SCULTURE E OGGETTI D'ARTE DAL MEDIOEVO AL XIX SECOLO

16 GIUGNO 2022

SCULTURE E OGGETTI D'ARTE DAL MEDIOEVO AL XIX SECOLO

Asta, 1123
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
ore 15.30
Lotti: 1-186
Esposizione
FIRENZE
Sabato 11 giugno 2022 10-18
Domenica
12 giugno 2022 10-13
Lunedì
13 giugno 2022 10-18
Martedì 14 giugno 2022 10-18

 
 
 
Stima   200 € - 50000 €

Tutte le categorie

1 - 30  di 185
11

Roma, 1750 circa

FALDISTORIO

in ferro, bronzo e bronzo parzialmente dorato, a doppia tenaglia incernierata collegata ai lati da due sbarre fisse e sostegni con tiranti a catena sulla fronte e sul retro; i braccioli a doppia voluta fogliacea terminano in quattro cherubini aggettanti, seduta rivestita in stoffa bianca e piedi foggiati a ricci fogliacei, cm 89x79x62

 

Roman, circa 1750, A faldistorio, bronze partially gilted and iron, 89x79x62 cm

 

Come scrive Roberto Valeriani, "il faldistorio qui in esame, diversamente da quello di Paolo V e da altri analoghi, si segnala per una forma abbastanza complessa con un gioco di curve e controcurve che culmina in basso nelle due anse che trattengono, con una dinamica mossa, gli anelli delle traverse; il ricco piede fogliaceo trova poi eco nei montanti in cui un intreccio quasi asimmetrico di volute trova compimento nelle teste alate graziosamente rivolte verso il centro [...] Sono stilemi quali il breve intreccio di curve spezzate, realizzato a basso rilievo sulle volute dei braccioli, proprio sotto la testa di cherubino, a rimandare al mondo decorativo romano del secondo quarto del XVIII secolo [...] Resta del tutto impossibile, in mancanza di documenti, stabilire l'esecutore materiale di questo arredo liturgico, artefice che si dimostra sottile traduttore di un progetto assai complesso nella sua vibrante mobilità. Non possiamo, per il momento, che limitarci a considerare il fatto che a Roma, in quegli anni, erano attivvi non pochi fonditori di altissimo livello, alcuni dei quali, mebri di famiglie devote a quest'arte (i Valadier, i Ceci, i Gagliardi) portarono la fusione in bronzo o in argento ai massimi livelli europei del momento. La grande qualità del modellato e l'invenzione stessa del faldistorio qui in esame corroborano pienamente quest'ultimo giudizio"

Stima    7.000 / 10.000
Aggiudicazione:  Registrazione
23
Stima    8.000 / 12.000
28

Angelo di Mariano (attr.), Siena, secolo XIV

ANGELO ANNUNCIANTE

Scultura in terracotta, cm 27x28,5x17,5

 

Attributed to Angelo di Mariano, Sienese, 14th century, Announcing Angel, terracotta, 27x28,5x17,5 cm

 

Bibliografia di confronto

A. Angelini, I Marrini e gli inizi di Michele Angelo senese, in “Prospettiva”, 91/92, volume I, numero speciale “Omaggio a Fiorella Sricchia Santoro”, 1998, pp. 127-138.

G. Fattorini, Epilogo: Siena e la scultura “all’antica” oltre il tempo di Pio III, in Pio II e le arti. La riscoperta dell’antico da Federighi a Michelangelo, Milano 2005, pp. 555-583, speciatim 560-572.

 

La prima attestazione nota di Angelo di Mariano risale al 1506 all’interno del cantiere del Duomo di Siena al fianco del fratello Lorenzo di Mariano Marrini, meglio conosciuto come “il Marrina”, mentre la sua prima opera nota è stata invece riconosciuta nel Cristo in pietà sorretto da Angeli, scolpito all’interno del grande complesso d’altare per la chiesa di Santa Maria in Fontegiusta commissionato al fratello Lorenzo e realizzato tra il 1509 e il 1520 […] Angelo già dal 1519 risulta attivo Roma al seguito di Baldassarre Peruzzi, coinvolto nei principali circuiti della committenza papale. Nell’Urbe risulta documentato, insieme ad altri due fratelli, Lodovico e Tibaldo, nella decorazione scultorea della cappella del Re di Francia in San Pietro (entro il 1521), dal 1522 assieme al solo Lodovico nella sepoltura del cardinale Francesco Armellini in Santa Maria in Trastevere mentre più tardi (1524), da solo, ottiene la prestigiosissima commissione della tomba di papa Adriano VI - opera progettata da Baldassarre Peruzzi e commissionata dal cardinale Willem van Enckenvort - per la chiesa della nazione tedesca a Roma, Santa Maria dell’Anima (Angelini 1998; Fattorini 2005, pp. 560-572). Il nostro Angelo, parte originariamente di un gruppo raffigurante l’Annunciazione, uno dei soggetti religiosi più apprezzati in ambito senese su cui più volte si era impegnato anche il fratello Marrina, si distingue dal resto della produzione fittile coeva per la complessità esecutiva e la variante iconografica suggerita dal taglio della figura e dalla conformazione del tergo. La figura risulta infatti tagliata appena sotto le spalle, con i lembi di stoffa della veste che, risolvendosi in eleganti risvolti, non lasciano presupporre l’applicazione della figura ad un'altra sezione di corpo a comporre una figura intera; tale conformazione lascerebbe invece propendere per una sua originaria collocazione su una preziosa base lignea, dipinta e dorata, a pendant di un analogo busto della Vergine annunciata. Sul retro invece la scultura presenta due cavità regolari che ne permettevano l’applicazione di ali, eseguite con materiali differenti, probabilmente in sottile lamina metallica, smaltata, dorata e dipinta, oppure in cartapesta, più leggere e ugualmente predisposte a sostenere una preziosa policromia, realizzate con la partecipazione di un orafo o di un pittore locale, cui sarebbe spettata anche la cromia delle figure. L’apporto naturalistico e il preziosismo delle dorature delle vesti doveva raggiungere gli stessi esito oggi percepibili nella Santa Caterina di Siena o nei due straordinari San Pietro e Paolo di Pienza eseguiti dal fratello Marrina

Stima    2.500 / 3.500
Aggiudicazione:  Registrazione
1 - 30  di 185