Guido Reni
(Bologna, 1575 - 1642)
Lettera autografa firmata, una pagina in quarto, datata ‘Bologna, 13 Agosto 1620’ e indirizzata a Cosimo Mengoli a Ravenna
Autograph letter signed, one quarto page, dated “Bologna, 13 August 1620,” and addressed to Cosimo Mengoli in Ravenna
‘Ho inteso esser al hordine li otto spatij dove vano le pitture chè duopo farsi per compimento di quanto devo per servir Ill.mo Sig. Car.l Aldobrandino … desidero poi che V.S. li facci trattar meglio che non fu l’altra volta che rifeci li profeti per ch’adesso lui si fa pagar più di quello Francesco’.
La lettera si colloca in uno dei momenti di maggiore affermazione artistica di Guido Reni. Nel 1620 il maestro, ormai riconosciuto come il principale interprete della scuola bolognese dopo l'esperienza romana, dirigeva una vasta e organizzata bottega a Bologna, impegnata nell'esecuzione di importanti commissioni ecclesiastiche e aristocratiche. Gli anni compresi tra il secondo e il terzo decennio del Seicento coincidono con la piena maturità del suo linguaggio classico, caratterizzato da un ideale di bellezza e armonia che avrebbe esercitato una profonda influenza sulla pittura europea. Il documento testimonia inoltre il ruolo di Reni quale coordinatore di collaboratori e assistenti nella realizzazione di cicli decorativi complessi, offrendo una preziosa testimonianza dell'organizzazione della sua officina e dei rapporti con la committenza legata alla famiglia Aldobrandini.
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