• COPPIA DI CANDELIERI, FIANDRE, SECOLO XVII

    1 COPPIA DI CANDELIERI, FIANDRE, SECOLO XVII COPPIA DI CANDELIERI, FIANDRE, SECOLO XVII in bronzo dorato, corpo a rocchetto su base circolare modanata, piattello anch’esso modanato di forma circolare, alt. cm 32, diam. cm 13   A PAIR OF FLEMISH CANDLESTICKS, 17TH CENTURY Stima   
    € 600 / 900
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • CRISTO CROCIFISSO, LIMOGES, SECOLO XIII

    2 CRISTO CROCIFISSO, LIMOGES, SECOLO XIII CRISTO CROCIFISSO, LIMOGES, SECOLO XIII in bronzo patinato, testa caratterizzata da lunghi capelli che ricoprono le spalle, ampio perizoma annodato in vita, cm 19,6x16   A LIMOGES CRUCIFIED CHRIST, 13TH CENTURY Stima   
    € 1.500 / 2.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • SCRIVANIA, TOSCANA, SECOLO XVII

    3 SCRIVANIA, TOSCANA, SECOLO XVII SCRIVANIA, TOSCANA, SECOLO XVII in noce, piano di forma rettangolare con bordo a becco di civetta, due cassetti appaiati sottostanti, gambe a lira terminanti su ampie volute da cui si dipartono speroni in ferro battuto di linea mossa, cm 93x168x76   A TUSCAN DESK, 17TH CENTURY Stima   
    € 2.500 / 3.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola bergamasca, sec. XVII

    4 Scuola bergamasca, sec. XVII Scuola bergamasca, sec. XVII RITRATTO DI GENTILUOMO olio su tela ovale, cm 105,5x80   School of Bergamo, 17th century PORTRAIT OF A GENTLEMAN oil on canvas, cm 105,5x80, an oval   Stima   
    € 7.000 / 10.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola dell'Italia centrale, sec. XVI

    5 Scuola dell'Italia centrale, sec. XVI Scuola dell'Italia centrale, sec. XVI SACRA FAMIGLIA CON SAN GIOVANNINO olio su tavola, cm 79,5x69   Central Italian school, 16th century HOLY FAMILY WITH THE INFANT SAINT JOHN oil on panel, cm 79,5x69   Stima   
    € 7.000 / 10.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • SEGGIOLONE, LOMBARDIA, SECOLO XVI

    6 SEGGIOLONE, LOMBARDIA, SECOLO XVI SEGGIOLONE, LOMBARDIA, SECOLO XVI in noce, seduta e schienale in cuoio con borchie sul fronte e sui lati, cartella di forma rettangolare con angoli ornati da fiamme in legno dorato raffiguranti mascherone, bracciolo terminante a ricciolo, gambe diritte riunite da traverse, cm 147x58x67   A LOMBARD HIGH CHAIR, 16TH CENTURY Stima   
    € 600 / 800
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • INGINOCCHIATOIO, ITALIA CENTRALE, SECOLO XVII

    7 INGINOCCHIATOIO, ITALIA CENTRALE, SECOLO XVII INGINOCCHIATOIO, ITALIA CENTRALE, SECOLO XVII in noce, piano di forma rettangolare con bordo a becco di civetta, fronte a un cassetto inquadrato da capitelli ai lati sotto il quale si apre uno sportello ornato da arco a tutto sesto con rosone intarsiato sorretto da paraste e coronato da timpano barocco spezzato, inquadrato ai lati da ampie paraste rastremate e scanalate, fianchi sformellati intarsiati a motivi geometrici in radica di noce, piano d’appoggio apribile con un cassettino modanato nella fascia inquadrato agli angoli da sformellature, piedi a mensola intagliati a volute e motivi vegetali, cm 98x60x74   A CENTRAL ITALY PRIE-DIEU, 17TH CENTURY Stima   
    € 1.500 / 2.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • COPPIA DI SEGGIOLONI DA PARATA, ROMA, SECOLO XVII

