Dipinti dal XV al XX secolo

Dipinti dal XV al XX secolo

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
4 OTTOBRE 2018

ore 10.30           ore 14.30 ore 16.30
Lotti 1-150         Lotti 151-275 Lotti 301-452

I lotti contrassegnati con ★ sono di proprietà di un’importante azienda italiana e sono assoggettati ad un particolare iter di acquisto.

Esposizione

FIRENZE
29 settembre - 2 ottobre 2018
orario 10-13 / 14–19 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it

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1 - 30  di 427 LOTTI
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17

Scuola napoletana, sec. XVII

INGRESSO DI GESÙ A GERUSALEMME

olio su tela, cm 109,5x171

 

Neapolitan school, 17th century

CHRIST'S ENTRY INTO JERUSALEM

oil on canvas, cm 109,5x171

 

La grande tela rende assai efficacemente la festosa accoglienza ricevuta da Gesù in occasione del suo ingresso a Gerusalemme: un’animata folla riunita in gruppi serrati, con un ritmo da bassorilievo, rende omaggio al Messia che si avvia verso la porta della città a cavallo di un asino.

Il verace naturalismo nella resa delle fisionomie dei personaggi, se pur a tratti sommaria, calato in un’atmosfera neoveneta che richiama ai modi di Poussin e di Grechetto, permette di accostare il dipinto ai modi di Niccolò De Simone, artista attivo per oltre vent’anni sulla scena napoletana nei decenni centrali del Seicento.

Contraddistingue in modo particolare la sua produzione la concitazione con cui mette in scena i racconti biblici, che costituiscono una cospicua parte del suo corpus di opere da cavalletto, concitazione dettata dalle pose dinamiche in cui forza le plastiche muscolature dei suoi personaggi e dai colori squillanti dei panneggi che le avvolgono, movimentati da smaglianti effetti di luce.

La medesima vivacità, oltre che assai simili tipi fisionomici, caratterizza anche la nostra Entrata di Gerusalemme dove i blu, i rossi e i gialli del primo piano si stagliano su un fondale dominato da toni bruni ma rischiarati dalle porzioni di azzurro che si fanno largo tra le coltri nuvolose, ulteriore elemento tipico del De Simone.

 

Stima  € 6.000 / 8.000
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22

Giacomo del Pisano, attivo a Siena, sec. XV

MADONNA CON BAMBINO

olio su tavola a fondo oro, cm 69,5x40,5

 

MADONNA WITH CHILD

oil on panel, gold ground, cm 69,5x40,5

 

Provenienza

Collezione Serristori, Firenze;

Sotheby’s, Asta Serristori, Firenze, maggio 1977, n. 50

 

Bibliografia di riferimento

R. van Marle, Il problema riguardante Giovanni di Paolo e Giacomo del Pisano, in “Bollettino d’arte del Ministero della Pubblica Istruzione”, 18, 1924-25 (1925?), pp. 529-542

 

 

È stato Raimond van Marle a identificare la figura di Giacomo del Pisano quale probabile aiuto di Giovanni di Paolo (Siena, 1398-1482) nella realizzazione di alcune sue opere.

Il nome di questo allievo viene riportato alla luce grazie alla firma che si legge nel trittico con la Madonna con Bambino in trono e angeli tra Maria Maddalena e San Pietro, già al Museo Van Stolk di Harlem e oggi presso la National Gallery of Ireland di Dublino.

Nell’iscrizione, visibile al centro sotto la figura centrale della Vergine, si legge il nome “Jacopo del Pisano”; per van Marle non v’è dubbio che si tratti del nome dell’artista e non di quello del donatore. Lo studioso asserisce che nel secondo caso l’iscrizione sarebbe stata più lunga e che un nome che indica “l’origine della persona è più comune per indicare l’artista” (van Marle cit. p. 534). La firma che Jacopo ci ha lasciato dimostra la sua volontà di tramandare un ricordo di sé nel panorama della pittura senese del Quattrocento.

