Opere su carta: disegni, dipinti e stampe dal secolo XV al XIX

Opere su carta: disegni, dipinti e stampe dal secolo XV al XIX

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez - Montalvo
1 OTTOBRE 2019
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
Venerdì     27 settembre  10-18  
Sabato      28 settembre  10-18
Domenica  29 settembre  10-18
Lunedì       30 settembre  10-18

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
61 - 90  di 197 LOTTI
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Luca Cambiaso

(Moneglia, 1527 - El Escorial, 1585)

FIGURA  ALLEGORICA ENTRO LUNETTA

penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato, carta vergellata, mm 159x221

 

ALLEGORICAL FIGURE IN A LUNETTE

pen and ink, brush and wash, laid paper, mm 159x221

 

Iscrizioni

"30" a penna in basso a destra sul recto.

 

La linea schematica e spezzata, ma incredibilmente costruttiva delle forme, così come l’acquarello utilizzato in maniera analoga, con larghe pennellate di inchiostro diluito stese in maniera essenziale, senza variazione di tono, consentono di collocare il disegno presentato tra i fogli dell’attività matura di Luca Cambiaso, a partire dalla fine degli anni Sessanta del Cinquecento.

Il motivo della figura seduta vista leggermente sottinsù che, nonostante sia solo velocemente accennata, riesce a rendere comunque l’impressione di occupare fisicamente lo spazio entro cui è inserita, si ritrova nelle decorazioni ad affresco che il pittore genovese realizza proprio a cavallo tra gli anni Sessanta e i Settanta.

In ambito disegnativo, significativo è accostare il nostro esemplare, oltre che ad alcuni fogli con il medesimo impianto compositivo (per esempio il disegno num. inv. NMH1578/1863 del Museo Nazionale di Stoccolma) alla Sibilla della Suida Manning collection, oggi conservata al Blanton Museum di Austin, in Texas, esposta in occasione della mostra del 2007 dedicata a Cambiaso (J. Bober, in Luca Cambiaso: un maestro del Cinquecento europeo, catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2007, scheda 54, pp. 411-412) e alla Figura allegorica del Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso, messa in relazione da Piero Boccardo con la commissione da parte di Giovanni Andrea Doria dei sei arazzi dedicati alla Battaglia di Lepanto, per la quale Luca Cambiaso ricevette i pagamenti per la realizzazione dei cartoni preparatori tra il 1582 e il 1583 (P. Boccardo in Luca Cambiaso: un maestro del Cinquecento europeo, catalogo della mostra, Cinisello Balsamo 2007, scheda 60, p. 417).

 

Stima   € 3.000 / 5.000
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Scuola centro italiana, inizio sec. XVII 

MADONNA COL BAMBINO

matita nera e rossa, sfumino, biacca, carta vergellata brunita, controfondato e applicato su cartoncino, mm 335x222

                                                                          

Central Italian school, early 17th century

MADONNA WITH CHILD

black and red chalk, stump, heightened with white, laid paper laid down on cardboard, mm 335x222 

                                                                          

Le due figure sono le protagoniste del dipinto di Federico Barocci conservato presso la Galleria Nazionale di Urbino e realizzato dopo il rientro dell'artista nella sua città natale dal soggiorno romano. La prima ubicazione della tela fu la chiesa dei padri Cappuccini a Crocicchia ma venne in seguito trasferito nel convento del medesimo ordine monastico di San Francesco a Urbino, dove già sicuramente si trovava nell'ottobre del 1658, secondo la testimonianza di un informatore del granduca Leopoldo de' Medici (cfr. A. Emiliani, Federico Barocci, Ancona 2008, p. 150, scheda 16). Noti sono gli studi preliminari di mano di Barocci, sia per l'intera composizione che per la testa della Vergine e per il Cristo Bambino.

Da sottolineare come l'ispirazione raffaellesca, segnalata dalla critica, che sta alla base del dipinto, permei anche il foglio qui presentato che assai accuratamente restituisce oltre che il delicato profilo della Madonna anche il suggestivo partito luministico della sua veste e del suo velo grazie a una sapiente alternanza di matita rossa e nera.

 

Stima   € 2.000 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Λ L'opera è corredata di certificato di libera circolazione
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Attribuito a Pier Francesco Mola

(Coldrerio, 1612  Roma, 1666)

SAN PIETRO BATTEZZA I CENTURIONI IN CARCERE

matita nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquerellato, carta vergellata, mm 395x532

                                                                          

SAINT PETER BAPTIZES THE CENTURIONS

black chalk, pen and ink, brush and wash, laid paper, mm 395x532

                                                                          

La composizione è da mettere in relazione con uno degli affreschi eseguiti da Pier Francesco Mola nella prima cappella a sinistra della chiesa del Gesù di Roma.

Giovanni Battista Passeri fornisce una dettagliata descrizione della scena: "In una rappresentò quando il grand'Apostolo San Pietro essendo in prigione nelle carceri mamertine havendo convertiti alla fede di Cristo due centurioni che assistevano alla sua prigionia et alcuni altri soldati e di quelli che erano seco in carcere, e non havendo acqua da battezzarli fece miracolosamente col tocco della sua mano scaturire da un'arida pietra un fonte limpidissimo et una copiosa sorgente la quale oggi si conserva in memoria di prodigio così grande in quelle carceri nel foro Bovario." (G.B.Passeri, Vite de' pittori, scultori ed architetti cha hanno lavorato in Roma dal 1941 al 1643, (1673), 1772, Leipzig Wien 1934 pag. 369.

Noti sono diversi disegni in rapporto con l'affresco (cfr. F. Petrucci, Pier Francesco Mola. Materia e colore nella pittura del '600, Roma 2012, pp. 470-471, scheda D26).

                                                           

 

Stima   € 3.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
61 - 90  di 197 LOTTI