    8 COPPIA DI SEGGIOLONI DA PARATA, ROMA, SECOLO XVII COPPIA DI SEGGIOLONI DA PARATA, ROMA, SECOLO XVII in noce, seduta e schienale rivestiti in seta rossa operata, cartella sormontata ai lati da fiamme in legno dorato intagliate a motivo vegetale, braccioli di linea mossa terminanti a ricciolo su sostegni torniti, gambe tornite su piedi a ciabatta intagliati a ricciolo sul fronte. Uno dei due seggioloni reca sul retro cartiglio con scritto Memoria – Il Sommo Gerarca della Chiesa Pio Nono nella mattina del dì 30 Agosto 1859, degnossi insieme con l’I. e R. Corte visitare questo Monastero, e assiso in questa sedia ammettere al Bacio del Sacro Piede tutta la Religiosa Comunità, cm 158x70x70   A PAIR OF ROMAN ARMCHAIRS, 17TH CENTURY Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • GRANDE CREDENZA, LOMBARDIA, SECOLO XVII

    9 GRANDE CREDENZA, LOMBARDIA, SECOLO XVII GRANDE CREDENZA, LOMBARDIA, SECOLO XVII in noce con profilature e intagli in legno dorato, piano di forma rettangolare con bordo a becco di civetta sotteso da cornice dorata, due stretti sportelli a imitare cassetti appaiati sottostanti, intagliati a ramages floreali alternate a mascheroni e inquadrati agli angoli e al centro da riserve sformellate intagliati con lo stemma della famiglia Borromeo, composto dalla scritta Humylitas sormontata da corona, cui seguono due coppie di sportelli sformellati intervallati ai lati e al centro da lesene intagliate a motivo di mascherone dalla cui bocca fuoriesce un nastro che trattiene panoplie, fianchi ornati a sformellature con profili dorati, su base modanata, cm 117x326x65   A LARGE LOMBARD SIDEBOARD, 17TH CENTURY   Ripetuto per tre volte sul mobile, agli angoli e al centro del fronte, lo stemma Humylitas sormontato da corona è da ricondursi alla famiglia Borromeo, che lo adottò durante il secolo XVI, periodo in cui la famiglia era al massimo della sua ascesa politica ed economica. Un’ascesa suggellata nel 1529 dal matrimonio tra Gilberto II Borromeo e Margherita Medici, sorella del futuro papa Pio IV, dalla cui unione nacque Carlo Borromeo, primo esponente della famiglia, a cui può essere sicuramente riferito lo stemma. La scritta Humylitas, dai rigidi caratteri gotici verticali, mira a sottolineare la pietà e la religiosità della famiglia, molto legata ai temi della Controriforma e imparentata con vari pontefici. A partire da Carlo Borromeo lo stemma ritorna in numerose occasioni, soprattutto nel corso del Seicento: lo si ritrova infatti sul frontone della chiesa di famiglia di San Maria Podone in Piazza Borromeo e nei soffitti del palazzo Borromeo nell'Isola Bella, sul Lago Maggiore, entrambi della prima metà del Seicento, o ancora nei luoghi di sepoltura dei due tra i più noti esponenti della famiglia: lo “Scurolo di San Carlo” e la tomba di Federico Borromeo, entrambi nel Duomo di Milano. Stima   
    € 6.000 / 9.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scultore dell’Italia meridionale, cerchia di Nuzzo Barba

