Pittore lombardo, sec. XV
SAN COSMA
SAN DAMIANO
coppia di dipinti, tempera su tavola, cm 72,5x23,5
(2)
Lombard painter, 15th century
SAINT COSMAS
SAINT DAMIAN
a pair of paintings, tempera on panel, 72.5x23.5 cm
(2)
Si riporta un estratto dello studio redatto da Mauro Natale.
“Questi due delicati dipinti raffigurano i due santi medici di origine orientale Cosma e Damiano; entrambi portano i copricapi e le lunghe tuniche consone alla loro professione: il primo è riconoscibile dalla fiala di vetro con le urine che tiene in una mano; l’altro dalla scatola di medicinali e da uno strumento sottile con il quale mescolare le polveri curative. I due santi sono raffigurati davanti ad un parapetto e sullo sfondo di una magnifica superficie dorata e decorata con un raffinato motivo geometrico inciso a punzone […].
La posizione delle due figure converge verso un centro che in origine doveva essere occupato da una Madonna con il Bambino; questo elemento è andato perduto o ancora non è stato identificato; non è neppure escluso che il piccolo polittico includesse ai lati almeno altre due figure di santi, tutte racchiuse in una ricca cornice dorata, come lasciano intendere le due centine polilobate che delimitano in alto il campo delle superfici dipinte […].
Ancorate alla tradizione tardo gotica della pittura lombarda, queste due figure registrano tuttavia i segni del nuovo clima rinascimentale che a Milano si afferma lentamente a partire dagli anni 1460; il nuovo linguaggio, che impone di collocare le figure all’interno di uno spazio misurabile, suggerito qui dall’alto parapetto rinascimentale che delimita il piano di posa, si manifesta anche nelle armoniose proporzioni dei due santi e nel naturalismo delle pose e dei gesti, che rivela, come è il caso per il disegno delle mani, una attenta osservazione dei dati naturali. La definizione delle fisionomie, ancora incerta tra sigle stereotipate e caratterizzazione espressiva, conferma che queste due figure appartengono a una fase di passaggio della cultura figurativa settentrionale; anche la gamma cromatica luminosa della tunica di San Damiano e del mantello di San Cosma ribadisce la particolare collocazione cronologica dei due dipinti.
Questi infatti trovano elementi di confronto molto convincenti con alcune figure di santi che decorano le pareti della Cappella Ducale del Castello Sforzesco. […] lungo le pareti una serie di santi ritratti secondo una disposizione simile a quella delle due tavole, a figura intera su di un piano di posa delimitato da un parapetto oltre il quale si estende una ricca decorazione dorata e motivi geometrici in rilievo. […] In questa rassegna, le figure di Sant’Alberto e quello che rimane di un Santo diacono (Lorenzo?) sono particolarmente vicine ai due santi su tavola, sia per il disegno d’insieme sia per le tracce dei volti. Caratteri ancora più affini, rivela il pannello con Membri della Confraternita del Santissimo Sacramento che visitano un malato, conservato nella basilica di San Lorenzo a Milano. In questo caso, l’immobilismo statuario e delicato dele figure, la pittura luminosa e il segno grafico sottile e lineare rilevati da Miklós Boskovits coincidono con le caratteristiche tecniche e formali dei due santi, che sembrano essere stati dipinti dallo stesso maestro. Questo piccolo gruppo di opere, da collocare negli anni tra il 1470 e il 1480 circa, illustra una fase della pittura milanese contraddistinta da figure slanciate e luminose con un’esecuzione quasi miniaturistica, che da un lato tiene conto degli affreschi di Vincenzo Fodda della Cappella Portinari in Sant’Eustorgio, e dall’altra delle pitture murali della Cappella Ducale […]”.