Grazie a quest’opera firmata, Van Marle procede nel riconoscimento di altre opere da ricondurre a Giacomo del Pisano piuttosto che al maestro, ritenendo che in queste “troviamo la maniera di Giovanni di Paolo ma non la sua mano”: oltre al Trittico di Dublino ne segnala un altro con la Madonna e il Bambino tra santi di collezione privata inglese (vedi van Marle cit. fig. 3).

Le opere di Giacomo del Pisano hanno infatti caratteristiche ben riconoscibili per i modi in cui sono condotte: la forma tondeggiante delle teste, i nasi molto aguzzi e quasi taglienti e soprattutto la forma delle mani allungate e con le dita larghe e schiacciate.

Sono questi dettagli, puntuali come una firma, che ci portano ad attribuire proprio a Giacomo del Pisano anche la Madonna con il Bambino qui presentata, del tutto coerente con il già citato Trittico di Dublino.

 

Stima  € 10.000 / 15.000
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23

Attribuito a Jacopo Ligozzi

(Verona 1547 - Firenze, 1627)

San Gerolamo Penitente

olio su tela, cm 97x83

 

Attributed to Jacopo Ligozzi

SAINT JEROME PENITENT

oil on canvas, cm 97x83

 

Il dipinto è corredato di parere scritto di Sandro Bellesi, di cui pubblichiamo un estratto:

“L’opera in esame, catalogabile alla fase estrema dell’attività dell’artista e databile intorno alla metà degli anni venti del Seicento, mostra un linguaggio stilistico e tipologico raffinatamente eclettico, nel quale confluiscono, per lo più, retaggi legati alla tradizione pittorica veneta di fine Cinquecento di ambito post-tizianesco e tintorettiano e aperture verso le novità caravaggesche e post caravaggesche, molto apprezzate a Firenze a partire dalla fine del secondo decennio fino ai primi anni trenta.

Sintomo di apertura di un artista già molto anziano verso un mondo nuovo, a quel tempo ormai di respiro europeo, l’opera, comparabile in via ideale alle indagini naturalistiche d’impronta caravaggesca svolte a Firenze essenzialmente dal giovane Cesare Dandini, in origine di formato ottagonale come molti dipinti “da stanza” di medio formato realizzati nel capoluogo toscano nella prima metà del XVII secolo, trova accostamenti pertinenti nella resa tipologica del santo e nella sintassi esecutiva in alcuni personaggi dipinti da Ligozzi soprattutto in pale d’altare, tra le quali appare sufficiente menzionare per maggiore affinità, […],  l’Adorazione dei Magi della Galleria Palatina a Firenze (A. Bisceglia in Jacopo Ligozzi “pittore universalissimo”, catalogo della mostra a cura di A. Cecchi, L. Conigliello e M. Faietti, Livorno 2014, pp. 248-249, scheda 92) e I Santi Francesco e Girolamo in adorazione della croce in Sant’Andrea in Percussina a San Casciano Val di Pesa (N. Matteuzzi, Jacopo Ligozzi 1612. La scoperta e il restauro di un’opera “insigne” a Sant’Andrea in Percussina, Siena 2012). Seppur strettamente affine soprattutto a quest’ultima pala, per la stretta dipendenza nella formulazione del san Girolamo nel quale l’artista sembra aver utilizzato addirittura lo stesso modello, l’opera di età comunque più avanzata rispetto al dipinto di San Casciano che ricordiamo datato 1612, denota, come già evidenziato, contatti diretti con il mondo caravaggesco, in particolare con quello di Bartolomeo Manfredi, autore di opere apprezzate in Toscana e in gran parte d’Italia, alcune delle quali documentate nelle raccolte medicee già dalla fine del secondo decennio del Seicento.”

 

Stima  € 12.000 / 15.000
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