CRATERE A CAMPANA
In ceramica a figure rosse
H. 32,5 cm; diam. all'orlo 34 cm
Grecia, produzione attica, inizio IV secolo a.C.
Raro cratere a campana attribuito al Pittore della Grifomachia di Oxford, in ceramica a pasta fine e vernice nera lucida, caratterizzato da ampio orlo estroflesso, corpo campaniforme, stelo cilindrico e piede a disco modanato. Presenza di due anse orizzontali impostate appena al di sotto dell'orlo, a sezione circolare e rivolte verso l'alto.
La decorazione è a figure rosse. Sul lato A è rappresentata una scena di simposio con quattro soggetti orientali, identificabili dalle caratteristiche vesti, sdraiati su un letto conviviale con due tavoli posizionati ai rispettivi lati. La gestualità particolarmente accentuata ne denota la pratica della conversazione. Di fronte a queste figure è posizionata al centro un'elegante figura femminile con ricca capigliatura raccolta posteriormente in una coda e leggera veste resa plasticamente, ritratta nell'azione di suonare un flauto. La pelle di essa è resa elegantemente a vernice bianca, così come i dettagli dei coronamenti orientali degli altri quattro soggetti. Il lato B mostra invece tre figure stanti, panneggiate, disposte simmetricamente. Al centro una Nike alata, abbigliata con chitone ondulato e braccia alzate, ai lati due figure maschili o efebi con himàtia, aryballoi e sopra pissidi.
Le decorazioni accessorie consistono in una grande fascia di alloro disposta orizzontalmente all'altezza dell'orlo, cornice a meandro continuo nella parte inferiore e palmette stilizzate nelle zone laterali alle due scene figurate.
Il Pittore della Grifomachia di Oxford è stato un pittore attico attivo dall'inizio del IV secolo a.C. e prende il nome dal famoso cratere a campana con la raffigurazione di Arimaspi in lotta con grifi custodito presso l'Ashmolean Museum.
L'attribuzione al Pittore della Grifomachia di Oxford si deve al prof. Ian McPhee. Si riconoscono difatti i tratti tipici del suo stile rappresentativo, come le movimentate scene principali spesso di simposio contrapposte alle piatte scene di conversazione tra efebi e Nike alata.
Cfr.: vedasi J. D. Beazley, ARV 2, pp. 1428-1429 e Database delle ceramiche dell'archivio Beazley BAPD (n. 16054). Oltre al già citato Ashmolean Museum, anche i Musei Vaticani (n. inv. MV.17840.0.0) e il British Museum (n. inv. 1772.0320.10) conservano vasi attribuiti a questo pittore.
Provenienza
Sotheby's, Londra, asta dell'11 dicembre 1989, lotto 72
Collezione privata