DIPINTI ANTICHI: Dal primo Rinascimento all'etŕ Neoclassica

A conclusione di una stagione estremamente composita nelle sue proposte, il Dipartimento Dipinti Antichi presenta per la sua ultima vendita del 2019, che si terrà il prossimo 26 novembre, una selezione di circa 40 lotti che coprono un arco di tempo che va dal primo Rinascimento all’età Neoclassica.

Saranno offerte opere di autori rari a trovarsi in Italia e sul mercato internazionale come il lombardo Vincenzo Civerchio, in catalogo con tre squisite tavolette, SAN GIOVANNI EVANGELISTA, SAN PAOLO E SAN PIETRO, stimate 30.000/40.000 euro (lotto 8). Si pensa che le tavole facessero parte di una più ampia serie di dodici e che tutte assieme costituissero la predella di una pala non identificata.

Dalla Lombardia al Veneto per segnalare la scena mitologica a olio su tela di grandi dimensioni di scuola veneta del XVII secolo APOLLO E MARSIA, offerta a 15.000/20.000 euro (lotto 42).

Tra le opere fiorentine del Cinquecento si segnala la raffinatissima, inedita e non replicata MADONNA ANNUNCIATA della scuola di Agnolo di Cosimo, meglio conosciuto come “il Bronzino”, in catalogo a 80.000/120.000 euro (lotto 19).

Dopi i successi di BACCO E ARIANNA nel 2017 e SANSONE E DALILA nel 2018, aggiudicati entrambi ben oltre le stime rispettivamente a 149.400 e 93.750 euro, il dipartimento è felice di offrire al mondo collezionistico di riferimento un’altra opera di Alessandro Turchi detto l’Orbetto, l’artista veronese di cui è prossima la pubblicazione del catalogo generale: vi sarà inserito anche LOT E LE FIGLIE proposto nella vendita in questione a 20.000/30.000 euro (lotto 18).

Tra i rari autori stranieri ci piace ricordare la presenza dell’olandese Cornelis de Man che firma un INTERNO DI CHIESA, valutato 12.000/15.000 euro, ispirato a una delle chiese di Delft in uno dei suoi schemi compositivi più tipici: un motivo centrale dal quale si dipartono due serie di elementi architettonici (lotto 9).

Tra le curiosità, una tavola del noto falsario senese Icilio Federico Joni (1866-1946) ispirata a un modello fiorentino del tardo Quattrocento e abilmente tagliata per sembrare un frammento: il GESU’ BAMBINO, intento alla lettura di un libro in evidente rimando al Vangelo, è in catalogo a 6.000/8.000 euro (lotto 38).

Concludiamo questo breve excursus con un’opera d’eccezione dichiarata dal Ministero di particolare interesse storico-artistico: sarà offerta in questa occasione un’opera del raro pittore genovese Andrea Semino. Firmato e datato dall’artista nel 1535, il trittico presenta nella tavola centrale LA COMUNIONE DI SAN GEROLAMO e nelle laterali IL COMMITTENTE CON L’ARCANGELO MICHELE e TOBIOLO CON L’ANGELO rispettivamente a sinistra e destra.

Ben noto alla critica ma non ancora oggetto di uno studio particolarmente approfondito, volto a determinare la committenza e l’originaria collocazione, l’opera di grandi dimensioni realizzata ad olio su tavola è in catalogo con la stima di 150.000/250.000 euro (lotto 20).