    10 Scultore dell’Italia meridionale, cerchia di Nuzzo Barba Scultore dell’Italia meridionale, cerchia di Nuzzo Barba (Galatina 1455/1460 – post 1524) SANTO FRANCESCANO statua in pietra, cm 120x34x25   Southern Italy sculptor of the circle of Nuzzo Barba (Galatina 1455/1460 – post 1524) FRANCISCAN SAINT stone statue, cm 120x34x25   Bibliografia Centro Studi Piero della Francesca, Sculture antiche dal III al XV secolo, catalogo della mostra (Venezia, Scuola Grande di S. Teodoro – Milano, Abbazia S. Maria di Chiaravalle 1967), Milano 1967, n. IV   L’opera in esame, identificabile in un santo francescano per via dei consueti attributi iconografici, come il saio di iuta legato alla vita con la corda dal triplice nodo, il libro delle sacre scritture sorretto con la mano sinistra e il capo tonsurato, è in realtà un pastiche moderno risultante dall’assemblaggio su un corpo preesistente e acefalo di una testa iconograficamente contestuale ma più antica.  Il santo si contraddistingue per il risalto monumentale e per la cadenza colonnare della veste terminante in alto in un ampio, rigido colletto. Nonostante l’apparente arcaismo conferitogli dalla caduta colonnare del panneggio, dalla ieraticità dell’effigiato e dalla possanza delle braccia aderenti al corpo, l’opera sembrerebbe potersi ricondurre ad un momento molto avanzato del Quattrocento, in particolare ad un contesto prossimo a quello del pugliese Nuzzo Barba, artista attivo principalmente nel campo della scultura in pietra, come suggerirebbero i confronti con i santi francescani collocati nelle paraste del Mausoleo di Giulio Antonio Acquaviva e Caterina del Balzo Rosini a Conversano, con il san Francesco del Polittico di Noci e  con la figura femminile raffigurante Caterina Del Balzo Orsini, collocata a pendant del consorte Giovanni Antonio Acquaviva nel medesimo edificio (C. Gelao, L'attività di Nuzzo Barba a Conversano e le influenze veneto-dalmate nella scultura pugliese del Rinascimento, in “Saggi e Memorie di storia dell'arte”, 16, 1988, pp. 7, 9-20, 193-209; C. Gelao, La scultura pugliese del Rinascimento. Aspetti e problematiche, in Scultura del Rinascimento in Puglia, a cura di C. Gelao, Bari 2004, pp. 11-24). A confermare il riferimento all’ambito di Nuzzo Barba e della scultura pugliese di tardo Quattrocento possiamo avanzare un accostamento della nostra scultura ad un Sant’Antonio in pietra custodito nella chiesa di san Francesco ad Andria, firmato nel 1510 da un misconosciuto maestro “Hyeronimus”, che si caratterizza per un analogo arcaismo e per il forte accento monumentale delle vesti dall’appiombo pesante e colonnare (C. Gelao, Op. cit., pp. 32-33).     G.G. - D.L. Stima   
    € 7.000 / 10.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Arte federiciana, sec. XIII

    11 Arte federiciana, sec. XIII Arte federiciana, sec. XIII TESTA DI GIOVANE IMPERATORE scultura in pietra, cm 30x26x23   Federician Art of the 13th century HEAD OF A YOUNG EMPEROR stone sculpture, cm 30x26x23   Bibliografia Centro Studi Piero della Francesca, Sculture antiche dal II secolo a. C. al XV, catalogo della mostra (Milano, Abbazia di S. Maria di Chiaravalle, 15 giugno - 15 luglio 1969), Milano 1969, n. II   L’opera in esame costituisce una preziosa testimonianza della ritrattistica classicista di ambito normanno promossa in Campania e in Puglia dall'imperatore Federico II di Svevia per l’ornamentazione architettonica di importanti edifici, come furono la Porta di Capua o Castel del Monte. In questa nobile testa ad essere effigiato è un personaggio di dignità regale, cinto da una corona del tipo castrense con inserti di gemme romboidali indossata sull’alto capo a contenere una corposa capigliatura il cui vigore plastico è ancora oggi apprezzabile soprattutto nella zona tergale della figura. Gli evidenti segni di consunzione sulla superficie del volto non intaccano l’intensità degli occhi dell’effigiato che presumibilmente in origine avrebbe potuto trovare una più acuta caratterizzazione applicato ad un busto all’antica.   G.G. -D.L.     Stima   
    € 3.000 / 5.000
    Dettaglio Lotto

