IMPORTANTI MOBILI, ARREDI E OGGETTI D'ARTE

22 APRILE 2015

IMPORTANTI MOBILI, ARREDI E OGGETTI D'ARTE

Asta, 0003
FIRENZE
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
ore 15.30
Esposizione
FIRENZE
17-20 Aprile 2015
orario 10 – 13 / 14 – 19
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it
 
 
 
Stima   250 € - 60000 €

Tutte le categorie

61 - 90  di 283
79

IMPORTANTE BUREAU-PLAT, FRANCIA, EBANISTA PIERRE MIGEON IV, 1745-1749

in palissandro e bois de violette con applicazioni in bronzo dorato, piano sagomato ricoperto in pelle bulinata, fascia mistilinea con tre cassetti, eleganti gambe sinuose con applicazioni e scarpette in bronzo dorato.

I bronzi sono punzonati con la C coronata a conferma della realizzazione tra il 1745 e il 1749, secondo l'obbligo imposto proprio in questi anni di pagare una tassa sui bronzi utilizzati. Reca inoltre sotto la fascia la stampigliatura MIGEON e il monogramma JME, sigla che rimanda all'associazione "Jurande de Maître Ébénistes", che raggruppava i migliori ebanisti dell'epoca, cm 79x201x100, lievi danni.

 

Per confronti

F. de Salverte, Les Éé du XVIII, leurs oeuvres et leurs marques, Parigi, 1962, pp. 232-234;

S. Mouquin, Pierre IV Migeon, Parigi, 2001.

E. Colle, a cura di, I mobili di Palazzo Pitti, Il primo periodo lorenese 1737-1799, Firenze 1992, p. 195 n. 136, per un esemplare simile conservato a Palazzo Pitti a Firenze

 

Pierre Migeon IV (Parigi 1696 - 1758) appartiene a una famiglia di maestri ebanisti attivi a Parigi dalla prima metà del Seicento alla seconda metà del Settecento.

L’attività del Migeon, documentata sino dal 1721, testimonia un volume di produzione imponente, per far fronte al quale venivano utilizzati numerosi artigiani, specialisti dei vari settori impiegati per la realizzazione dei mobili. La clientela era formata dalla migliore società dell’epoca, fra cui membri della corte reale, come Madame de Pompadour, esponenti del Parlamento e rappresentanti del mondo dell’alta finanza. Nella produzione dell’ebanista coesistono due aspetti antitetici, uno tradizionalista ed uno innovatore, dalla cui unione deriva una produzione unica e riconoscibile.

Le forme dei mobili infatti, risentono senza dubbio l’influenza del gusto rocaille del momento ma non rinunciano mai ad influssi derivanti dello stile precedente, la reggenza. Pur nell’uso delle linee curve infatti, è sempre presente un forte impianto ed un senso di equilibrio e proporzione delle forme ereditati dallo stile reggenza, visibili nel nostro bureau plat nelle linee dritte della fascia sottostante il piano. L’innovazione si legge nella decorazione effettuata con l’impiallacciatura, nella cui messa in opera si privilegia l’esaltazione della bellezza e delle venature proprie di ciascuna essenza. Privilegia essenze come il palissandro, l’amaranto, il bois de violette ed il pero, tutti legni dalle tonalità simili, mediante l’accostamento dei quali ottiene effetti decorativi in monocromo dalle forme astratte e simmetriche, indipendenti dalla forma del mobile.

 

Stima    40.000 / 60.000
Aggiudicazione:  Registrazione
80

PLACCA, MANIFATTURA GINORI A DOCCIA, FINE SECOLO XVIII

in porcellana bianca raffigurante l'Inverno, cm 41x55, entro cornice in legno ebanizzato di epoca posteriore                               

 

Provenienza:

Asta Sothebys, Firenze 22 ottobre 1976, lotto 166       

 

Per confronti:

AA.VV., Baroque Luxury Porcelain, The manufactories of du Paquier in Vienna and of Carlo Ginori in Florence, catalogo della mostra, Liechtenstein Museum, Vienna 10 novembre 2005-29 gennaio 2006, 2005 , p.427, n. 279

 

Le Statue del Marchese Ginori, sculture in porcellana bianca di Doccia, a cura di J. Winter, catalogo della mostra XXIII Biennale di FIrenze, 26 settembre-5 opttobre 2003, Firenze, 2003, pp. 84-87

 

 

 

 

Allegoria dell’Inverno da un bassorilievo d’invenzione di Massimiliano Soldani Benzi

 

 

 

Il rilievo raffigura l’Allegoria dell’Inverno, con Marte e Venere al centro e sulla destra Vulcano all’opera nella sua Fucina. Esso ha come archetipo di derivazione una de Le Stagioni ideate e realizzate dallo scultore bronzista Massimiliano Soldani Benzi nel 1709, su commissione di Ferdinando de’ Medici per omaggiare il cognato, l’Elettore Palatino Johann Wilhelm. I bassorilievi in bronzo sono conservati al Bayerisches Nationalmuseum di Monaco, mentre i modelli in terracotta sono esposti al Museo degli Argenti in Palazzo Pitti (D. Zikos, in La principessa saggia. L’eredità di Anna Maria Luisa de’ medici Elettrice Palatina, catalogo della mostra a cura di S. Casciu, Firenze 2006, pp. 196-198, cat. 48).

