontespizio e       

allultima tavola, altre tracce duso e del tempo ma nel complesso buona    

copia in pelle moderna in stile, dorso con tassello in marocchino rosso e 

scomparti riccamente decorati in oro.                                     

   PRIMA EDIZIONE IN ITALIANO di questa serie di vignette politiche       

pubblicate per la prima volta a Londra nel 1796. Uscita in forma anonima, 

lopera era stata concepita e disegnata dallartista svizzero David Hess,   

soldato nellesercito olandese. Hess chiese ed ottenne dalla Humphries di  

Londra che il suo progetto venisse inciso e pubblicato. Le xilografie sono

attribuite al grande caricaturista inglese James Gillray (1757-1815), che 

era allapice della sua fama. Alla prima edizione inglese Hollandia        

regenerata, limitata a 1.200 copie, seguì la presente con i testi tradotti

dallolandese allitaliano e stampati accanto a quelli in francese. Raro.   

Estimate    600 / 800
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24

(Siena – Astronomia – Astrologia) Il Mangia ovvero Lunario sanese. In cui si vedono alla giornata le cose più importanti sì allo spirituale, che al temporale della Città. In Siena, per Luigi e Benedetto Bindi, 1768.

In 16mo (107 x 78 mm). xxxxxvi 160 pp. Frontespizio xilografico con ritratto di vecchio saggio che mostra le stelle e motto “sapiens dominabitur astris”, e titolo Il Mangia Per l’Anno 1768, 12 vignette xilografiche raffiguranti i segni zodiacali, iniziali e fregi xilografici. Cartonato rustico coevo con titolo manoscritto al piatto anteriore. Qualche difetto alla legatura, per il resto buona copia genuina.

                     Rara edizione di questo almanacco “pubblicato dal 1760 al 1940 con la sola interruzione degli anni 1917 e 1918, a causa della Prima Guerra Mondiale” (Cantamessa, biblioastrology.com, n. 4841bis). Nella dedica alla Marchesa Isabella Vecchi Cambiaso, che è datata “Siena, 21 dicembre 1767” il curatore Angelo Rossi si scaglia contro gli astrologi: “Il piccol Libertto … altro merito in sé non ha, se non che quello di non contenere cosa alcuna di quelle tante, che i Volgari Astrologi sogliono inserire nei loro Lunarj. Perciocché la dove costoro non fanno altro, che regalare il Publico annualmente d’una buona copia di menzogne, e di predizioni, che eglino dicono di ricavar dal Cielo, quantunque non le ricavino da una altezza maggiore di quella del loro cervello …” Seguono una quindicina di pagine scritte in minuto corsivo in cui Rossi descrive la rivoluzione copernicana e parla di Keplero, Ticone (Tycho Brahe), Halley, della suddivisione del tempo in anni, settimane, giorni, del calendario gregoriano, e infine delle eclissi previste per il 1768. Segue l’almanacco vero e proprio, con annotazioni storiche, meteorologiche, e relative alla salute.

 

Estimate    200 / 300
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25
Estimate    500 / 600
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26

(Pisa) Memorie istoriche di più uomini illustri pisani tomo 1. [-4.] Pisa,

presso Ranieri Prosperi, 1790-1792.                                       

4 volumi in 4to (285 x 215 mm). xi [i] 384 pp. e IV tavole calcografiche di

cui due ripiegate. xii 402 [2] pp. Ultima bianca. xviii 409 [1] pp. xvi 480

pp. Brossura editoriale con tassello cartaceo al dorso. Occasionali       

bruniture, fioriture e piccole gallerie di tarlo solo alle carte finali   

(senza intaccare il testo).                                               

   Copia in barbe e parzialmente intonsa di questa serie di biografie di  

illustri pisani, scritte da vari autori. La galleria include scrittori,   

artisti, scienziati, politici, ecclesiastici e giuristi, tra cui: il      

bibliotecario e scrittore Pietro Diacono, il giurista Burgundio Pisano, il

matematico Leonardo Fibonacci, il pittore Giunta Pisano (le tavole        

riproducono alcune delle sue opere, tra cui il Crocifisso di Santa Maria  

degli Angeli), gli scultori e architetti Nicola e Giovanni Pisano, il     

religioso Pietro Gambacorta, papa Eugenio III, lo scultore e architetto   

Andrea Pisano, lo scrittore Domenico Cavalca, papa Niccolò V. Unica donna 

citata, la pittrice Artemisia Gentileschi, cui sono dedicate tredici      

pagine.                                                                   

(4 volumi)                                                                

Estimate    800 / 900
27
Estimate    300 / 350
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28

(Botanica – Illustrati 500) MATTIOLI, Pietro Andrea. Commentarii in sex libros Pedacii Dioscoridis Anazarbei de medica materia, iam denuo ab ipso autore recogniti, et locis plus mille aucti. Adiectis magnis, ac novis plantarum, ac animalium iconibus, supra priores editiones longè pluribus, ad vivum delineatis. Venetiis, ex officina Valgrisiana, 1565.

