Giuseppe Bezzuoli
(Firenze, 1784 - 1855)
ALESSANDRO NELLO STUDIO DI APELLE (BOZZETTO)
olio su tela, cm 30x57
ALEXANDER IN THE STUDIO OF APELLES (SKETCH)
oil on canvas, 30x57 cm
Esposizioni
- Giuseppe Bezzuoli (1784-1855): un grande protagonista della pittura romantica, Firenze, Museo della Moda e del Costume, Galleria degli Uffizi, 29 marzo - 5 giugno 2022, pp. 256-257.
Bibliografia
- D. Macciò, Giuseppe Bezzuoli pittore fiorentino, Firenze 1912, p.11;
- C. Del Bravo, Artisti toscani contemporanei di Ingres, in Ingres a Firenze, 1968, p. 151;
- F. Mannu Pisani, Gli esordi di Giuseppe Bezzuoli: nascita e affermazione del gusto romantico in Toscana, in “Antichità viva”, XV, 6 .1976, p. 52;
- S. Bietoletti, Giuseppe Bezzuoli (1784-1855): un grande protagonista della pittura romantica, catalogo della mostra, (Firenze, Museo della Moda e del Costume, Galleria degli Uffizi, 29 marzo - 5 giugno 2022) a cura di V. Gavioli, E. Marconi, E. Spalletti, Firenze 2022, pp. 256-257.
Il dipinto che presentiamo in questa vendita rappresenta il bozzetto ad olio per l'affresco eseguito da Giuseppe Bezzuoli in una sala del Quartiere nuovo o Palatino al secondo piano di Palazzo Pitti, destinato a residenza dell'arciduca Leopoldo. I lavori al Quartiere, iniziati nel 1801 ma interrotti nel 1085, furono ripresi nel 1815 sotto la guida dell'architetto Pasquale Poccianti che dette alle stanze una fisionomia assolutamente rispondente ai canoni del gusto neoclassico. Gli artisti incaricati delle decorazioni erano gli stessi che nel 1812 erano stati chiamati ad affrescare le sale di Palazzo Pitti destinate ad accogliere Napoleone. In quell'occasione a Bezzuoli era stato richiesto di raffigurare Il centauro Chirone nell'atto di presentare a Peleo il di lui figlio Achille. Quegli affreschi non vennero mai compiuti, e al ritorno sul trono di Ferdinando III di Lorena, dimostrando regale condiscendenza, ripagò a quel mancato impegno della corte.
Nel bozzetto l'impostazione della scena è già perfettamente risolta, e le differenze con la redazione finale riguardano pochi particolari quali l'urna sul fondo della stanza, indicativa degli interessi "archeologici" che esortarono il pittore a eseguire meticolosi disegni dai marmi antichi radunati ed esposti agli Uffizi o la tenda che cela la visione del paesaggio oltre il colonnato.
A stabilire le differenze fra il dipinto a olio e l'affresco sono, semmai, le inflessioni di precoce romanticismo che affiorano nella redazione finale, infondendo alla composizione schematica, dichiaratamente neoclassica, della scena, note di naturalezza quali l'espressione del giovane che sorregge il "bozzone" presentato ad Alessandro, o lo studio preparatorio della nuda che si terge i capelli, appoggiato alla parete di fondo. Nel disegno ad inchiostro, di collezione privata, si evince una redazione precedente alla composizione del dipinto: Apelle è rappresentato come un anziano, il giovane che regge l'elmo di Alessandro era invece pensato come un soldato appoggiato alla lancia e il dipinto abbozzato sulla tela era un Giove tonante e non un Apollo.
Il significato etico del tema di tradizione classica verteva sullo scopo educativo, oltre che lirico, e rientrava anche in quel filone del gusto per la pittura aneddotica dedicata alla vita di un artista del passato cui un grande personaggio politico rendeva onore; genere fiorito alla fine del Settecento ma che toccò il suo maggior successo durante la Restaurazione.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 3 agosto 1999 del Ministero per i beni e le attività culturali, ai sensi dell’art. 3 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, oggi disciplinata dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.