Pieter van Mol
(Anversa, 1599 – Parigi, 1650)
AMORE E DUE SATIRI CON IL RITRATTO DI UNA GIOVANE (AMOR VINCIT OMNIA?)
olio su tela, cm 128x106
CUPID AND TWO SATYRS WITH THE PORTRAIT OF A YOUNG WOMAN (AMOR VINCIT OMNIA?)
oil on canvas, 128x106 cm
Il dipinto è accompagnato da uno studio di Tommaso Borgogelli di cui si riporta un estratto.
“Questo affascinante dipinto costituisce un interessante e complesso rebus iconografico. […] Non è certo facile giungere a un chiarimento definitivo del significato dell’episodio, tuttavia, una serie di indizi permette di formulare alcune ipotesi. Come è noto, i satiri, alludono frequentemente alla libido incontrollata, al desiderio istintivo e al lato più dissoluto della relazione amorosa. Alla luce di ciò, appare plausibile che il più anziano dei due si sia chiaramente infatuato della ragazza [nel ritratto che tiene in mano]. Amore, bloccando il vecchio satiro senza neppure che egli se ne accorga, dimostra di avere, con estrema facilità e senza il minimo sforzo, il pieno controllo su ogni pulsione. Amor vincit omnia: l’amore trionfa su tutto.
L’autore del dipinto ha dato vita a una rappresentazione piuttosto originale del tema, del quale non mi sono note raffigurazione analoghe.
[…] In ogni caso, qualunque siano state le ragioni alla base dell’esecuzione di questo affascinante dipinto, si dovrà certamente riconoscere la notevole originalità compositiva e iconologica del suo amore, che approda qui a una messa in scena che, vista la distanza da altri esempi del tema, non pare affatto azzardato considerare un vero e proprio unicum.
Nel mettere a fuoco la personalità artistica alla quale ricondurre questo felicissimo esito, appare evidente che essa vada ricercata nel contesto pittorico delle Fiandre meridionali, visti gli scoperti rapporti che la tela mostra con il mondo rubensiano e, in modo particolare, con la lezione di van Dyck. Ciò risulta evidente nel calore della tavolozza cromatica, nonché nelle tipologie dei personaggi; in modo particolare in quella di Amore, una creatura che, con i suoi riccioli biondi e le guance lievemente arrossate, dichiara apertamente le origini del suo autore, trovando un chiaro parallelo in una raffigurazione vandyckiana del medesimo soggetto conservata al Puskin di Mosca.
Tuttavia, al di là delle affinità con i due maestri fiamminghi, il nostro pittore mantiene una propria autonomia artistica e una personalità ben definita, capace di approdare a un brano di altissimo e raffinato naturalismo nella resa del volto del vecchio satiro.
Visto il forte retaggio rubensiano e vandyckiano mostrato nella tela, mi pare che il suo autore debba necessariamente essere ricercato all’interno dell’ambiante anversese; sono inoltre convinto che egli vada individuato in una personalità di grande rilievo, sebbene ancora oggi piuttosto sfuggente ed enigmatica. Mi riferisco a Pieter van Mol, che proprio ad Anversa nacque nel 1599.
[…] Si può dunque concludere affermando che la nostra affascinante allegoria, debba appartenere a un momento di evoluzione del linguaggio di van Mol, a ridosso della partenza per la Francia, quando il fiammingo, muovendo verso un linguaggio sempre più raffinato e prezioso, appare ancora segnato da alcune reminiscenze naturalistiche, già evidenziate nella bella figura del vecchio satiro".