Pauwels Franck, detto Paolo Fiammingo
(Anversa, ca 1540 - Venezia, 1596)
ALLEGORIA DELL'AGRICOLTURA
olio su tela, cm 158x256
ALLEGORY OF AGRICULTURE
oil on canvas, 158x256 cm
Bibliografia
- L. Fröhlich Bum, Einige unbekannte werke des Andrea Schiavone, in "Jahrbuch des Kunsthistorisches Sammlungen in Wien", Vienna-Lipsia 1916, pp. 367-373, fig. 6;
- R. A. Peltzer, Niederländisch-Venezianische Landschaftmalerei, in "Münchner Jahrbuch der Bildenden Kunst", Monaco di Baviera 1924, pp. 126-142, fig. 1;
- J. A. Raczýnski, Die Flämische Landschaft vor Rubens, Francoforte 1937 (ed. 1972), pp. 273-274;
- G. J. Hoogewerff, Het Landschap van Bosch tot Rubens, Anversa 1954, pp. 89-95;
- Mason Rinaldi, Paolo Fiammingo, in "Saggi e Memorie di Storia dell'arte", 11, Firenze 1979, p. 71, n. 41; p. 174, fig. 34.
Tra i protagonisti della cultura figurativa veneziana dell'ultimo quarto del Cinquecento, Pauwels Franck, universalmente noto come Paolo Fiammingo, occupa una posizione di assoluto rilievo per aver saputo coniugare la sensibilità naturalistica della tradizione nordica con il fastoso linguaggio cromatico della scuola lagunare. Giunto a Venezia probabilmente negli anni Sessanta del XVI secolo, l'artista entrò in contatto con l'ambiente di Jacopo Tintoretto e, soprattutto, con quello di Jacopo Bassano, sviluppando un linguaggio personale nel quale il paesaggio, la resa atmosferica e l'osservazione del dato naturale assumono un ruolo di primaria importanza. La sua produzione incontrò il favore di una committenza internazionale, culminata nel prestigioso incarico presso la famiglia Fugger, per la quale realizzò numerose decorazioni a carattere allegorico e mitologico.
L'imponente tela qui presentata appartiene al fortunato filone delle allegorie delle attività umane e delle ricchezze della natura, soggetti che riscossero un particolare successo nella Venezia tardo-cinquecentesca, destinati alla decorazione di ville suburbane e dimore patrizie. L'Agricoltura è celebrata attraverso una composizione ampia e teatrale, un'immagine di prosperità e abbondanza, secondo un programma iconografico di evidente matrice umanistica.
La grande qualità della tela risiede nella perfetta fusione tra figura e paesaggio. La luce dorata che investe la scena unifica i diversi episodi con un effetto di straordinaria naturalezza, mentre il paesaggio si apre in profondità secondo quella sensibilità atmosferica che costituisce uno degli aspetti più innovativi della pittura di Paolo Fiammingo. Le nature morte disseminate in primo piano, dipinte con straordinaria attenzione materica, testimoniano la persistenza della cultura fiamminga, filtrata tuttavia attraverso il colorismo veneziano e la lezione bassanesca. Analoga attenzione alla celebrazione delle attività rurali caratterizza le celebri serie delle Quattro Stagioni conservate al Museo del Prado, nelle quali il lavoro dei campi diviene occasione per una raffinata sintesi tra paesaggio, figura e osservazione naturalistica.
Dal punto di vista stilistico, l'opera si colloca nella piena maturità dell'artista, quando l'influenza di Tintoretto si stempera in una pittura più lirica e luminosa, caratterizzata da un colore morbido e da una pennellata sciolta, capace di descrivere con uguale efficacia tanto le figure quanto la vegetazione, gli animali e i molteplici dettagli del mondo rurale. La monumentalità della composizione e l'equilibrio tra invenzione allegorica e resa naturalistica collocano il dipinto tra gli esempi più rappresentativi della produzione decorativa del maestro.
Tele di tale impegno, destinate con ogni probabilità a una committenza di altissimo rango, sono oggi relativamente rare e testimoniano una fase della pittura veneziana nella quale il gusto per la celebrazione della natura e dell'abbondanza si intreccia con la raffinata cultura allegorica della tarda età manierista. L'opera rappresenta pertanto una significativa testimonianza della migliore produzione di Paolo Fiammingo, artista oggi sempre più apprezzato per il ruolo determinante svolto nello sviluppo della pittura di paesaggio tra la tradizione fiamminga e quella veneziana.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 7 febbraio 1981 del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, ai sensi dell’art. 3 della legge 1° giugno 1939, n. 1089, oggi disciplinata dal D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.