After Guillaume Coustou, 19th century
MARLY HORSES
a pair of gilt and patinated bronze groups, 59x48x25 cm
Da Guillaume Coustou, secolo XIX
CAVALLI DI MARLY
coppia di gruppi scultorei in bronzo patinato e dorato, cm 59x48x25
La coppia di gruppi scultorei fu commissionata nel 1739 da Luigi XV allo scultore francese Guillaume Coustou (Lione 1677 – Parigi 1746) per ornare l’Abbeveratoio all’ingresso del parco del Castello di Marly, dove fu posizionata nel 1745. Ben presto, però, con la Rivoluzione e il progressivo abbandono delle residenze reali, le sculture vennero trasferite in Place de la Concorde all’imbocco degli Champs-Élysées, dove rimasero fino agli anni ottanta del secolo scorso, quando furono sostituiti da due copie. Gli originali, dopo un periodo di restauro, trovarono una nuova collocazione nel patio dell’ala Richelieu del Museo del Louvre, soprannominato successivamente Cour Marly.
I Cavalli di Marly, tra le ultime opere dello scultore francese, morto l’anno dopo averli terminati, riscossero da subito notevole successo, diventando oggetto di numerose repliche in piccola scala e punto di riferimento per la raffigurazione di soggetti equestri da parte degli artisti romantici.
Presentiamo qui due gruppi in bronzo realizzati sul modello delle opere di Coustou. Certamente di dimensioni inferiori, ma capaci di trasmettere tutto il vigore e l’intensità che caratterizza gli originali in marmo. Il tema non rimanda a rappresentazioni allegoriche né mitologiche, bensì raffigura due cavalli imbizzarriti alle prese con i loro stallieri, i cui corpi sono rappresentati seminudi e tesi nello sforzo di domarli. Coustou rende con intensità la lotta tra due forze contrapposte, accentuato qui dal contrasto tra bronzo dorato e del bronzo patinato. I cavalli figurano nell’atto di impennarsi con le criniere che si arruffano, gli occhi spalancati e le narici dilatate, mentre lottano ferocemente con i loro domatori. Come ha scritto Victor Hugo in Les Misérables, essi rappresentano la natura indomabile che resiste al controllo dell’uomo, congelata nella materia ma piena di movimento e tensione.