  • Scultore senese, sec. XIV

    12 Scultore senese, sec. XIV Scultore senese, sec. XIV SAN GIUSTO VESCOVO statua in pietra, cm 107x24x20   Sienese sculptor of the 14th century SAINT JUSTUS THE BISHOP stone statue, cm 107x24x20   Iscrizione sul basamento “SANCTUS IUSTUS DE VULTERIS”   Bibliografia Mobili, dipinti, oggetti d’arte provenienti da una raccolta privata, catalogo della vendita (casa d’Aste Semenzato), Venezia, 25 - 27 aprile 1975, n. 408   Il personaggio in esame, molto consunto nella superficie per la prolungata esposizione agli agenti atmosferici ma ugualmente apprezzabile per il portamento elegante e per la condotta del panneggio, è abbigliato con i consueti paramenti liturgici episcopali, quali la mitra, la lunga dalmatica e il libro delle sacre scritture sorretto nella mano sinistra, mentre con l’altra sollevata si atteggia in un gesto benedicente. La scritta latina che corre lungo i tre lati visibili della base permette di identificare l’effigiato in San Giusto vescovo e protettore di Volterra. Qui era giunto nel corso del VI secolo per sfuggire dall’Africa, insieme ad altri ecclesiastici guidati dal vescovo Regolo, alle persecuzioni dei Vandali. Approdato sulle sponde della Toscana al tempo soggette alle scorrerie dei Goti, Giusto e suo fratello Clemente si stanziarono a Volterra combattendo le truppe barbaresche ed evangelizzando i territori volterrani. Sulle loro tombe fu edificato nel corso del XII secolo un monastero detto di San Giusto in Botro, poi nel Trecento trasformato in Badia dai monaci camaldolesi.  Non è da escludere che l’opera in esame potesse in origine essere stata concepita per la nicchia o la balaustra di un complesso architettonico realizzato da uno scultore locale per l’interno di quello stesso edificio, in seguito perduto con la graduale distruzione della chiesa avvenuta entro il Seicento a causa degli eventi franosi che interessarono quella parte di Volterra. Nel corso del Duecento e del Trecento la città, nonostante la dominazione politica fiorentina, rimase dal punto di vista artistico sotto la stretta dipendenza di Siena, ospitando l’attività di influenti scultori come Tino di Camaino, Agnolo di Ventura e Agostino di Giovanni, autori quest’ultimi dell'Arca dei SS. Regolo e Ottaviano, datata 1320, oggi frammentaria nel Museo dell'Opera del Duomo di Volterra. In particolare, il nostro Vescovo dalla fisionomia così allungata, ma al contempo di elevata ed elegante compostezza suggerita dal leggero inarcamento in avanti del busto e dalle ampie falde del panneggio, sembra trovare delle tangenze proprio con la produzione di questi due maestri che entro il decennio successivo portarono a compimento un’altra importante impresa, il sepolcro del vescovo Guido Tarlati nel Duomo di Arezzo, cui partecipò anche il figlio di Agostino di Giovanni, Giovanni di Agostino (R. Bartalini, Agostino di Giovanni e compagni. Una traccia per Agnolo di Ventura, in “Prospettiva”, 61, 1991, pp. 21-23; R. Bartalini, «Segnori al tutto d’Arezzo». Alcune considerazioni sui Tarlati al potere e la loro committenza, in Medioevo: Arte e Storia, atti del convegno di Milano, a cura di A. C. Quintavalle, Milano 2008, pp. 554-563; R. Bartalini, Scultura gotica in Toscana. Maestri, monumenti, cantieri del Due e Trecento, 2005). È proprio con la serie di Santi collocati dai maestri ad intervallare le scene della vita del vescovo Tarlati che il nostro personaggio presenta notevoli tangenze, giustificandone l’attribuzione alla mano di uno dei maestri attivi tra Volterra e Arezzo in quella stessa bottega o che ebbe modo di seguirne gli insegnamenti in stretta contiguità cronologica.   G.G. - D.L.     Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • INGINOCCHIATOIO, ROMA, PRIMA METÀ SECOLO XVIII

    13 INGINOCCHIATOIO, ROMA, PRIMA METÀ SECOLO XVIII INGINOCCHIATOIO, ROMA, PRIMA METÀ SECOLO XVIII in palissandro con intarsi in acero e profili ebanizzati, piano di forma sagomata sotteso da fascia intarsiata a motivi vegetali con cassettino sul fronte, gambe troncopiramidali tornite alle due estremità poggianti su piano sagomato con fascia analogamente ornata, piedi a sfera schiacciata, cm 84x72x56   A ROMAN PRIE-DIEU, FIRST HALF 18TH CENTURY Stima   
    € 3.000 / 5.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • SPECCHIERA, ROMA, FINE SECOLO XVII