Poiché la tecnica di realizzazione del bronzetto, mediante la fusione a cera persa, prevede l’esecuzione di un calco in cera all’interno di forme in gesso a tasselli, trova giustificazione la scelta del fondatore della Manifattura di Doccia, il marchese Carlo Ginori, di acquistare nel 1744 da Ferdinando, figlio del Soldani, le forme impiegate nella bottega del padre (tra cui quelle de Le Stagioni) per la realizzazione dei suoi bronzetti, come rivelato dalle note di pagamento rintracciate nei registri contabili della fabbrica (si veda K. Lankheit, Die Modellsammlung der Porzellanmanufaktur Doccia. Ein Dokument italienischer Barockplastick, München 1982, pp. 130-132, 30:41, 30:43, 31:49, 31:51).

Recenti studi, tuttavia, portano a ipotizzare che prima ancora di Ferdinando sia stato Lorenzo Maria Weber (allievo di Massimiliano) a vendere al Ginori le forme del Soldani, che a sua volta aveva acquistato “dagl’Eredi del Soldani [...]” (doc. cit. in D. Zikos, Sulla natura delle forme” acquistate e commissionate da Carlo Ginori, in “Amici di Doccia-Quaderni”, IV, 2011, p. 21).

Certamente la produzione di placche istoriate è documentata nella manifattura fin all’epoca del fondatore, tuttavia la fortuna di alcuni soggetti, come quelli de Le Stagioni proseguì a lungo e ne abbiamo testimonianza ancora nel 1879, come attestano le date 1709 e 1879 apposte sulla forma in gesso più grande del rilievo raffigurante La Primavera. La data 1709 è da ritenersi presente sulle forme giunte a Doccia, presumibilmente provenienti dalla bottega del Soldani (D. Zikos, Sulla natura delle forme” acquistate, cit., p. 27).

L’osservazione del gruppo di forme della serie de Le Stagioni rivela una fattura ottocentesca, è pertanto ipotizzabile che la data 1879 sia riferibile all’anno nel quale sono state replicate da parte dei formatori della manifattura, forse perché usurate dal tempo e dall’impiego (R. Balleri, Bronze into Porcelain: The enduring Legancy of Giovanni Casini’s Bas-reliefs in the Manifattura di Ginori di Doccia, in The Hours of Night and Day. A Rediscovered Cycle of Bronze Reliefs by Giovanni Casini and Pietro Cipriani, catalogo della mostra a cura di E. D. Schmidt, Minneapolis 2014, p. 161, 165).

La tradizione sette-ottocentesca della produzione a Doccia di rilievi tratti da questa serie ed eseguiti nelle forme presumibilmente provenienti dalla bottega del Soldani o nelle repliche da esse, non permette di stabilire una datazione certa. Seppur con ampia approssimazione essa può essere suggerita sia da confronti stilistici di questi rilievi con altri esemplari, sia dalla tecnica di esecuzione impiegata per la loro realizzazione.

 

 

Per approfondimenti sulle traduzioni de Le Stagioni in porcellana Ginori, si veda: J. Winter, in Le statue del Marchese Ginori sculture in porcellana bianca di Doccia, catalogo della mostra a cura di John Winter, Firenze 2003, pp. 84-87, cat. 16; L. Melegati, in Baroque Luxury Porcelain. The Manufacturies of Du Paquier in Vienna and of Carlo Ginori in Florence, catalogo della mostra a cura di Johann Kräftner, Munchen 2005, pp. 428-429, catt. 278-279 ; R. Spinelli, L’arte a Firenze sa Cosimo III de’ Medici a Pietro Leopoldo d’Asburgo-Lorena, in Il fasto e la ragione. Arte del Settecento a Firenze, catalogo della mostra a cura di R. Spinelli, C. Sisi, pp. 28-29, figg. 4-7. Per informazioni sulle forme ottocentesche de Le Stagioni, si veda: D. Zikos, Sulla natura delle forme” acquistate e commissionate da Carlo Ginori, in “Amici di Doccia-Quaderni”, IV, 2011, p. 27.

 

 

Dottoressa Rita Balleri

               

Stima    9.000 / 12.000
Aggiudicazione:  Registrazione
61 - 90  di 283