In folio (346 x237 mm). [172] 1459 [13] pp. Marche tipografiche al frontespizio, al verso di 6g4 e in fine; ritratto xilografico a piena pagina di Mattioli al verso della carta M6 (rifilato al margine superiore), oltre mille grandi xilografie soprattutto di piante e fiori, ma anche di animali; grandi xilografie di alambicchi nel supplemento finale De ratione distillandi aquas ex omnibus plantis. Mezza pergamena con angoli, tassello con nome dell’autore in oro al dorso. Qualche margine superiore leggermente rifilato, pallide bruniture occasionali, qualche gora e restauro marginale, me nel complesso copia molto buona.

                     PRIMA EDIZIONE LATINA ILLUSTRATA CON LE FIGURE GRANDI del più celebre trattato di botanica del Cinquecento, considerata da Brunet come “la plus estimée” per la completezza del testo e per la bellezza delle illustrazioni. Prolifico autore, Mattioli è soprattutto conosciuto per le sue traduzioni e per i suoi commenti al De materia medica di Dioscoride (40-90 ca.), medico, farmacista e botanico greco. La prima traduzione in italiano fu pubblicata a Venezia nel 1544, e fu seguita a breve da una serie di nuove edizioni ampliate (1548, 1550, 1552) il cui successo spinse Mattioli a tradurre l’opera in latino nel 1554, edizione stampata anch’essa da Valgrisi che conteneva oltre cinquecento piccole xilografie disegnate da Giorgio Liberale. In seguito, il Liberale disegnò una nuova serie di illustrazioni più grandi, con la collaborazione di Wolfgang Meyerpeck e pubblicate per la prima volta nell’edizione in boemo del 1562 e in quella tedesca del 1563. “Successivamente le preziose matrici in legno giunsero a Venezia nella bottega del Valgrisi, che se ne servì per la presente edizione, per la quale fu appositamente intagliato un nuovo ritratto dell’autore in medaglione. Il nome dei due artisti compare nella dedica all’imperatore Massimiliano II […] I Commentarii di Mattioli, con oltre sessanta edizioni in italiano, latino, ceco, francese e tedesco, furono sicuramente il più popolare e diffuso erbario della seconda metà del Cinquecento. Grazie alle aggiunte da lui apportate al testo greco (che egli conobbe nella traduzione latina di Jean Ruel), all’identificazione di molte piante elencate da Dioscoride e alla descrizione di nuove specie da lui scoperte durante i suoi viaggi o segnalategli dai suoi numerosi corrispondenti, Mattioli rimase per oltre cinquant’anni l’indiscussa autorità europea in materia.” (Govi, I classici che hanno fatto l’Italia, Regnani 2010, n. 112). Mortimer, French 16th. Century Books, n. 295.

 

Estimate    2.500 / 3.000
Price realized:  Registration
29

(Illustrati 600) MORONI, Lino. Descrizione del Sacro Monte della Vernia.  

Firenze, 1612.                                                            

In folio (440 x 315 mm). [24] pagine di testo entro cornici tipografiche  

stampate da un lato solo, e [26] tavole calcografiche (incluso il         

frontespizio). Di queste 26 tavole: 2 tavole sono più volte ripiegate e   

formate la prima da 3 incisioni, la seconda da 2; 5 tavole hanno parti    

mobili (tavola F: ingraticolato con armi antiche; tavola G: roccia che    

nasconde la prima Cella habitata da Padre San Francesco; tavola I: roccia 

che impedisce la vista del meraviglioso masso  sotto il quale diceua il  

Padre San Francesco i sette Salmi; tavola O: parapetto di ferro; tavola R:

due massi sovrapposti che coprono il letto del Padre San Francesco).      