    14 SPECCHIERA, ROMA, FINE SECOLO XVII SPECCHIERA, ROMA, FINE SECOLO XVII in legno intagliato e dorato, battuta modanata a gole diritte e rovesce segnata sui quattro centri da fiori a rilievo, alla quale si applica l’ampia fascia scolpita a giorno a motivo di grandi volute intrecciate e ornate da decori fogliacei e fiori che dal centro inferiore, segnato da due fiori sovrapposti, si portano simmetricamente sui lati per convergere al centro superiore, dove il loro incrocio fa da sostegno a un mazzetto di girasoli, cm 175x148   A ROMAN MIRROR, LATE 17TH CENTURY   Bibliografia di confronto E. Colle, Il mobile barocco in Italia. Arredi e decorazioni d'interni dal 1600 al 1738, Milano 2000, p. 112 Stima   
    € 3.000 / 5.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • MOBILETTO, VENETO, SECOLO XVIII

    15 MOBILETTO, VENETO, SECOLO XVIII MOBILETTO, VENETO, SECOLO XVIII di forma trapezoidale lastronato in noce e radica di noce, piano sagomato con filettatura a centrare la radica, fronte lievemente mosso a uno sportello analogamente ornato con specchiature in radica inquadrata da profilatura, gambe di linea sinuosa intagliate nella parte superiore a elementi vegetali e terminanti su piedini a ricciolo, fronte ad uno sportello, cm 70x58x39   A SMALL VENETIAN CABINET, 18TH CENTURY Stima   
    € 1.000 / 1.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • INGINOCCHIATOIO, VENETO, SECOLO XVIII

    16 INGINOCCHIATOIO, VENETO, SECOLO XVIII INGINOCCHIATOIO, VENETO, SECOLO XVIII in noce e radica di noce, pianetto di forma sagomata con bordo a becco di civetta sotteso da ampia fascia lastronata in radica impreziosita al centro da ricco grembiale scolpito a giorno a motivo rocaille; sostegni riccamente intagliati a motivo di volute con elementi vegetali terminanti su sostegno a plinto su piano apribile di forma sagomata con fronte e lati lastronati in radica, cm 87x59x50   A VENETIAN PRIE-DIEU, 18TH CENTURY Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • COPPIA DI CONSOLE, VENEZIA, SECOLO XVIII

    17 COPPIA DI CONSOLE, VENEZIA, SECOLO XVIII COPPIA DI CONSOLE, VENEZIA, SECOLO XVIII in noce e radica, piano di forma sagomato profilato da riserva a inquadrare la radica, gambe mosse intagliate a volute e motivi vegetali stilizzati poggianti su piedi a zoccolo equino anch’esso stilizzato, grembiale a giorno sagomato su tre lati con ampio decoro rocaille al centro a raffigurare conchiglia, cm 80x119x68   A PAIR OF VENETIAN CONSOLE TABLES, 18TH CENTURY   Bibliografia di confronto G. Morazzoni, Il mobile veneziano del ‘700, Milano 1927, tav. CCLXXVIII Stima   
    € 3.000 / 5.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • RIBALTA-FORZIERE, GENOVA, SECOLO XVIII

    18 RIBALTA-FORZIERE, GENOVA, SECOLO XVIII RIBALTA-FORZIERE, GENOVA, SECOLO XVIII lastronato e intarsiato in legni vari, fronte e fianchi bombati; pianetto rettangolare intarsiato a motivo alternato di riserve in legni chiari e scuri, ribalta centrata da riserva rettangolare a inquadrare fitto motivo di losanghe e celante cassaforte a due sportelli e scomparto segreto, finto cassetto sottostante, sotto al quale si aprono due cassetti, tutti ornati da analogo motivo di losanghe; fianchi intarsiati con quadrifoglio entro riserve mistilinee, grembiale sagomato su gambe lievemente mosse, cm 122x106x64   A GENOESE FALL-FRONT BUREAU AND STRONG BOX, 18TH CENTURY Stima   
    € 3.000 / 5.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Intagliatore dell’Italia settentrionale (?), fine sec. XVI-inizi XVII

