Scultore fiorentino, metà del secolo XIX
TRUDA DEI SIMONETTA
busto in marmo, cm 64x50x32
Florentine sculptor, Truda Dei Simonetta, mid 19th century, marble
La scultura è accompagnata da una scheda di Nicola Ciarlo, di cui riportiamo di seguito un estratto.
"Il fatto che il busto femminile, in marmo statuario scolpito in un solo blocco, rappresenti una nobildonna abbigliata secondo la moda del Rinascimento fiorentino ci suggerisce il contesto culturale nel quale si formò e operò il nostro scultore, ricettivo all'ambiente purista del cosiddetto “romanticismo storico”. Di questa temperie, che vedeva nell'età comunale e nel Rinascimento due tra i momenti più alti della storia di Firenze, si fece principale interprete nel campo della scultura Lorenzo Bartolini (1777-1850), che resse la cattedra dell'Accademia di Belle Arti dal 1839 fino alla morte.Lo studio del bello naturale, che fu il viatico dell'insegnamento bartoliniano, si accompagnava a quello della scultura rinascimentale, costante fonte di
ispirazione. Allo stesso modo si mosse la più giovane generazione di scultori attiva intorno alla metà del secolo che, attraverso la pratica della copia in gesso dei capolavori del passato, traeva un ampio repertorio iconografico per produrre opere in stile neoquattrocentesco, di superba qualità tecnica, che potevano rivaleggiare con i più rinomati capisaldi della scultura rinascimentale. Non sarà dunque un caso se il nostro scultore si servì come modello per il suo ritratto del profilo
muliebre di Mino da Fiesole (1429-1484), databile tra gli anni 1453-1456 e conservato al Museo del Bargello di Firenze. Dal rilievo rinascimentale, infatti, il busto femminile mutua puntualmente gli aspetti esteriori della moda: identica è l'acconciatura, compreso il monile sulla testa, che meglio si può apprezzare nel prototipo quattrocentesco; precisa, inoltre, è la derivazione dei motivi decorativi dal profilo del Bargello, dal fiore di cardo stilizzato alla palmetta, quest'ultima ricorrente come una firma dello scultore fiorentino sia in opere scultoree che architettoniche. Tuttavia, rispetto al profilo muliebre di Mino, che è un ritratto idealizzato di un particolare individuo, il nostro busto si caratterizza invece per una più spiccata caratterizzazione fisiognomica. È difficile, al momento, stabilire l'identità del nostro artista, ma il busto di Truda dei Simonetta rappresenta una significativa testimonianza per comprendere la grande fortuna goduta nell'Ottocento da Mino da Fiesole, aspetto ancora poco sondato della sua vicenda critica, che attraverso i suoi ritratti e profili, sia maschili che femminili, era riuscito ad evocare ed imprimere nel marmo lo spirito del suo tempo".