FRAMMENTO DI SARCOFAGO
In marmo su supporto moderno
H. 55 cm; largh. 25 cm; prof. 27 cm
Produzione romana, II secolo d.C.
Elegante porzione angolare di sarcofago romano con presenza integra di una menade danzante ritratta nell'azione di suonare uno strumento a fiato. Tale strumento viene sorretto con la mano destra ed è ben identificabile all'altezza del petto del soggetto. L'atto del suonare è enfatizzato dal ballo che viene fatto, riconoscibile dalle gambe incrociate in cui la sinistra viene rappresentata disposta di fronte a quella destra. Inoltre, l'elegante movimento della veste plissettata (himation e chitone presenti nella parte superiore) ne aumenta ulteriormente la gestualità e la resa. La capigliatura della menade si presenta organizzata in larghe ciocche di capelli raccolte poi in un nodo superiore. Visibile uso del trapano per donare profondità e chiaroscuro soprattutto al capo.
Il sarcofago è identificabile con la tipologia degli strigilati, essendo presente la porzione centrale della vasca su cui risultano essere ben visibili le varie fasce ondulate da cui il sarcofago stesso prende il nome. Tale strigilatura è incentrata in una sobria ed elegante cornice modanata.
In particolare, tra il II e il III secolo d.C. si diffondono sarcofagi con raffigurazioni di menadi (o cortei di esse) che danzano e suonano. Tale presenza artistica è strettamente legata all'aldilà e allo status del defunto in vita, volendosi collegare direttamente al solenne e colto mondo greco (tramite proprio le rappresentazioni del mito ad esso collegato) dimostrando così il proprio ceto di appartenenza. Oltre ad esso, tali rappresentazioni avevano lo scopo di simboleggiare l'estasi, la liberazione dell'anima e la promessa di una vita ultraterrena.