Legatura posteriore in cartonato marmorizzato con tassello cartaceo al    

piatto anteriore. Antica firma di possesso di Gaspero Buonsollazzi, ex    

libris di Luigi Battistelli. Tavola Q dopo la R, tavola S dopo la T,      

occasionali restauri, pallide macchie, tracce duso, ma nel complesso copia

molto buona.                                                              

   PRIMA EDIZIONE di uno dei più belli ed importanti libri italiani       

illustrati del Seicento. Lopera è una guida descrittiva al Santuario del  

Sacro Monte della Vernia, oggi La Verna, famoso per essere il luogo in cui

san Francesco dAssisi avrebbe ricevuto le stigmate il 14 settembre 1224. Il

Santuario è arroccato sul monte Penna negli Appennini, in provincia di    

Arezzo. Esso fu donato a San Francesco ed ai suoi confratelli nel 1213, e 

divenne con il tempo un importante centro francescano. Nel 1607, lautore  

del libro, nominato a carta  nella dedica a frate Arcangelo da Messina,  

arcivescovo di Monreale, accompagnò il pittore Jacopo Ligozzi (1547-1627) a

visitare il Santuario e i vari siti circonstanti, che lartista ritrasse in

modo realistico e dettagliato, restituendo tutto il fascino di un luogo   

immerso in una foresta secolare. Le incisioni furono eseguite da Domenico 

Falcini, le acqueforti da Raffaello Schiaminossi. Raffigurano: esterni con

rupi ed alberi; parti del Santuario; interni dalle ardite prospettive;    

rocce che si muovono e nascondono passaggi segreti. Ogni tavola ha dettagli

contrassegnati da lettere dellalfabeto e spiegati nella pagina accanto. Il

testo consiste infatti in una serie di didascalie alle illustrazioni: la  

fonte di San Francesco, il luogo dove gli vennero incontro molti uccelli, 

laspetto del monastero nel 1612, la facciata e linterno della chiesa, il  

meraviglioso masso sospeso sotto al quale San Francesco recitava i sette  

salmi, ecc.  Non mancano gli aneddoti, come quello del frate che cascò in 

un precipizio alto settantacinque braccia senza riportare alcuna ferita   

(raffigurato nella prima tavola mentre sta precipitando). Precede di due  

secoli il tema del sublime. La collazione del nostro esemplare corrisponde

a quella delle copie elencate in SBN.                                     

Italian journey. Drawings from the Tobey Collection, MET 2010, n. 32, pp. 

114-116.                                                                  

Estimate    5.000 / 7.000
Price realized:  Registration
30

(Bodoni  Illustrati 700 - Parma) PACIAUDI, Paolo Maria. Descrizione delle 

feste celebrate in Parma lanno 1769. Per le auguste nozze di sua altezza  

reale linfante Don Ferdinando colla reale arciduchessa Maria Amalia. In   

Parma, nella Stamperia reale, [1769].                                     

In folio (554 x 396 mm). [viii] 76 pagine di testo su due colonne in      

italiano e francese. Antiporta architettonica, grande vignetta alle armi  

Borbone con leoni di Spagna e trofei militari al frontespizio, 5 testate, 8

iniziali, 19 finalini e 36 tavole fuori testo (di cui 6 a doppia pagina). 

Piena pelle coeva con armi Borboniche in oro al centro dei piatti entro   

cornice floreale, dorso a 7 nervi e 8 comparti, il secondo con tassello in

marocchino rosso con titoli in oro, gli altri decorati in oro, tagli      

spruzzati dazzurro. Tracce del tempo allocchiello, due tavole con strappo 

lungo lattaccatura alla brachetta, abrasioni e restauri alla legatura, ma 

nel complesso esemplare assai bello.                                      

   Uno dei più straordinari libri pubblicati da Bodoni, realizzato agli   

inizi della sua carriera in collaborazione con Ennemond Alexandre Petitot 

(1727-1801), primo architetto della corte di Parma dal 1753. Lopera       

descrive i grandiosi spettacoli allestiti in occasione delle nozze tra    

Ferdinando I di Borbone e Maria Amalia d'Asburgo-Lorena nel 1769, di cui  

Petitot aveva disegnato progetti architettonici, scenografie e costumi, qui

magistralmente riprodotti allacquaforte da Benigno Bossi ed altri maestri 

dellepoca. Colpiscono per la loro bellezza il frontespizio, la testatina  

con i putti, la grande tavola che illustra il torneo nellanfiteatro, la   

galleria di fantasiosi costumi, la raccolta di stemmi minuziosamente      

illustrati, le danze e recite nel Boschetto dArcadia, la tavola finale con

i fuochi dartificio. Non sono da meno limpaginazione e la stampa di Bodoni,

che suddivise i testi su due colonne, a sinistra litaliano in corsivo, a  

destra il francese in carattere romano, separati da un doppio filetto e   

disposti in modo armonico e arioso sulla pagina. Il libro ebbe un successo

enorme. Brooks 6 lo definisce il più attraente di tutti i libri di Bodoni 

per la bellezza delle figure.                                             

Estimate    2.500 / 3.000
Price realized:  Registration
1 - 30  of 122