    19 Intagliatore dell’Italia settentrionale (?), fine sec. XVI-inizi XVII Intagliatore dell’Italia settentrionale (?), fine sec. XVI-inizi XVII ANGELI REGGICERO SU BASI A VOLUTE coppia di statue in noce, cm 148x42x35   North Italian carver (?), late 16th-early 17th century CANDLEHOLDER ANGELS ON SCROLL BASIS walnut statues, cm 148x42x35, a pair   I due elegantissimi Angeli cerifori, che si ergono su raffinate basi a volute composite, ornate da penduli festoni di frutta, poggiando con grazia la punta di un piede sul ricciolo terminale dei sottili candelabri in forma di cornucopia, denotano un intaglio di straordinario virtuosismo tecnico, tale da poter evocare il magistero e l’eccentrica fantasia di Giovan Angelo del Maino, protagonista della scultura lignea lombarda del primo Cinquecento, come suggeriscono in particolare i quattro Angeli reggicero eseguiti intorno al 1533 per la Cappella della beata Elena Duglioli nella chiesa di San Giovanni in Monte a Bologna (R. Casciaro, La scultura lignea lombarda del Rinascimento, Milano 2000, pp. 196-199, 344-345, n. 140). D’altra parte, l’esibita torsione e le movenze in spiccato ‘contrapposto’ delle figure, così come il loro estroso abbigliamento, connotato dalle attillate pettorine loricate e dalle banderuole formate da minute maglie a voluta, denotano una cultura figurativa ormai ben calata nel clima del manierismo internazionale, indirizzata dai pregiati modelli di Giambologna e dal gusto sofisticato delle grandi corti Europee, da Fontainebleau alla Praga rudolfina, e quindi una datazione a cavallo tra Cinque e Seicento. Non si esclude, comunque, l’ipotesi di un maestro attivo nell’Italia settentrionale, tra la Lombardia e il Veneto, dove i contatti con le esperienze transalpine erano da sempre ben radicati e l’arte dell’intaglio ligneo fu assai fiorente per tutto il Seicento con esiti di grande maestria tecnica e bizzarria inventiva, quali vediamo nelle figure allegoriche eseguite da Francesco Pianta tra il 1657 e il 1676 per i dossali della Sala Capitolare della Scuola Grande di San Rocco a Venezia: una proposta cui possono contribuire le assonanze, nelle posture lambiccate e nel lessico decorativo, con i bronzetti d’arredo dei maestri veneti, come Tiziano Aspetti, Girolamo Campagna e Niccolò Roccatagliata.   G.G. – D.L. Stima   
    € 12.000 / 18.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiorentina, fine sec. XVI

    20 Scuola fiorentina, fine sec. XVI Scuola fiorentina, fine sec. XVI CROCIFISSIONE CON I DOLENTI olio su tavola, cm 113,5X50,5   Florentine school, late 16th century CRUCIFIXION WITH THE VIRGIN, SAINT JOHN AND SAINT MARY MAGDALENE oil on panel, cm 113,5x50,5   La composizione ripete la pala attribuita a Santi di Tito conservata presso il Museo Diocesano d'Arte Sacra di Feltre (Belluno). Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiamminga, sec. XVI

    21 Scuola fiamminga, sec. XVI Scuola fiamminga, sec. XVI VENERE E SATIRO CON AMORINO olio su tavola, cm 46x61   Flemish school, 16th century VENUS AND SATYR WITH CUPID oil on panel, cm 46x61 Stima   
    € 6.000 / 10.000
    Dettaglio Lotto

  • Scultore toscano prossimo a Masseo Civitali

    22 Scultore toscano prossimo a Masseo Civitali Scultore toscano prossimo a Masseo Civitali (Lucca, documentato dal 1486 al 1518) CRISTO CROCIFISSO statua in legno dipinto, cm 97x75   Tuscan sculptor close to Masseo Civitali (Lucca, documented between 1486 and 1518) CRUCIFIED CHRIST polychromed wood statue, cm 97x75   La tipologia e la concezione misurata di questo elegante Crocifisso ne rivelano un’origine toscana da orientare con maggior precisione verso il contesto artistico lucchese a cavallo tra Quattro e Cinquecento. A suggerirlo è la compassata dolcezza del volto, coronato dal serto di spine, accostabile ai busti del Redentore in marmo e in terracotta di Matteo Civitali, il celebre scultore lucchese responsabile anche di una prolifica produzione in legno in cui fu affiancato dal fratello Masseo, artista cui l’opera in esame potrebbe verosimilmente attribuirsi. Il carattere civitaliano dell’opera è inoltre confermato dal perizoma panneggiato con ampie falde levigate che trova riscontro anche nella produzione marmorea del maestro e della sua bottega (cfr. Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento, catalogo della mostra di Lucca, a cura di M. T. Filieri, Cinisello Balsamo 2004; L. Pisani, In margine a Matteo Civitali. Indagini sulla scultura a Lucca nella seconda metà del XV secolo, in Lucca città d’arte e i suoi archivi, a cura di M. Seidel e R. Silva, Venezia 2001, pp. 211-232.)   G.G - D.L.   Stima   
    € 10.000 / 15.000
    Dettaglio Lotto

