Da Antonio Canova (1757-1822), secolo XIX
DANZATRICE CON DITO AL MENTO
DANZATRICE CON MANI SUI FIANCHI
coppia di sculture in marmo bianco, cm 176x80x63 e cm 177x60x56, su basi in legno dipinte a finto marmo
After Antonio Canova, 19th century, Dancer with finger on her chin and Dancer with her hands on her hips, white marble
La danza che per sua natura ricerca la bellezza in movimento, diviene nel Neoclassicismo immagine per eccellenza della grazia. Il ripetersi delle figure danzanti all’interno della produzione canoviana è testimonianza dell’interesse dell’artista per lo studio del movimento, e senza dubbi influenzata dalle pitture murarie esaminate a Ercolano e Pompei. L’artista tratta il soggetto, dapprima solo tramite disegno e pittura, per poi concentrarsi sulla modellazione tridimensionale, realizzando tre celebri soggetti che incarnano a pieno il mito del Sublime, uno dei cardini dell’estetica settecentesca: la Danzatrice con le mani sui fianchi, la Danzatrice con i cembali e la Danzatrice con dito al mento.
La Danzatrice con mani sui fianchi è stata eseguita da Canova tra il 1806 e il 1812 per Joséphine de Beauharnais, prima moglie di Napoleone. L’originale, dopo essere stato presentato al Salon du Louvre a Parigi, venne acquistato nel 1815 da Alessandro I di Russia, dopo la morte dell’Imperatrice, ed oggi si trova all’Ermitage di San Pietroburgo. La figura dall’atteggiamento vezzoso, si presenta sollevata da terra, sospesa sulle punte, mentre esegue un passo di danza, interpretando il bello ideale neoclassico. Mentre, la Danzatrice con il dito al mento, commissionata al Canova dal banchiere forlivese Domenico Manzoni, fu terminata nel 1814. Una quindicina di anni dopo il marmo venne venduto al conte Nicolay Dmitrievich Guriev, ambasciatore russo a Roma, che la portò a San Pietroburgo e da allora se ne persero le tracce. La danzatrice, forse ispirata a Le Grazie, appare più composta e leggera nelle movenze, rimanendo ancorata sulla punta del piede. La delicatezza è immensa, profonda l’azione che obbliga la veste leggera a incresparsi sul corpo. La testa si piega delicatamente sulla spalla destra, il braccio sinistro è trattenuto al fianco e fa da pendant al movimento della mano destra che si appoggia al mento.