Lorenzo Lippi
(Firenze, 1606 – 1665)
SANTA CATERINA D’ALESSANDRIA
olio su tela, cm 77x60
SAINT CATHERINE OF ALEXANDRIA
oil on canvas, 77x60 cm
Bibliografia
- C. D’Afflitto, Lorenzo Lippi, Firenze 2002, p. 220.
Si riporta un estratto della scheda redatta da Chiara D’Afflitto per il catalogo ragionato del pittore nel 2002.
“La tela raffigura la Santa con un libro di preghiere, la mano al petto e lo sguardo rivolto al cielo. Nel fondo si intravede un frammento della ruota di legno, con la quale subì il primo martirio. La modella non porta la corona e presenta una lunga capigliatura disciolta sulle spalle. Sul libro alcuni frammenti di frasi leggibili sembrano riferirsi a preghiere diverse, cantici di gloria e anche il Padre Nostro, rispetto al quale è difficile comprendere la congruenza con la santa raffigurata.
L’idealizzazione della figura femminile, di una bellezza pura e quasi priva di connotazioni fisiognomiche, sembrerebbe escludere l’ipotesi che ci si trovi in presenza di uno di quei ritratti in vesti di santi, di cui il Lippi era maestro, e che le fonti ricordano avesse eseguito. Ricorda infatti il Baldinucci, e gli inventari lo confermano, che per il suo miglior committente, Agnolo Galli, il Lippi avesse dipinto le quattro figlie come Santa Barbara, santa Elisabetta. Santa Agnese e Santa Caterina. La mancanza di indicazioni delle misure originarie dei ritratti delle figlie Galli non consente di ipotizzarne la coincidenza, sebbene la fisionomia della modella non compaia fra quelle del Trionfo di David oggi in collezione privata, contenente tutte le sorelle al completo.
I colori smaglianti delle vesti, l’abito sui toni del viola e lo scialle azzurro cielo appuntato sulla spalla, e l’esecuzione più ferma e nitida, basata sul controllo formalmente corretto dagli scorci e delle mani, avvicina questa tela alla prima fase del periodo maturo, intorno al 1640-1643”.