Arte Orientale e Reperti Archeologici

16 MAY 2012

Arte Orientale e Reperti Archeologici

Auction, 0094

Florence
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo Albizi, 26


 
 
 

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181 - 202  of 202
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Busto muliebre Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Busto femminile panneggiato con tunica e mantello soprastante; la testa leggermente volta verso destra, presenta fronte bassa e zigomi alti, mento dal profilo pieno e bocca carnosa; gli occhi, incorniciati dalla linea delle sopracciglia hanno palpebre in rilievo e indicazione delliride mediante un forellino. Lacconciatura è del tipo Severiano, cosiddetto a melone, con trecce pettinate a linee parallele e scompartite al centro della fronte che si riuniscono in uno chignon sulla nuca; le orecchie sono nascoste dalla capigliatura. Produzione: romana Stato di conservazione: priva del naso, superficie abrasa e localmente scheggiata Dimensioni: alt. cm 36 Datazione: fine II d.C.- inizi III d.C. Lacconciatura a melone ha la sua origine in Grecia e Magna Grecia in età ellenistica e conosce un nuovo periodo di favore presso le matrone romane in età Severiana quando viene ripresa con alcune varianti da Giulia Domna la seconda moglie di Settimio Severo Il busto faceva parte di una piccola collezione privata formata in massima parte da urnette cinerarie etrusche di età ellenistica e da una parte della Fonte diPiazza di Perugia di Arnolfo di Cambio, raffigurante lo scriba, materiale acquistato dalla Soprintendenza dellUmbria. I materiali provenivano dalla Villa di Compresso, già degli Eugeni, poi passata ai Nerli. Cfr. per la storia della collezione A.E. Feruglio, La fortuna di Arna: materiali archeologici dalle collezioni Eugeni e Bellocci, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per lUmbria, XCVIII, 2001, pp. 225-243. Dichiarata di eccezionale interesse archeologico con D.D.R. 22.11.2011

Busto muliebre Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Busto femminile panneggiato con tunica e mantello soprastante; la testa leggermente volta verso destra, presenta fronte bassa e zigomi alti, mento dal profilo pieno e bocca carnosa; gli occhi, incorniciati dalla linea delle sopracciglia hanno palpebre in rilievo e indicazione delliride mediante un forellino. Lacconciatura è del tipo Severiano, cosiddetto a melone, con trecce pettinate a linee parallele e scompartite al centro della fronte che si riuniscono in uno chignon sulla nuca; le orecchie sono nascoste dalla capigliatura. Produzione: romana Stato di conservazione: priva del naso, superficie abrasa e localmente scheggiata Dimensioni: alt. cm 36 Datazione: fine II d.C.- inizi III d.C. Lacconciatura a melone ha la sua origine in Grecia e Magna Grecia in età ellenistica e conosce un nuovo periodo di favore presso le matrone romane in età Severiana quando viene ripresa con alcune varianti da Giulia Domna la seconda moglie di Settimio Severo Il busto faceva parte di una piccola collezione privata formata in massima parte da urnette cinerarie etrusche di età ellenistica e da una parte della Fonte diPiazza di Perugia di Arnolfo di Cambio, raffigurante lo scriba, materiale acquistato dalla Soprintendenza dellUmbria. I materiali provenivano dalla Villa di Compresso, già degli Eugeni, poi passata ai Nerli. Cfr. per la storia della collezione A.E. Feruglio, La fortuna di Arna: materiali archeologici dalle collezioni Eugeni e Bellocci, in Bollettino della Deputazione di Storia Patria per lUmbria, XCVIII, 2001, pp. 225-243. Dichiarata di eccezionale interesse archeologico con D.D.R. 22.11.2011
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374

Sarcofago romano Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore si trovano due coppie di grifi alati e seduti sulle zampe posteriori, mentre quelle anteriori sono una eretta e laltra sollevata ed appoggiata ad una candelabra terminante in un piccolo cratere, al centro della composizione si trova invece un grande cratere buccellato con anse a volute che poggia sopra un ciuffo di foglie dacanto, su ciascun lato è raffigurato, invece, un grifo alato gradiente con una zampa anteriore sollevata che si appoggia ad un vaso con coperchio. Allinterno si trova scolpito un cuscino di forma semicircolare; sulla faccia superiore quattro fori quadrangolari per linserimento delle grappe di chiusura in bronzo. Produzione: romana imperiale Stato di conservazione: sarcofago: superficie fronte ricomposto e restaurato da numerosi frammenti con rifacimenti di alcune parti mancanti; fianchi integri; fondo con due fori a testimonianza della sua trasformazione in vasca da fontana. Dimensioni: sarcofago: cm 157x58x42; sostegni: cm 20x30,5x49; cm 22x30,5x49 Datazione: età adrianea 117-138 d. C. Provenienza: Collezione Buitoni, Villa di San Prospero, Perugia; Collezione privata, Roma Cfr. : G. Koch-Sichtermann, Romischer Sarcophage, Munchen 1982, p 236, 3; K. Lehmann- Hartleben, E. C. Olsen, Dionisiack Sarcophagi in baltimore, Walters Art Gallery, Baltimore 1942, p 17 ss, figg. 16-18; G. Koch, The J. Paul Museum, Roman Funerary Sculpture, Malibu 1988, p 7, n 3

