DAL RINASCIMENTO AL PRIMO '900. PERCORSO ATTRAVERSO CINQUE SECOLI DI PITTURA

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Daniele Crespi

€ 10.000 / 15.000
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Daniele Crespi

(Busto Arsizio o Milano, 1597/1600 – Milano, 1630)

RITRATTO DI CANTORE

olio su tavola, cm 49x35

 

PORTRAIT OF A SINGER

oil on panel, cm 49x35

 

Attribuito a Daniele Crespi da Mina Gregori in una comunicazione privata alla proprietà (datata 6 ottobre 1974) insieme al ritratto presentato al lotto successivo, il dipinto è stato confermato da Francesco Frangi al catalogo dell’artista milanese.

Entrambe le opere, nate per la stessa committenza e forse nell’ambito di una serie più ampia, si iscrivono infatti sotto ogni profilo nel gruppo ormai nutrito e ben caratterizzato di ritratti maschili restituiti all’artista, con cui coincidono anche nell’uso del supporto ligneo e, se pure non esattamente, nelle dimensioni: si veda appunto la serie riunita da Francesco Frangi e Alessandro Morandotti ed esposta in più occasioni (Il Ritratto in Lombardia da Moroni a Ceruti. Varese, Museo d’Arte Moderna e Contemporanea, 2002. Catalogo della mostra, Milano 2002, pp. 114-127; Maestri del 600 e del 700 lombardo nella Collezione Koelliker. Milano, Palazzo Reale, 2006. Catalogo della mostra, Milano 2006, pp. 68-79).

Presentati quasi frontalmente e a mezzo busto su fondo neutro, caratterizzati nei lineamenti e individuati da una fonte di luce ben definita, i nostri personaggi differiscono da quelli già noti – e solo in parte identificati tra gli intellettuali della Milano borromaica – per l’abito più ricco sebbene relativamente austero e per l’inclusione delle mani, che ne costituiscono la chiave interpretativa e infine la vera ragione.

Entrambi stringono infatti tra le dita un foglio di musica dove è esattamente riprodotto – nelle parti della voce principale e del tenore – l’incipit di un famoso madrigale di Giovanni Pierluigi da Palestrina “Vestiva i colli”, pubblicato per la prima volta a Venezia nel 1566 nel Desiderio. Secondo libro di Madrigali a cinque voci.

È da notare che l’inventario di Giovanni Battista Visconti del 1701 ricorda, come opera del Crespi, “Un ritratto al naturale d’un Maestro di cappella con la carta di musica nella destra, collare grande all’antica e mantello attorno, mezza figura” che, pur non identificandosi con i nostri, rimanda a una precisa tradizione.

 

Ringraziamo Francesco Frangi per aver confermato l’attribuzione a Daniele Crespi sulla base di riproduzione fotografica.