Spartaco Libero Andreotti
(Pescia, 1875 - Fireze, 1933)
SIGNORA CON VENTAGLIO
bronzo, cm 80x83x50
al retro: siglato e datato "S.L.A. 1920"; tracce del cartiglio Mostra Arte Moderna in Italia, Palazzo Strozzi, 1967
Il bronzo è venduto con una base in metallo e laminato attribuibile a Marzio Cecchi, cm 90x80x50
LADY WITH A FAN
bronze, 80x83x50 cm
on the reverse: signed and dated "S.L.A. 1920"; traces of exhibition label Mostra Arte Moderna in Italia, Palazzo Strozzi, 1967
The bronze is sold together with a metal and laminate pedestal, attributable to Marzio Cecchi, 90x80x50 cm
Provenienza
- Firenze, Tammaro de Marinis;
- Firenze, Asta dell’arredamento antico della villa Montalto, 6 novembre 1982, n.266;
- Firenze, Collezione privata.
Esposizioni
- Mostra individuale di Libero Andreotti, Milano, Galleria Pesaro, Gennaio 1921, p.8, n.34;
- La fiorentina primaverile, Firenze, Palazzo del Parco di San Gallo, 8 aprile - 31 luglio 1921, p.7;
- Mostra toscana Novecentesca, Firenze 1926, p.23;
- Arte Moderna in Italia 1915 - 1935, Firenze, Palazzo Strozzi, 26 febbraio - 28 maggio 1967, p. XXII, n. 459;
- Mostra di Libero Andreotti, Valchiusa, Villa Sismondi, 2 settembre - 3 ottobre 1976, n. 51;
- Asta dell’arredamento antico della villa Montalto, Firenze, Franco Semenzato e &, 6 novembre 1982, n. 266.
Bibliografia
- U. Ojetti, Mostra individuale di Libero Andreotti, catalogo della mostra (Milano, Galleria Pesaro, gennaio 1921) Milano 1921, p.8, n. 34;
- M. Tinti, Libero Andreotti, in La fiorentina primaverile. Prima esposizione nazionale dell’opera e del lavoro d’arte nel Palazzo delle Esposizioni al Parco di San Gallo, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo del Parco di San Gallo, 8 aprile - 31 luglio 1922) Roma 1922, pp.3-7;
- R. Franchi, Mostra toscana Novecentesca, in L’ Illustrazione Italiana, novembre 1926, p.23;
- Arte Moderna in Italia, 1915-1935, catalogo della mostra (Firenze, Palazzo Strozzi, 26 febbraio - 28 maggio 1967) introduzione di L. Ragghianti, Cremona 1967, p. XXII, n. 459;
- R. Monti, Mostra di Libero Andreotti, catalogo della mostra (Valchiusa, Villa Sismondi, 2 settembre - 3 ottobre 1976), n. 51;
- R. Monti, Andreotti, Firenze 1977, n. 63, p.26;
- Asta dell’arredamento antico della villa Montalto, catalogo della vendita (Firenze, Franco Semenzato e &, 6 novembre 1982) Venezia 1982, n. 266;
- O. Casazza, Gipsoteca Libero Andreotti, Lucca 1992, pp. 184-185, n. 10;
- R. Monti, Il percorso di Andreotti, catalogo della mostra (Matera, Sasso Barisano, 31 maggio - 4 ottobre 1998) a cura di G. Appella, S. Lucchesi, R. Monti, C. Pizzorusso, Matera 1998, p. 36;
- M. Pratesi, Un’affinità etrusca (e non solo) per Spartaco Libero Andreotti, in Libero Andreotti e il rapporto con l’antico nella scultura italiana del primo trentennio del Novecento, in Atti del convegno, Pescia, 10 dicembre 2022, a cura di C. Massi, Pisa 2023, pp.61-63;
- A. Chiodo Spazi e collezionismo. Tammaro De Marinis, nelle ville di Montalto e di Celle, in Multa Renascentur. Tammaro De Marinis, studioso, bibliofilo, antiquario, collezionista, (Atti del Convegno internazionale di studi, Fondazione Giorgio Cini, 14-15 ottobre 2019, a cura di Ilenia Maschietto), Venezia 2023, p.282.
