Luca Baudo
(Novara, 1460-1465 – Genova, 1509-151)
SANTA CHIARA
olio su tavola, cm 62x35
al retro: "Pietro Franciscus Sacchi di Pavia"
SAINT CLARE
oil on panel, 62x35 cm
on the reverse: "Pietro Franciscus Sacchi di Pavia"
Provenienza
- Genova, collezione Boccalandro.
Bibliografia
- L. Martini, Ricerche sul Quattrocento ligure; Nicolò Corsi tra lombardi e fiamminghi, in “Prospettiva”, 38, 1984, pp. 42-58 (come Nicolò Corso);
- G. V. Castelnovi, Il Quattro e il primo Cinquecento, in La pittura a Genova e in Liguria, Genova 1987, I, p. 476;
- A. De Floriani, Verso il Rinascimento, in La pittura in Liguria. Il Quattrocento, a cura di G. Algeri e A. De Floriani, Genova 1991, pp. 227-486 (in particolare, p. 481, nota 60).
Luca Baudo è uno dei più importanti e originali pittori attivi nel contesto della pittura ligure e lombarda tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento. Sebbene la sua figura sia ancora poco documentata e il catalogo delle opere a lui riferite sia limitato, i dipinti attribuiti al suo nome rivelano un linguaggio figurativo di matrice lombarda, caratterizzato da un saldo impianto compositivo e da un'attenta osservazione del dato naturale, unita ad un tipico eccentrismo di stampo strettamente ligure (ovvero genovese e savonese) e a infiltrazioni fiamminghe. In questo senso risultano particolarmente significative le osservazioni di Laura Martini che, pur riconducendo l'opera a una fase assai tarda dell'attività di Nicolò Corso, ne sottolineava «l'accordo di realismo lombardo e di obiettività fiamminga», evidenziando inoltre «il segno incisivo e la luce che modella e semplifica le forme». Tali considerazioni consentono di collocare la sua pittura nell'ambito di quella cultura figurativa che, tra la fine del XV e gli inizi del XVI secolo, assimilò gli stimoli della tradizione nordica senza rinunciare alla chiarezza costruttiva e all'equilibrio propri della scuola lombarda.
La sua produzione, prevalentemente di soggetto sacro, privilegia immagini di intensa devozione, costruite con rigorosa essenzialità e affidate a una narrazione diretta ed efficace. Emblematica in questo senso è la Santa Chiara, nella quale la figura, isolata su un fondo scuro, acquista una solenne monumentalità grazie alla calibrata costruzione luministica e alla nitida definizione dei volumi. Il volto raccolto, la sapiente resa delle mani e la cura riservata agli attributi iconografici – il reliquiario con l'ostensorio e il libro – rivelano una particolare attenzione alla forza espressiva dell'immagine, ottenuta attraverso un linguaggio sobrio, privo di ridondanze decorative, ma capace di coniugare intensità spirituale e raffinata qualità esecutiva.
A conferma di un'attribuzione in favore di Baudo (formulata in primis da Castelnovi) interviene il confronto con la santa Monica della pala che Girolamo e Battista Lomellini commissionarono al pittore nel 1497 per la chiesa di San Teodoro a Genova (dove è tutt'ora conservata).
Si segnala al retro la scritta "Pietro Franciscus Sacchi di Pavia", frutto di un errore attributivo in favore di Pietro Francesco Sacchi pittore nativo di Pavia ma, come Baudo, ampiamente attivo a Genova all'inizio del '500.
La tavola era certamente parte di un complesso più ampio, probabilmente uno scomparto del registro superiore di un grande polittico, come lascia anche intuire il punto di vista ribasso, fatto per una visione 'da sotto in su'.
Di notevole interesse è anche la provenienza collezionistica, infatti la raccolta di dipinti dell'avvocato Boccalandro fu senza dubbio di particolare importanza.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 19 ottobre 2009 del Ministero dei Beni e le Attività Culturali – Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Liguria, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.