ARCADE | DIPINTI DAL XVI AL XX SECOLO

ARCADE | DIPINTI DAL XVI AL XX SECOLO

Asta

Firenze
Palazzo Ramirez Montalvo
Borgo degli Albizi 26

3 MARZO 2020
ore 10.30
lotti 1-120

ore 14.30
lotti 121-234

ore 16.30
lotti 244-353

Esposizione

FIRENZE
Venerdì     28 febbraio    10 -18
Sabato      29 febbraio    10 -18
Domenica   1 marzo       10 -18 
Lunedì        2 marzo       10 -18 

info@pandolfini.it

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241 - 270  di 343 LOTTI
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Andrea Appiani

(Milano 1754 - 1817)

RITRATTO DEL MUSICISTA BONIFACIO ASIOLI

olio su carta riportata su tela, cm 44,5x31, senza cornice

 

PORTRAIT OF THE MUSICIAN BONIFACIO ASIOLI

oil on paper laid down on canvas, 44.5x31 cm, unframed

 

Si tratta del ritratto del musicista Bonifacio Asioli, compositore e Direttore del "Regio Conservatorio di Musica" di Milano, l'attuale Conservatorio "Giuseppe Verdi".

Secondo il Professor Fernando Mazzocca:


Il ritratto, che apparteneva ad una celebre famiglia di musicisti, fece una splendida carriera nella Milano napoleonica, dove era arrivato nel 1799, per poi essere nominato nel 1805 dal Viceré Eugenio de Beuharnais maestro da camera e direttore della Cappella Imperiale. Dal 1808 al 1814, quando lasciò Milano, fu direttore del conservatorio. 

Questo piccolo ritratto, dalla stesura raffinata, è da porsi in relazione a quello di maggiori dimensioni (cm. 60x46) di proprietà della Pinacoteca di Brera, ma in deposito alla Civica Galleria d'Arte Moderna di Milano (F. Frangi, in Pinacoteca di Brera. Dipinti dell'Ottocento e del Novecento. Collezioni dell'Accademia e della Pinacoteca, a cura di F. Mazzocca, Milano, 1993, pag. 32-33, n. 18). 

Da collocarsi agli inizi dell’ottocento, dovrebbe essere una sorta di studio del ritratto di Brera, del quale condivide la freschezza e l’espressività, ad un grado di ancora minore definizione, di una stesura veloce determinata dal gusto, tipicamente neoclassico ed in particolar modo utilizzato da Appiani, del non finito.

Stima    3.500 / 5.000
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Pietro Benvenuti

(Arezzo 1769 - Firenze 1844)

RITRATTO DI LEOPOLDO II DI LORENA

olio su tela, cm 119x89

 

PORTRAIT OF LEOPOLDO II DI LORENA

oil on canvas, 119x89 cm

 

Il dipinto in esame è da attribuire a Pietro Benvenuti sulla base del confronto con opere certe, oltre che sulla valutazione dell’ottima qualità del dipinto, corrispondente ai modi dell’artista, particolarmente apprezzato anche da Leopoldo II. La stima che il Granduca Leopoldo II ha avuto nei confronti dell’artista aretino fu tale da confermare la sua nomina a pittore di corte e di Primo Pittore di Camera, affidandogli nel 1828 la grande impresa della decorazione della volta della Cappella dei Principi in San Lorenzo. Due considerazioni sono fondamentali. La prima è che Leopoldo II è succeduto al padre Ferdinando III nel 1824, all’età di ventisette anni dovendo affrontare un alternarsi di eventi difficilmente prevedibili anche da chi avesse posseduto virtù politiche, delle quali il nuovo granduca era privo. La seconda riguarda invece l’attività di Benvenuti che agli inizi degli anni Venti era molto impegnato in ritratti facendo diventare il suo ruolo di ritrattista una delle sue più importanti attività.  La prima riflessione rimanda al fatto che nel dipinto in questione il granduca è raffigurato molo giovane e in atto di appoggiare la mano sul volume Della Politica, visibile a sinistra e forse identificabile con l’opera omonima di Aristotele. E’ questo un piccolo dettaglio, simbolo di una particolare formazione politica, che fa riferimento alla situazione iniziale del regno di Leopoldo II, affiancato non per caso ancora una volta da Neri Corsini e da Vittorio Fossombroni, entrambi ormai consolidati funzionari della corte lorenese. Le difficoltà per Leopoldo non venivano soltanto dalle tracce lasciate dall’astro di Napoleone, da poco tramontato, ma anche dagli Asburgo a Vienna, che tentavano di togliere alla Toscana l’indipendenza di Stato sovrano e farne un’appendice soggetta al potere centrale degli Asburgo.Il Fossombroni e il Corsini difesero  diritti  di Leopoldo II e quelli del suo Stato ricordando a Vienna che era stato Ferdinando III a nominare suo successore il figlio. Con un Editto il Fossombroni comunicò a Vienna e all’intera Europa che Leopoldo giurando di assumere la piena sovranità e governo era il successore nei diritti della Corona di Toscana. L’aspetto giovanile del granduca e la presenza del volume sono elementi che rendono plausibile il fatto che il ritratto  in esame sia uno dei più precoci tra i numerosi fatti del granduca in momenti diversi della sua esistenza. Il primo termine di confronto è quello, oggi conservato presso la collezione  Linari e databile al 1828 per l’iscrizione visibile nel cartiglio, in basso a sinistra. Rispetto a quest’ultimo il ritratto esaminato è precedente almeno di un paio di anni. Un secondo termine di paragone è l’effigie incisa dal parmense Paolo Toschi, anch’essa successiva alla nostra tela, sebbene perfettamente corrispondente nelle medaglie indossate dal sovrano: il Toson d’Oro, quella dell’Ordine di Santo Stefano,  quella dell’Ordine di San Giuseppe e quella dell’Ordine dinastico della Corona di Ruta. Il dipinto è da collocare subito dopo il 1824 e prima del gennaio del 1827, data in cui Leopoldo II dopo una seduta generale fu nominato accademico d’onore presso l’Accademia di San Luca a Roma. Alla riunione era presente anche Benvenuti, cui fu affidata la lettera da consegnare al sovrano.  

Liletta Fornasari

 

Stima    8.000 / 12.000
241 - 270  di 343 LOTTI