  • Intagliatore dell’arco alpino di cultura tedesco-tirolese, fine sec. XV – inizi XVI

    23 Intagliatore dell’arco alpino di cultura tedesco-tirolese, fine sec. XV – inizi XVI Intagliatore dell’arco alpino di cultura tedesco-tirolese, fine sec. XV – inizi XVI FIGURA BARBATA CON UN CESTO DI FRUTTA (SAN GIUSEPPE ?) altorilievo in legno dorato e dipinto, cm 100x29x24   An Alpine region carver of German-Tyrolean culture, late 15th-early 16th century A BEARDED FIGURE WITH A BASKET OF FRUIT (SAINT JOSEPH?) gilt and polychromed wood high relief, cm 100x29x24   L’immagine doveva far parte di una più vasta composizione narrativa ad altorilievo, forse lo scomparto di un complesso, monumentale altare a portelle, che si può ritenere raffigurasse il Riposo durante la fuga in Egitto, identificandovi ipoteticamente San Giuseppe che reca i datteri raccolti dai rami di una palma prodigiosamente piegati verso la Sacra Famiglia, secondo il racconto dello pseudo-Matteo. La tipologia del rilievo e la sua ipotetica destinazione, le estese dorature che ricoprono le vesti, le proporzioni allungate e l’andamento dinoccolato della figura, così come l’intaglio aspro e intricato del panneggio fanno propendere per un intagliatore di cultura tedesco-tirolese attivo nell’Arco Alpino, forse nel Trentino, dove non poche sono le personalità di spicco responsabili di una simile produzione, come Narciso da Bolzano, Michel Erhart, Silvester Müller e Jörg Arzt (Imago lignea. Sculture lignee nel Trentino dal XIII al XVI secolo, a cura di E. Castelnuovo, Trento 1989).   G.G. – D.L. Stima   
    € 7.000 / 10.000
    Dettaglio Lotto

  • Scultore veneto prossimo a Giovanni Zebellana

    24 Scultore veneto prossimo a Giovanni Zebellana Scultore veneto prossimo a Giovanni Zebellana (Verona, documentato tra il 1485 e il 1505) SAN GIOVANNI BATTISTA statua in legno dipinto, cm 108x38x28   Venetian sculptor close to Giovanni Zebellana (Verona, documented between 1485 and 1505) SAINT JOHN THE BAPTIST polychromed wood statue, cm 108x38x28   Bibliografia Centro Studi Piero della Francesca, Sculture antiche dal II secolo a. C. al XV, catalogo della mostra (Milano, Abbazia di S. Maria di Chiaravalle, 15 giugno - 15 luglio 1969), Milano 1969, n. IV   Il santo, nell’anatomia asciutta e smagrita, nella condotta spigolosa del panneggio solcato da sottili pieghe affilate, così come nella fissità della postura e nel volto allungato, forse allusivi ad una ieraticità di matrice bizantina, si accosta alla produzione di Giovanni Zebellana, tra i più prolifici intagliatori dell’entroterra veneto, trovando riscontro in particolare nel Battista conservato nel Museo Corsini-Tosani di Castel Goffredo presso Mantova (M. Rossi, in Sulle tracce di Mantegna. Zebellana, Giolfino e gli altri. Sculture lignee tra Lombardia e Veneto, 1450-1540, catalogo della mostra di Castel Goffredo, a cura di G. Fusari e M. Rossi, Castel Goffredo 2004, pp. 106-107, n. 9).   G.G. - D.L. Stima   
    € 5.000 / 8.000
    Dettaglio Lotto

