Gian Domenico Ferretti
(Firenze, 1692 - 1768)
ASSUNZIONE DI SAN FRANCESCO SALES TRA SANTA CATERINA E IL MARTIRIO DI SAN PIETRO MARTIRE (BOZZETTO)
ARONNE E MOSÈ CHE FA SCATURIRE L'ACQUA DALLA RUPE (BOZZETTO)
coppia di dipinti, olio su tela, cm 31x38,5; 32,5x39,5
THE ASSUMPTION OF SAINT FRANCIS DE SALES BETWEEN SAINT CHATERINE AND THE MARTYRDOM OF SAINT PETER MARTYR (SKETCH)
AARON AND MOSES MAKING WATER SPRING FROM THE ROCK (SKETCH)
a pair of paintings, oil on canvas, 31x38.5; 32.5x39.5 cm
Provenienza
- Firenze, Sotheby's, 27 maggio 1985, lotto n. 551;
- Firenze, Casa d'Aste Pitti, 18 ottobre 1989, lotto n. 207.
Bibliografia
- Opera all'esame, in "Antichità Viva", II, 7 1963, p. 71;
- M. Gregori, Settanta pitture e sculture del '600 e '700 fiorentino, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, ottobre 1965), Firenze 1965, p. 71, n. 74;
- E. A. Maser, Gian Domenico Ferretti, 1968, pp. 41-43, 78 nn. 55-63, 162-163;
- F. Baldassarri, Giovanni Domenico Ferretti, Pistoia-Pescia 2003, pp. 178-179.
I dipinti costituiscono i bozzetti preparatori per due lunette affrescate da Gian Domenico Ferretti per l'antica chiesa di San Domenico del Maglio a Firenze, oggi Aula Magna della Scuola di Sanità Militare.
I documenti rinvenuti presso l'Archivio di Stato attestano che, nel 1736, le monache del convento affidarono allo zio del pittore, l'erudito Anton Francesco Gori, l'incarico di elaborare il programma iconografico destinato alla decorazione delle tredici lunette della chiesa. Tra queste, sono giunti fino a noi i bozzetti preparatori relativi sia all'Assunzione di San Francesco Sales sia alla scena con Aronne e Mosè.
Pubblicati per la prima volta nel 1963 e subito ricondotti al catalogo di Ferretti, i due dipinti si rivelarono fondamentali per la comprensione del ciclo decorativo, consentendo di ricostruirne il processo ideativo e di distinguere l'intervento delle diverse maestranze impegnate nella sua esecuzione.
Il modelletto raffigurante l'Assunzione di San Francesco Sales corrisponde quasi integralmente alla successiva realizzazione ad affresco, mentre quello con Aronne e Mosè presenta significative varianti compositive, particolarmente evidenti nella parte sinistra della scena, a testimonianza di un'elaborazione progettuale ancora in corso. Infatti, "nella soluzione finale Ferretti enfatizza la figura di Aronne ponendola in piedi senza alcun personaggio d'intorno in una posa dipinta dall'artista anche nel coro della Badia fiorentina" (Baldassarri 2003, p. 179).
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 27 novembre 1986 del Ministero per i beni culturali e ambientali, ai sensi dell’art. 3 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, oggi disciplinata dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii., artt. 10, comma 3, lett. a) e d), e 13).
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