Maestro di Serumido
(attivo a Firenze nella prima metà del secolo XVI)
LAOCOONTE
olio su tavola, cm 59x45,5
al retro: etichetta dell'esposizione del British Council. 16th Council of Europe Exhibition Florence 1980
LAOCOONTE
oil on panel, 59x45.5 cm
on the reverse: exhibition label of the British Council. 16th Council of Europe Exhibition Florence 1980
Provenienza
- Collezioni Estensi;
- Collezione Spinola;
- Londra, Collezione D. Somerset;
- Londra, Collezione A. Scharf (come Francesco Foschi);
- Londra, Asta Christie’s, 5 luglio 1991, n. 77;
- Firenze, Pandolfini Casa d’aste, 21 aprile 2015, n. 18;
- Collezione privata.
Esposizioni
- Firenze e la Toscana dei Medici nell’Europa del Cinquecento. Il Primato del Disegno, Firenze, Palazzo Strozzi, marzo – settembre 1980, n. 294.
Bibliografia
- A. Scharf, Filippino Lippi, 1950, p. 57, tav. 139;
- F. Zeri, Eccentrici fiorentini II, in “Bollettino d'arte”, 1962, pp. 321-22, fig. 16;
- S. Meloni Trkulja, in Il Primato del Disegno. Catalogo della mostra, Firenze 1980, p. 139, n. 294;
- J. Nelson, in Il Giardino di San Marco: maestri e compagni del giovane Michelangelo, catalogo della mostra (Firenze, Casa Buonarroti, 30 giugno - 19 ottobre 1992), Firenze 1992, pp. 135-137, cat. 30;
- S. Padovani, I ritratti Doni. Raffaello e il suo “eccentrico” amico, il Maestro di Serumido, in Paragone 2005, pp. 3-26, fig. 25°.
- M. Gianeselli, "L'un des plus grands maîtres de l'ècole florentine": Filippino Lippi and His Workshop in French Collections", in Filippino Lippi: Beauty, Invention and Intelligence, Leida 2020, pp. 334,336.
Referenze fotografiche
- Bologna, Fototeca Federico Zeri, scheda n. 34817.
Identificato per la prima volta da Federico Zeri tra i “collaterali” dell’eccentrico fiorentino per eccellenza, Filippino Lippi, l’anonimo maestro trae il suo nome dalla Madonna col Bambino, due angeli e quattro santi della chiesa di Serumido a Firenze. Oltre ad alcune tavole di soggetto sacro, il pittore si specializzò in composizioni di soggetto storico, letterario o mitologico tutte ambientate in scenari architettonici disegnati con rigorosissimi e quasi ostentati principi prospettici. Le scene figurate che animano questa sorta di teatrini ripetono spesso invenzioni di Filippino Lippi, di cui il maestro fu certo aiuto. Anche nella tavola qui presentata, la scena deriva da un affresco di Filippino, ormai guastissimo, nella villa medicea di Poggio a Caiano. Tipica del pittore è la gamma cromatica fredda e squillante, che accosta le sue opere a quelle di Francesco Granacci e di Francesco Foschi, a cui era attribuita la nostra tavola nella collezione Scharf.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 26 giugno 2015 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
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