Sarcofago romano Materia e tecnica: marmo bianco italico a grana fine, scolpito e levigato Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore si trovano due coppie di grifi alati e seduti sulle zampe posteriori, mentre quelle anteriori sono una eretta e laltra sollevata ed appoggiata ad una candelabra terminante in un piccolo cratere, al centro della composizione si trova invece un grande cratere buccellato con anse a volute che poggia sopra un ciuffo di foglie dacanto, su ciascun lato è raffigurato, invece, un grifo alato gradiente con una zampa anteriore sollevata che si appoggia ad un vaso con coperchio. Allinterno si trova scolpito un cuscino di forma semicircolare; sulla faccia superiore quattro fori quadrangolari per linserimento delle grappe di chiusura in bronzo. Produzione: romana imperiale Stato di conservazione: sarcofago: superficie fronte ricomposto e restaurato da numerosi frammenti con rifacimenti di alcune parti mancanti; fianchi integri; fondo con due fori a testimonianza della sua trasformazione in vasca da fontana. Dimensioni: sarcofago: cm 157x58x42; sostegni: cm 20x30,5x49; cm 22x30,5x49 Datazione: età adrianea 117-138 d. C. Provenienza: Collezione Buitoni, Villa di San Prospero, Perugia; Collezione privata, Roma Cfr. : G. Koch-Sichtermann, Romischer Sarcophage, Munchen 1982, p 236, 3; K. Lehmann- Hartleben, E. C. Olsen, Dionisiack Sarcophagi in baltimore, Walters Art Gallery, Baltimore 1942, p 17 ss, figg. 16-18; G. Koch, The J. Paul Museum, Roman Funerary Sculpture, Malibu 1988, p 7, n 3
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375

Sarcofago romano con Ratto di Proserpina Materia e tecnica: calcare grigio a grana fine, scolpito e levigato, tracce di colore bianco Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore, a partire da sinistra sul lato due figure femminili danzanti e contrapposte in atto di darsi la mano sopra ad un cratere; sul fronte Demetra stante sul carro trainato da una pariglia di serpenti alati: la divinità è raffigurata con un chitone che le cade sul lato destro scoprendo il seno, retrospiciente e con una face accesa nella mano sinistra. Davanti al carro, sdraiata a terra a destra lAbbondanza con la cornucopia sostenuta da un erote alato; sul fondo Proserpina velata volta a sinistra e Plutone, anziano con lunghi capelli e barba fluente, torace nudo e bastone nella mano sinistra, in atto di darlo alla fanciulla; in primo piano un giovane inginocchiato volto a destra, forse Trittolemo. Al centro circa del pannello Atena stante e volta a sinistra con chitone corto ed elmo di tipo macedone guarda la coppia formata da Proserpina e Plutone allontanarsi sulla quadriga in corsa, di fronte a loro Mercurio nudo con la clamide avvolta intorno al collo riconoscibile dal petaso, dal caduceo e dai sandali alati, svolge la sua funzione di psicopompo per lAde; in basso tritoni anguiformi nel Lago di Pergusa. Segue una vittoria alata in movimento verso destra con palma e corona nella mano destra, sullangolo Caronte (?) ed un agnellino. Sul lato destro Proserpina stante e volta a sinistra con lungo peplo che arriva fino a terra, Mercurio e Plutone seduto in trono con lo scettro a chiudere la scena. Produzione: romana imperiale e secolo XIX Stato di conservazione: alcune scheggiature nei luoghi di inserzione delle grappe di chiusura, sul lato sinistro un restauro antico con grappa in bronzo Dimensioni: sarcofago: cm 215x67x55 Datazione: II-III sec. d.C. e XIX sec. Cfr. : G. Koch-Sichtermann, RomischerSarcophage, Munchen 1982

Sarcofago romano con Ratto di Proserpina Materia e tecnica: calcare grigio a grana fine, scolpito e levigato, tracce di colore bianco Sarcofago a cassa parallelepipeda con bordo superiore appiattito e le tre facce a vista scolpite in altorilievo; sulla faccia anteriore, a partire da sinistra sul lato due figure femminili danzanti e contrapposte in atto di darsi la mano sopra ad un cratere; sul fronte Demetra stante sul carro trainato da una pariglia di serpenti alati: la divinità è raffigurata con un chitone che le cade sul lato destro scoprendo il seno, retrospiciente e con una face accesa nella mano sinistra. Davanti al carro, sdraiata a terra a destra lAbbondanza con la cornucopia sostenuta da un erote alato; sul fondo Proserpina velata volta a sinistra e Plutone, anziano con lunghi capelli e barba fluente, torace nudo e bastone nella mano sinistra, in atto di darlo alla fanciulla; in primo piano un giovane inginocchiato volto a destra, forse Trittolemo. Al centro circa del pannello Atena stante e volta a sinistra con chitone corto ed elmo di tipo macedone guarda la coppia formata da Proserpina e Plutone allontanarsi sulla quadriga in corsa, di fronte a loro Mercurio nudo con la clamide avvolta intorno al collo riconoscibile dal petaso, dal caduceo e dai sandali alati, svolge la sua funzione di psicopompo per lAde; in basso tritoni anguiformi nel Lago di Pergusa. Segue una vittoria alata in movimento verso destra con palma e corona nella mano destra, sullangolo Caronte (?) ed un agnellino. Sul lato destro Proserpina stante e volta a sinistra con lungo peplo che arriva fino a terra, Mercurio e Plutone seduto in trono con lo scettro a chiudere la scena. Produzione: romana imperiale e secolo XIX Stato di conservazione: alcune scheggiature nei luoghi di inserzione delle grappe di chiusura, sul lato sinistro un restauro antico con grappa in bronzo Dimensioni: sarcofago: cm 215x67x55 Datazione: II-III sec. d.C. e XIX sec. Cfr. : G. Koch-Sichtermann, RomischerSarcophage, Munchen 1982
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