Lombard workshop, second half 17th century, Crucified Christ, patinated bronze
Bottega lombarda, seconda metà secolo XVII
CRISTO CROCIFISSO
scultura in bronzo patinato, montato su croce in legno ebanizzato completa di base sagomata dal profilo mistilineo; cm 37x35,5 la scultura, cm 137x50x18 complessivamente
Il modello del crocifisso è riconducibile ad alcune opere progettate da Guglielmo Della Porta (ca. 1515-1577) scultore, architetto e restauratore del manierismo italiano, la cui formazione artistica si svolse tra Genova e Roma; fu discepolo di Michelangelo e, in seguito, scultore alla corte dei Farnese. Nel tempo questo modello era stato attribuito al Giambologna (1529-1608), attivo nella realizzazione di crocifissi già attorno agli anni Settanta del Cinquecento. Nelle botteghe più organizzate era consuetudine che gran parte della produzione di repliche fosse affidata ai collaboratori e agli allievi del maestro; è molto plausibile che anche in quella di Guglielmo si sia proceduto nella stessa maniera, con l’effetto di generare, a partire da un suo prototipo, inevitabili variazioni più o meno marcate sui vari esemplari. Tra le opere degli artisti che affiancarono il maestro, il modello più vicino al nostro pare essere quello di Antonio Gentili da Faenza, presunto autore dell’esemplare custodito nel Palazzo Apostolico del Santuario di Loreto. Nel nostro caso il crocifisso è montato su un’importante base di legno ebanizzato, associabile per morfologia e stile alla produzione lombarda del secolo XVII o dei primi anni del XVIII. Lo stilema della base si riscontra con evidenza in formule decorative che si ripetono nei plinti architettonici dei cornicioni dei palazzi o nelle mensole delle chiese lombarde fino alle componenti decorative del mobilio e dell’oggettistica coevi, coerente con l'epoca della scultura