Maestro della Madonna Strauss (Ambrogio di Baldese)
(Firenze, ca. 1352 - 1429)
NATIVITÀ
tempera e oro su tavola, cm 34x26
NATIVITY
tempera and gold on panel, 34x26 cm
Provenienza
- Livorno, collezione conte De Larderel;
- Roma, collezione padre Rossi;
- Milano, collezione Bagnarelli.
Bibliografia
- R. Offner, The Mostra del Tesoro di Firenze scara, II, in "The Burlington Magazine", 1933, p. 170;
- M. Boskovits, Pittura Fiorentina alla vigilia del Rinascimento 1370-1400, Firenze 1975, p. 364;
- E. Andreatta, Maestro della Madonna Strauss, in L'Età di Masaccio. Il primo Quattrocento a Firenze, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Vecchio, 7 giugno - 16 settembre 1990) a cura di L. Berti e A. Paolucci, Milano 1990, p. 259.
Referenze fotografiche
- Bologna, Fototeca di Federico Zeri, scheda n. 10110.
Piccola e preziosa tavola devozionale riconducibile alla fase matura del Maestro della Madonna Strauss, personalità ormai generalmente identificata con Ambrogio di Baldese, tra i protagonisti della pittura fiorentina fra la fine del XIV e i primi decenni del XV secolo. L'opera si inserisce pienamente nella produzione destinata alla devozione privata, e, come riferito nella relazione storico-artistica che accompagna il documento di notifica, "la tavola [...] costituisce per qualità esecutiva e raffinatezza della composizione un rilevante esempio della prima attività del pittore toscano, tra i migliori protagonisti, unitamente a Lorenzo Monaco e Gherardo Starnina, della cultura figurativa tardogotica fiorentina tra la fine del Trecento e l'inizio del secolo seguente".
La composizione presenta la Vergine seduta vicino al Bambino e san Giuseppe in basso a destra assorto e con la testa poggiata alla mano destra. Il linguaggio figurativo è caratterizzato dall'eleganza lineare delle figure, dalla raffinata stesura cromatica e dall'impiego del fondo oro, elementi che convivono con un crescente interesse per la resa spaziale e per l'intensità narrativa, aspetti che anticipano gli sviluppi della cultura figurativa del primo Quattrocento.
L'attribuzione trova conferma negli studi di Richard Offner e soprattutto di Miklós Boskovits, che inserisce la tavola nel catalogo dell'artista, riconoscendone le caratteristiche stilistiche proprie della sua produzione più tarda. Successivamente Elena Andreatta ha incluso l'opera nel fondamentale catalogo della mostra L'Età di Masaccio, dedicata alle premesse artistiche del primo Rinascimento fiorentino.
Di particolare rilievo risultano la prestigiosa provenienza collezionistica, ovvero la collezione De Larderel di Livorno da cui proveniva anche il suo pendant con l'Adorazione dei Magi, oggi al Museum of Fine Arts di Seattle e già nella collezione Kress e precedentemente in quella di Contini Bonaccossi.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 5 marzo 2015 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
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