Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona (Cortona, 1596 - Roma, 1669) e bottega
ALLEANZA DI GIACOBBE E LABANO
olio su tela, cm 215x190
Pietro Berrettini, known as Pietro da Cortona (Cortona, 1596 - Rome, 1669) and workshop
THE ALLIANCE BETWEEN JACOB AND LABAN
oil on canvas, 215x190 cm
Provenienza
- Roma, Palazzo Barberini;
- Tagliacozzo, collezione Anna Barberini e Tommaso Corsini.
Il dipinto, rappresentante l’Alleanza di Giacobbe e Labano riconosciuto autografo di Pietro da Cortona, coadiuvato dall’esporta bottega, è da riconoscersi in una seconda versione della celebre tela oggi conservata al Musée du Louvre di Parigi, acquisita dal re Luigi XIV dal conte di Vendreuil che a sua volta l’aveva presa dalla famiglia Barberini. Il pendant è conservato alla City Art Gallery di Bristol e rappresenta Labano cerca gli idoli.
Del capolavoro esposto a Parigi si conoscono numerose derivazioni, di media qualità: una replica a Mosca, presso il Museo Rumjatzeff, una seconda a Bamberga e una terza in collezione privata inglese (G. Brignati, Pietro da Cortona o della pittura barocca, Firenze 1982, p. 209). Un’altra è stata pubblicata più recentemente da Maurizio Fagiolo dell’Arco (Pietro da Cortona e i cortoneschi: bilancio di un centenario e qualche novità, Roma 1998, p. 42; Pietro da Cortona e i cortoneschi: Gimignani, Romanelli, Baldi, il borgognone, Ferri, Milano 2001, p. 38) e un’ultima versione più piccola è conservata al Musée des Beaux-Arts di Digione.
Il patto di alleanza tra Giacobbe e Labano con le figlie Lia e Rachele era probabilmente un tema biblico di particolare interesse iconografico, adatto e molto richiesto nel suggellare l’unione tra famiglie nobili, motivo che ne giustificherebbe la grande fortuna e diffusione. Il quadro oggi al Louvre, nello specifico, venne sostituito da una nuova versione per la famiglia Barberini, come si evince almeno da un catalogo del 1777 del principe Conti. Si può affermare con certezza la corrispondenza con la tela oggetto della relazione, poiché il numero d’inventario “418” indicato in basso a sinistra rimanda alla collezione Barberini. L’inventario ottocentesco dell’Archivio Corsini di Firenze indica infatti allo stesso numero l’opera di Pietro da Cortona dal titolo Riconciliazione di Labano e Giacobbe, conservata presso il Palazzo di Tagliacozzo; la proprietaria risulta essere Anna Barberini, moglie di Tommaso Corsini. Gli stessi dati vengono confermati in un secondo inventario del 1911, con l’ulteriore specifica delle dimensioni, esattamente corrispondi al dipinto in esame.
Dal punto di vista stilistico, inoltre, la tela mostra un’alta qualità disegnativa e pittorica, caratterizzata da tonalità più chiare, con un timbro cromatico argenteo, rispetto alla versione del Louvre. Il tocco pittorico appare delicato nelle tre figure in secondo piano, i cui panneggi in ombra sono resi in modo meno scultoreo rispetto ai tratti più decisi e volumetrici dei due personaggi in primo piano. Si può dunque considerare la realizzazione del dipinto da parte di Pietro da Cortona con l’aiuto dell’esperta e strutturata bottega. In particolare, è possibile che il celebre artista sia stato coadiuvato dal giovane allievo Ciro Ferri, talento precocissimo, intorno alla metà del XVII secolo.
La tela, di grandi dimensioni, si distingue dunque per l’alta qualità artistica e per il rilievo iconografico del soggetto biblico raffigurato, in relazione ai rapporti di alleanza tra le famiglie nobili del Seicento. Considerando sia quanto sopra esposto sia la provenienza dell’opera dalla raccolta storica della famiglia Barberini, si tratta di una testimonianza significativa anche per la storia del collezionismo.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 18 settembre 2023 del Ministero della Cultura – Soprintendenza Speciale Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Roma, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a) e d), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
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