  • COPPIA DI VASI AD ANFORA, SPAGNA, TALAVERA DE LA REINA, INIZI  SECOLO XIX

    25 COPPIA DI VASI AD ANFORA, SPAGNA, TALAVERA DE LA REINA, INIZI  SECOLO XIX COPPIA DI VASI AD ANFORA, SPAGNA, TALAVERA DE LA REINA, INIZI  SECOLO XIX in terracotta smaltata dipinta in policromia, decoro minore con fasce a greche alternate a bugnati stilizzati e linee parallele a inquadrare al centro scene di genere con toreri, tori e altri piccoli animali entro paesaggio agreste tra alberelli a palmetta, cm alt. cm 62, diam. bocca cm 20, diam. piede cm 18   A PAIR OF SPANISH AMPHORA VASES, TALAVERA DE LA REINA, EARLY 19TH CENTURY Stima   
    € 600 / 900
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • PICCOLO SCRITTOIO, ITALIA SETTENTRIONALE, FINE SECOLO XVII

    26 PICCOLO SCRITTOIO, ITALIA SETTENTRIONALE, FINE SECOLO XVII PICCOLO SCRITTOIO, ITALIA SETTENTRIONALE, FINE SECOLO XVII in noce lastronato e intarsiato in radica di noce e acero, piano di forma rettangolare ribaltabile sotteso da fascia intagliata a baccellature, fronte con sportello apribile celante vani a giorno, intarsiato a girali naturalistici entro filettatura in legno chiaro e scuro; fianchi e retro analogamente ornati, grembiale ornato da fascia intarsiata a elementi vegetali e intagliato a volute inquadrato agli angoli da dadi intarsiati da cui si dipartono le gambe tornite poggianti su analoghi dadi da cui si dipartono traverse, piedini a sfera schiacciata, cm 80x87x62   A SMALL NORTHERN ITALY WRITING TABLE, LATE 17TH CENTURY Stima   
    € 1.000 / 1.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • ARMADIO, AUSTRIA, SECOLO XVIII

    27 ARMADIO, AUSTRIA, SECOLO XVIII ARMADIO, AUSTRIA, SECOLO XVIII lastronato e intarsiato in varie essenze, fronte lievemente spezzato ad angoli scantonati sul quale si aprono due sportelli con due cassetti appaiati sottostanti, tutta la superficie intarsiata a riserve geometriche a inquadrare specchiature in radica; cappello di linea spezzata arcuato al centro e base modanata su piedi a sfera schiacciata, cm 237x210x75   AN AUSTRIAN ARMOIRE, 18TH CENTURY Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • COPPIA DI SEGGIOLONI, LOMBARDIA, SECOLO XVII

    28 COPPIA DI SEGGIOLONI, LOMBARDIA, SECOLO XVII COPPIA DI SEGGIOLONI, LOMBARDIA, SECOLO XVII in noce, seduta e schienale rivestiti in seta rossa operata, cartella di forma sagomata, braccioli mossi terminanti a ricciolo su sostegni a torchon, gambe tornite riunite sul fronte e sui lati da traverse a torchon, cm 130x70x75   A PAIR OF LOMBARD ARMCHAIRS, 17TH CENTURY Stima   
    € 1.500 / 2.500
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • CASSONE, TOSCANA, SECOLO XV

    29 CASSONE, TOSCANA, SECOLO XV CASSONE, TOSCANA, SECOLO XV in noce intarsiato alla certosina, coperchio a urna con fascia ornata da tarsie geometriche, fronte inquadrato sui lati da intarsio a creare lesene rastremate e ornato da doppia cornice alla certosina a centrare finta modanatura; fianchi analogamente ornati con cornici alla certosina e finte modanature a centrare le maniglie in ferro battuto, cm 80x195x69   A TUSCAN CASSONE, 15TH CENTURY   Bibliografia di confronto F. Schottmüller, I mobili e l’abitazione del Rinascimento in Italia, Torino 1921, p. 45; M. Tinti, Il mobilio fiorentino, Milano s.d. ma 1928, tav. CXI Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • COPPIA DI CANDELIERI, TOSCANA, SECOLO XVII

    30 COPPIA DI CANDELIERI, TOSCANA, SECOLO XVII COPPIA DI CANDELIERI, TOSCANA, SECOLO XVII in legno intagliato e dorato, fusto interamente intagliato a motivi fogliacei, base tripode con tre zampe in foggia di ampie volute di foglie di acanto su pedana modanata, cm 67x24x24   A PAIR OF TUSCAN CANDLESTICKS, 17TH CENTURY Stima   
    € 700 / 1.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto