Vincenzo Frediani
(Lucca, 1458 - 1505)
MADONNA IN TRONO CON BAMBINO E I SANTI MARCO, GIOVANNI BATTISTA, SEBASTIANO E GIACOMO MAGGIORE
tempera su tavola, cm 137x92, senza cornice
ENTHRONED MADONNA AND CHILD WITH SAINTS MARK, JOHN THE BAPTIST, SEBASTIAN AND JAMES THE GREATER
tempera on panel, 137x92 cm, unframed
Provenienza
- Milano, collezione Bagnarelli.
Bibliografia
- E. Fahy, Some Followers of Domenico Ghirlandaio, 1976, p. 178;
- G. Arrighi, Pitture di maestri lucchesi della seconda metà del Quattrocento del principio del secolo successivo, in Castelli e borghi della Toscana tardo medievale, a cura di S. Gensini, Pisa 1988, p. 160;
- A. Ugolini, Alcune pitture del tardo Quattrocento e primo Cinquecento fra Lucca e Napoli, in "Arte Cristiana", 99, 864, 2011, p. 187;
- M. Gianeselli, Dans le sillage de Domenico Ghirlandaio (1449-1494): peintres et commanditaires à Florence, tesi di dottorato discussa nel 2012 all'Université de Picardie Jules Verne di Amiens, 2012, p. 285;
- A. Ugolini, Pictrix 55 - Lista della pittura lucchese ai tempi di Michele ed Ansano Ciampanti, settembre 2020, p. 62
- A. Ugolini, A List of Paintings in Lucca Around 1500, Monza 2021, p. 11;
- C. Daly, Painting in Lucca in the Late Fifteenth Century: A Problem in Artistic Geography, II, tesi di dottorato discussa nel 2023 alla Johns Hopkins University di Baltimora, 2023, pp. 280-281.
Questa elegante tavola costituisce una significativa testimonianza della produzione matura di Vincenzo Frediani, tra i principali interpreti della pittura lucchese dell'ultimo quarto del Quattrocento. L'opera raffigura la Vergine assisa su un monumentale trono marmoreo con il Bambino benedicente, affiancata dai santi Marco Evangelista, Giovanni Battista, Sebastiano e Giacomo Maggiore, disposti secondo una rigorosa impostazione simmetrica che conferisce all'insieme un solenne equilibrio compositivo.
La costruzione spaziale, ancora legata ai modelli tardogotici locali, si coniuga con una più aggiornata cultura figurativa di matrice fiorentina, evidente nella monumentalità delle figure, nella morbida modulazione dei panneggi e nella ricerca di una più convincente definizione volumetrica. Tali caratteri riflettono l'assimilazione delle novità introdotte in area lucchese da Filippino Lippi e dalla cerchia di Domenico Ghirlandaio, filtrate attraverso una sensibilità ancora profondamente radicata nella tradizione locale.
La preziosa esecuzione a tempera, impreziosita da raffinati dettagli decorativi e da una calibrata gamma cromatica, rivela la qualità della mano dell'artista e la destinazione originaria dell'opera quale pala d'altare per un contesto devozionale di un certo prestigio. L'iconografia dei santi, accuratamente selezionata, suggerisce una committenza legata a specifiche devozioni o al patronato personale dei committenti.
L'opera è nota agli studi sin dagli anni Settanta grazie a Everett Fahy, ed è successivamente entrata stabilmente nella letteratura specialistica dedicata alla pittura lucchese del tardo Quattrocento.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 6 marzo 2015 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.