ARCADE | 15th to 20th century paintings

ARCADE | 15th  to  20th century paintings

Auction

FLORENCE
Palazzo Ramirez-Montalvo
2 OCTOBER 2019

Viewing

FLORENCE
Friday          27  September              10am-6pm 
Saturday      28  September              10am-6pm
Sunday        29  September              10am-6pm
Monday        30  September              10am-6pm

 
 
 
Estimate   200 € - 30000 €

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31 - 60  of 301
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Scuola veneta, sec. XVII

DILUVIO UNIVERSALE

olio su tela, cm 75x100

 

Venetian School, 17th century

THE GREAT FLOOD

oil on canvas, cm 75x110

 

Il tema del Diluvio Universale è stato affrontato da Alessandro Turchi, detto l’Orbetto (Verona, 1578 – Roma, 1649) almeno due volte, con molte varianti e in dimensioni piuttosto contenute. Stringenti sono le analogie compositive che il nostro esemplare presenta con il rame della collezione Molinari Pradelli (cfr. D. Scaglietti Kelescian, a cura di, Alessandro Turchi detto l’Orbetto 1578-1649, catalogo della mostra Verona 1999, Milano 1999, scheda 27, pp. 126-127): le figure che appaiono quasi isolate sul primo piano della scena riprendono nelle pose e nella gestualità, se pur con notevoli differenze, quelle ideate dall’Orbetto che prese come modelli di riferimento Michelangelo nella volta della Sistina e Raffaello nelle Logge, oltre che l’affresco con lo stesso soggetto eseguito da Antonio Carracci nel fregio di una delle stanze

nel palazzo del Quirinale a Montecavallo a Roma, palazzo dove lo stesso pittore Veronese lavora.

L’ambientazione composta degli stessi elementi – l’albero utilizzato come quinta scenica sulla destra, l’arca sullo sfondo al centro e il promontorio sulla sinistra – mostra, analogamente, significative varianti sia nel maggiore respiro compositivo, risultato di una diversa scansione delle figure e al maggiore spazio riservato al paesaggio, che nell’intonazione un poco più cupa e maggiormente contrastata luministicamente, più vicina in tali caratteristiche all’altra opera dell’Orbetto con tale soggetto menzionata in apertura, oggi al Louvre, e considerata leggermente successiva, risalente infatti agli anni romani dell’artista, subito dopo le sue prove del 1620-1621 (cfr. D. Scaglietti Kelescian, a cura di, Alessandro Turchi detto l’Orbetto 1578-1649, catalogo della mostra Verona 1999, Milano 1999, scheda 33, pp. 138-139).

Estimate   € 6.000 / 8.000
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Estimate   € 4.000 / 6.000
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Bottega dei Roos, sec. XVIII                                              

PAESAGGI FLUVIALI CON PONTE, MULINO, EDIFICI MERLATI, PASTORI, ARMENTI, CAVALLI E CANI                                                            

coppia di dipinti, olio su tela, cm 99x136,5                             

(2)                                                                       

                                                                          

Workshop of Roos, 18th century                                            

RIVER LANDSCAPES WITH BRIDGE, MILL, CRENELLATED BUILDINGS, SHEPARDS, HERD, HORSES AND DOGS                                                           

a pair of paintings, oil on canvas, cm 99x136,5                                        

(2)                                                                       

                                                                          

Giunto in Italia nel 1677 per perfezionare la sua pratica artistica, il tedesco Philipp Peter Roos, meglio conosciuto come Rosa da Tivoli, decise dopo essere stato a bottega presso Giacinto Brandi, di non lasciare più Roma, acquistando anche una casa a Tivoli e lavorando specialmente nel Tiburtino: da ciò l’origine del soprannome. Le sue opere sono veri e propri ritratti di animali domestici con i pastori nella campagna romana. Sul fondo, montagne azzurrate tra cieli e nuvoli rosate, punteggiati talvolta, come nel nostro caso, da antichi edifici o rovine ricoperte di vegetazione. Nella sua florida bottega

furono al lavoro anche i fratelli e i figli che continueranno la sua attività, utilizzando una medesima pittura molto pastosa per restituire analoghe tematiche e tagli compositivi con infinite varianti sino a inoltrato Settecento (cfr. M. Jarchow, Roos: eine deutsche Künstlerfamilie des 17. Jahrhunderts; Verzeichnis sämtlicher Zeichnungen und Radierungen von Johann Heinrich, Theodor, Philipp Peter, Johann Melchior, Franz und Peter Roos im Besitz des Berliner Kupferstichkabinetts, Berlin 1986). La coppia qui offerta mostra le più strette affinità stilistiche con le tele attribuite a Cajetan Roos, detto Gaetano de Rosa (1690 – 1770).

 

Estimate   € 5.000 / 8.000
31 - 60  of 301

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