Pseudo Donato de Bardi
(attivo nel terzo quarto del sec. XV)
ADORAZIONE DEI MAGI
tempera e oro su tavola, cm 49x38
THE ADORATION OF THE MAGI
tempera and gold on panel, 49x38 cm
Bibliografia
- F. Zeri, Un problema nell’area di Donato de’ Bardi, in "Paragone", 435, 1986, pp. 8-10;
- M. Boskovits, Nicolò Corso e gli altri. Spigolature di pittura lombardo-ligure di secondo Quattrocento, in "Arte Cristiana", 723, LXXV, 1987, pp. 351-386;
- G. Algeri, 1440-1460: la Liguria, il mondo fiammingo e la “cultura mediterranea”, in G. Algeri, A. De Floriani, La pittura in Liguria. Il Quattrocento, Genova 1991, pp. 182-185;
- G. Zanelli, La svolta rinascimentale: Vincenzo Foppa e la produzione pittorica ligure del secondo Quattrocento, in Vincenzo Foppa. Tecniche d’esecuzione, indagini e restauri. Atti del Seminario Internazionale di Studi, a cura di M. Capella, I. Gianfranceschi, E. Lucchesi Ragni, Milano 2002, pp. 229, CXVI;
- A. Di Lorenzo, in Federico Zeri e Milano. Giorno per giorno nella pittura, catalogo della mostra (Milano, Poldi Pezzoli, 11 novembre 2021 - 7 marzo 2022), a cura di A. Bacchi, A. Di Lorenzo, Cinisello Balsamo (Milano), 2021, pp. 56-65;
- N. Pitto, Giovanni Mazone, in Galleria Nazionale della Liguria. Catalogo generale, a cura di G. Zanelli, Genova 2024, pp. 34-35;
- G. Zanelli, Forma e luce, vero e sognato. La Presentazione di Gesù al Tempio di Donato de' Bardi, in Galleria nazionale della Liguria. Nuove Opere, a cura di G. Zanelli e M.L. Repetto, Genova 2026, pp. 38-39.
Quando, nel 1973, Federico Zeri pubblicò uno dei suoi saggi più importanti e giustamente celebrati, Rintracciando Donato de' Bardi, la conoscenza della pittura ligure del Quattrocento era ancora sostanzialmente confinata agli studi di ambito regionale. Le sue ricerche aprirono una prospettiva del tutto nuova sulla cultura artistica di Genova e della Liguria, riportando all'attenzione della critica uno dei maggiori protagonisti della pittura italiana del XV secolo, Donato de' Bardi, documentato fino al 1451.
Circa un decennio più tardi, nel 1986, lo stesso studioso tornò sull'argomento annunciando nuove e sorprendenti acquisizioni. Si trattava di quattro tavole: un'Annunciazione, allora conservata presso il Museum of Fort Worth (Texas); una Natività di Gesù, già presso l'antiquario Moratilla a Parigi e successivamente passata in asta a Drouot (Parigi, 31 maggio 1988, lotto 44); una Pentecoste di formato circolare, in collezione privata; e, infine, la nostra Adorazione dei Magi, della quale Zeri conosceva soltanto una fotografia in bianco e nero. Negli anni successivi, pur senza giungere a una pubblicazione, lo studioso riunì nella propria fototeca altre due opere riconducibili al medesimo gruppo: una Resurrezione di Cristo e un'Assunzione della Vergine (Di Lorenzo 2021, pp. 56-65; Pitto 2024, p. 35).
Zeri interpretò stilisticamente queste tavole come strettamente connesse al catalogo di Donato de' Bardi, tanto da coniare la denominazione convenzionale di "Pseudo Donato de' Bardi". A suo avviso, l'anonimo maestro doveva identificarsi con Boniforte de' Bardi, fratello di Donato, del quale non si conoscono opere certe e che risulta documentato fino al 1453.
Questa proposta cronologica fu accolta da Giuliana Algeri (1991, pp. 182-185) e, più recentemente, anche da Andrea Di Lorenzo (2021, pp. 56-65). Tuttavia, già Miklós Boskovits (1987, pp. 351-386) aveva correttamente riconosciuto in queste tavole un prodotto della pittura ligure di una fase più avanzata, databile intorno al 1470-1475, soprattutto in ragione dell'energico chiaroscuro derivato dalla lezione di Vincenzo Foppa. Tale interpretazione è stata ribadita da Nicolò Pitto (2024, p. 35), che ha proposto di collocare il gruppo in una posizione intermedia tra l'influenza di Foppa, la produzione di Giovanni Mazone degli anni Sessanta del Quattrocento e la nuova stagione della pittura genovese inaugurata, nella seconda metà degli anni Settanta, dagli esordi di Carlo Braccesco e Nicolò Corso.
Gianluca Zanelli (2002, p. 229; 2026, pp. 38-39) ha proposto una cronologia intorno ai tardi anni Sessanta del Quattrocento e di riconoscervi l'anonimo in Galeotto Nebbia, pittore ancora senza opere ma ampiamente documentato a partire dal 1461.
In ogni caso, l'Adorazione dei Magi, insieme alle altre tavole appartenenti al medesimo complesso/polittico dedicato alle Storie della Vergine, costituisce una testimonianza di eccezionale importanza per la conoscenza della pittura ligure del Quattrocento, contribuendo a metterne in luce la straordinaria originalità e il ruolo non secondario di Genova nel panorama della pittura rinascimentale italiana.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 20 marzo 2024 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.