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Attribuito a Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano

€ 6.000 / 8.000
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Attribuito a Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano

(Volterra 1611-Firenze 1690)

CRISTO CORONATO DI SPINE

olio su tela, cm 66x51

sul retro iscritto: "Venuta da Firenze dalla Casa del Signor Principe Don Giulio Cesare Rospigliosi nel 1845" e "Venuto da Firenze dalla Casa del Signor Principe nel 1845"

 

Provenienza: collezione Rospigliosi, Firenze;

collezione Rospigliosi, Roma;

vendita Rospigliosi 14 dicembre 1932, lotto 135, Roma;

collezione privata, Firenze;

Christie’s Milano, asta 26 novembre 2009, lotto 57

 

Bibliografia: Catalogo della raccolta di quadri…. che arredava l’appartamento di S.E. il Principe Don Gerolamo Rospigliosi… che sarà venduta all’asta nel Palazzo Rospigliosi in Roma… da lunedi 12 a sabato 24 dicembre 1932…., riprodotto in A. Negro, Paesaggio e figura. Nuove ricerche sulla Collezione Rospigliosi, Roma 2000, p. 147, n. 135.

 

Opera notificata con decreto del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Milano, 2 maggio 2012

 

Inventariato nel 1856 da Tommaso Minardi come opera “della figlia di Carlo Dolci”, ovvero Agnese, (cfr. A. Negro, La Collezione Rospigliosi, Roma 1999, p. 348, n. 4), e posto in vendita nel 1932 con un’attribuzione al maestro fiorentino, il dipinto qui offerto sembra piuttosto riconducibile al catalogo del Volterrano in virtù di puntuali riscontri con sue opere documentate.

Si veda in particolare il Cristo coronato di spine, raffigurato nell’atto di indicare (come il nostro) la piaga del costato, entrato nel 1685 nella raccolta del Gran Principe Ferdinando e identificato da Marco Chiarini nei depositi delle Gallerie fiorentine (Gli “Ecce Homo” di Baldassarre Franceschini, il Volterrano, in “Arte Cristiana” 73, 1985, p. 195 e fig. 5). Il nostro dipinto è inoltre da mettere in relazione con il disegno a inchiostro in asta a Londra (Sotheby’s, 3 luglio 1980) nell’ambito di una serie di fogli dell’artista toscano (Charles Mc Corquodale, Drawings by Baldassarre Franceschini called Volterrano, Londra 1980, p. 48, n. 61 a-b), nuovamente analizzato da Marco Chiarini. La linea ovale che nel disegno incornicia la figura ha suggerito allo studioso di collegarlo al dipinto di tale formato ricordato dal Baldinucci come eseguito dal Volterrano per il marchese Gondi, e tuttora esistente nella collezione.

Ignota è invece l’origine del nostro dipinto, verosimilmente acquistato da Giuseppe Rospigliosi (1755-1833), a Firenze dal 1792, ed ereditato dal figlio Giulio che trasferì a Roma la raccolta paterna.