Giovanni di Lorenzo Larciani, già Maestro dei paesaggi Kress
(Firenze, ca. 1484 – 1527)
SACRA FAMIGLIA CON SAN GIOVANNINO E DUE ANGELI
olio su tavola, cm 104,5x86
HOLY FAMILY WITH ST. JOHN THE BAPTIST AND TWO ANGELS
oil on panel, 104.5x86 cm
Esposizioni
- The Italians. Three Centuries of Italian Art, Canberra, National Gallery of Australia, 28 marzo – 16 giugno 2002 e Melbourne, Melbourne Museum, 5 luglio – 6 ottobre 2002.
Bibliografia
- L.A. Waldman, ‘The ‘Master of the Kress Landscapes’ Unmasked: Giovanni Larciani and the Fucecchio Altar-Piece,” Burlington Magazine, CXL,144, 1998, p. 468, fig. 35;
- The Italians. Three Centuries of Italian Art, catalogo della mostra (Canberra, National Gallery of Australia, 28 marzo – 16 giugno 2002; Melbourne, Melbourne Museum, 5 luglio – 6 ottobre 2002), a cura di G. Algranti, Canberra 2002, pp. 62-63;
- M. Palmeri, Una Madonna col bambino di Giovanni di Lorenzo Larciani, in “Erba d’Arno”, nn. 124–125, 2011, p. 56;
- L. Aquino, Vita e opere di Giovanni di Lorenzo Larciani, un tempo Maestro dei Paesaggi Kress, in Francesco Granacci e Giovanni Larciani all’Oratorio di Santa Caterina all’Antella, in L. Aquino and S. Giordano, catalogo della mostra (Bagno a Ripoli, Oratorio di S. Caterina all’Antella). Firenze, 2013, pp. 70-71, fig. 16.
La presente tavola è senza dubbio uno dei capolavori della produzione di Giovanni di Lorenzo Larciani, artista identificato soltanto alla fine del XX secolo con il cosiddetto Maestro dei Paesaggi Kress, figura convenzionale cui la critica aveva riunito un gruppo di dipinti caratterizzati da una raffinata sensibilità paesaggistica e assoluto protagonista del celebre articolo di Federico Zeri sugli “eccentrici fiorentini”. L'importante studio di Louis A. Waldman del 1998, dove la tavola è resa nota per la prima volta, ha infatti restituito a Larciani un corpus coerente di opere, consentendo una più precisa definizione della sua personalità artistica e del suo significativo ruolo nella cultura figurativa fiorentina del primo Cinquecento.
La composizione presenta la Vergine inginocchiata a terra mentre abbraccia sia il Bambino in un atteggiamento di intima partecipazione affettiva, sia il piccolo san Giovanni che offre il consueto omaggio a Cristo; alle loro spalle, a destra san Giuseppe osserva la scena e a sinistra trovano posto due angeli. Il gruppo sacro emerge con monumentale semplicità sullo sfondo di un ampio paesaggio atmosferico, elemento distintivo della produzione dell'artista, nel quale colline, corsi d'acqua, architetture e alberature si dissolvono gradualmente in una luce cristallina, secondo una sensibilità che rivela l'assimilazione delle esperienze di Leonardo e, soprattutto, di Fra Bartolomeo.
Larciani sviluppa infatti un linguaggio profondamente radicato nella tradizione fiorentina, ma aperto alle novità introdotte nei primi decenni del XVI secolo. Le figure, costruite attraverso un morbido chiaroscuro e una calibrata modulazione cromatica, rivelano una ricerca di naturalezza negli atteggiamenti e nei moti dell'animo, mentre il paesaggio assume un ruolo non meramente accessorio, ma parte integrante della narrazione, contribuendo alla dimensione contemplativa dell'immagine.
La qualità esecutiva della tavola trova riscontro nella finezza delle trasparenze cromatiche, nella delicatezza dell'incarnato e nell'accurata resa botanica e atmosferica dello sfondo, aspetti che hanno reso celebre l'artista e che giustificano il successo critico della sua riscoperta negli ultimi decenni. Il dipinto si colloca verosimilmente nell'ambito della piena maturità del pittore, quando il suo stile raggiunge un equilibrato compromesso tra monumentalità compositiva e lirismo paesaggistico. Di particolare e sorprendente fascino sono sempre i panneggi del pittore, piuttosto unici e riconoscibili, che vedono nell’angelo più a sinistra, ammantato in una veste oro-violacea uno dei suoi risultati più alti e straordinari per costruzione delle pieghe e cangiantismo.
L'opera è stata selezionata per la mostra internazionale The Italians. Three Centuries of Italian Art, tenutasi nel 2002 presso la National Gallery of Australia di Canberra e successivamente al Melbourne Museum, confermando il riconoscimento della sua importanza all'interno della pittura italiana del primo Cinquecento.
Opera dichiarata di interesse particolarmente importante con decreto del 6 febbraio 2014 del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, ai sensi degli artt. 10, comma 3, lett. a), e 13 del D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42 e ss.mm.ii.
This painting has been declared of particularly important cultural interest by the Italian Ministry of Culture. As a protected cultural property, it may not be permanently exported from Italy. Any temporary export (e.g. for exhibitions or conservation) is subject to prior authorization by the competent Italian authorities.