Presentiamo in questa vendita Signora col ventaglio una delle più importanti sculture di Libero Andreotti eseguite negli anni Venti, esemplare unico, a cera persa, il cui gesso è conservato presso il Museo Andreotti di Pescia. Il bronzo fu esposto alla prima grande mostra italiana di Libero Andreotti alla Galleria Pesaro, nel 1921. Nell’introduzione al catalogo Ugo Ojetti sottolinea come, dopo i nove anni trascorsi a Parigi, dove Andreotti aveva «polito e affinato» il suo gusto, lo scultore ritorna ad una “soda salute e una secchezza nervosa, ardita e quattrocentesca” e Raffale Monti sottolinea che: “Nelle opere esposte in mostra facevano parte anche “La donna che scende dal letto, Il Pescivendolo, la Baccante, il Pettine Spagnolo e altri capi d’opera che portarono spesso alla perfezione formale la sintesi Bourdelle-Cézanne-Denis, acuendo le citazioni indiane e persiane in un loro nuovo valore strutturale. Il risultato volumetrico teso e quasi lievitato si origina da questa sintesi dei piani di superficie in fittissima lamellatura, in vere e proprie cellule di assorbimento e di costruzione. Un capolavoro come la Signora col ventaglio trae proprio da questo agglomerarsi di particelle luminose la straordinaria ampiezza del suo respiro costruttivo. Eppur per questa, come per tutte le altre opere, Andreotti disegna i particolari, soppesa lo spazio attraverso segni sintetici e perforanti, spesso scompone e ricompone la forma anche specularmente moltiplicando i punti di vista semplificando nell’elasticità dei tratti quell’indianismo alla Denis che poi si risolverà nella misura esattissima dei volumi o nelle perfette cerniere che li apportano”. (R. Monti, 1999, p 36). Andreotti esegue molti studi per questa scultura, documentati oggi sia in collezioni private che al Museo di Pescia: “Esistono bellissimi disegni preparatori per questa opera nei quali l’artista ricerca e inventa linee curve e ritmi speculari, forme piene e rotonde, rispondenti a una idea decisa e ben stabilita per questo ritratto della femminilità. La donna, dispiegando davanti a sé un grande ventaglio sul quale spicca a bassorilievo una decorazione con un albero frondoso e un uccello del paradiso, sembra assumerlo a specchio della sua stessa forma e della sua stessa immagine collegandosi i pini degradanti con la posizione delle mani e delle braccia: ne viene fuori un insieme capace di definire anche la sua immagine opulenta e misteriosa per via di quella testa ricca di evocazioni orientali e con una acconciatura di puntuale citazione indiana. La scultura è fatta per essere vista anche da tergo: il ritratto infatti offre anche da questo lato, come per la vista frontale, ampi piani degradanti e ampie forme piene e rotonde. L’opera è citata come Gigolette in una lettera di Ojetti ad Andreotti del 28 Febbraio 1920 con la quale richiede una replica per l’editore Tuminelli”. (O. Casazza, 1992, pp. 184-185). La scultura entra subito a far parte della collezione di Tammaro de Marinis raffinato e colto collezionista amico di Ojetti. Il noto bibliofilo ammirava le opere di Andreotti dal quale, fra gli anni Venti e Trenta, acquista direttamente alcuni bronzi per arredare Villa Montalto a Firenze. Negli ambienti di quest’ultima, presero posto il famoso gruppo in bronzo Diana e Atteone, la Fanciulla con i sassolini e altri opere. Dalle ricerche e documenti emersi in un recente convegno dedicato al profilo del grande collezionista, studioso e collezionista, il busto della Signora col ventaglio “secondo una testimonianza orale di Leonardo Lapiccirella del 28 settembre 2019, era collocato nella sala da pranzo del famoso collezionista” (in: A. Chiodo, 2023, pp.282-283). Il bronzo è rimasto nella collezione De Marinis sino alla dispersione degli arredi della Villa Montalto avvenuta dopo la scomparsa del collezionista, per mano degli eredi. L’asta degli arredi della villa fu organizzata da Semenzato & c. e si tenne a Firenze nel novembre 1982. Nel catalogo di vendita, nella descrizione del lotto, si indica che sul retro del bronzo era presente il cartiglio della mostra Arte in Italia 1915-1935, tenutasi a Palazzo Strozzi nel 1967, di cui adesso però rimangono solo alcune tracce.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 20 aprile 1983 del Ministero per i beni culturali e ambientali, ai sensi dell’art. 3 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, oggi disciplinata dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.