Attribuito a Lorenzo Bartolini
(Savignano 1777 – Firenze 1850)
NINFA ARNINA
marmo bianco, cm 101x46x29
Attributed to Lorenzo Bartolini, the nymph of the Arno, white marble
Bibliografia di confronto
E. Spalletti in F. Falletti, S. Bietoletti, A. Caputo (a cura di), Lorenzo Bartolini, scultore del bello naturale, cat. della mostra, Firenze 2011, pp. 270-272 n. 40
Eseguita originariamente tra il 1825 e il 1827, l'opera incarna l'omaggio di Bartolini alla città di Firenze. La ninfa è la personificazione del fiume Arno; non è una divinità distante e olimpica, ma una giovane donna colta in un momento di intima fragilità. Siede su una roccia, stringendo al petto un’anfora (simbolo della sorgente del fiume) che è stata spezzata: il suo volto non esprime il dolore eroico del mito, ma una malinconia rassegnata e umana. Criticamente, l'opera è fondamentale perché rompe con l'idealizzazione accademica: la pelle, la resa dei capelli e la postura meno "studiata" e più spontanea testimoniano la volontà di Bartolini di infondere vita nella materia marmorea. La Ninfa Arnina rappresenta uno dei vertici della maturità espressiva di Lorenzo Bartolini, segnando il passaggio definitivo dal rigore neoclassico di stampo canoviano a quel purismo basato sull'osservazione del vero naturale che l'artista definiva la sua "bella natura". Bartolini, replicò o supervisionò diverse versioni del soggetto per soddisfare le richieste di committenti internazionali, soprattutto inglesi e russi ed esistono diverse versioni in marmo di dimensioni ridotte o varianti autografe sparse in collezioni private europee e non.
L’opera che presentiamo in questa vendita custodisce un’interessante storia che trova la sua origine negli Stati Uniti durante la metà del 1800. La scultura venne acquistata da August James Albert, esponente di una ricca e benestante famiglia di Baltimora che ebbe anche l’onore di ospitare Lincoln durante il suo trionfale passaggio del 1864, ed è probabile che la scultura fosse stata acquistata durante un’esposizione ma non ci sono più documenti a tale proposito. Alla morte di Albert la statua fu posta per un certo periodo sulla sua tomba al Green Mount Cemetery di Baltimora. Fu solo dopo molti anni, nel 1968, che gli eredi, avendo perso ogni traccia di documenti dell’opera, scoprirono che si trattava di un opera di Lorenzo Bartolini, grazie al parere d William H. Gerdts, Direttore della Galleria del Department of Art dell'University del Maryland, che ne individuò la paternità. La statua fu ereditata da James Hollis Buchanan Albert, e poi dall’attuale proprietario che l’ha riportata in Italia nel 1973.