Harold Speed
(Londra, 1872 - 1957)
LA FONTE DI CUPIDO
olio su tela, cm 140x162
CUPID'S WELL
oil on canvas, 140x162 cm
Bibliografia
A. L. Baldry, The Art of 1900, The Studio: An Illustrated Magazine of Fine and Applied Art 1900 vol. 20, giugno 1900, p. 20
Cupid’s weel, ovvero la Fonte di Cupido, è il titolo che il pittore vittoriano Harold Speed ha scelto per il dipinto che presentiamo in questa nostra vendita. Cupido, figlio di Venere e dio dell'amore, è raffigurato come un fanciullo alato che con il suo arco scocca i dardi che accendono la passione. Nel dipinto che presenteremo in catalogo, invece Harold Speed presenta Cupido al centro di un consesso femminile, in un giardino fiorito dove, seduto alla sua fonte, tra voli di farfalle e rose profumate, invita la vergine sposa inchinata davanti a lui, a bere dalla coppa che la inizierà all’amore.
È probabile che tra le figure femminili che attorniano la fanciulla siano state ritratte donne conosciute dall’artista e famose all’epoca. Come datazione per il dipinto possiamo indicare una data di qualche anno precedente al 1900 visto che l’opera è riprodotta in un articolo di A.L. Baldry. The Art of 1900", nella rivista The Studio dove il dipinto viene preso ad esempio come esplicativa del nuovo sentire moderno. Nell’articolo viene pubblicato anche un disegno preparatorio per questo dipinto, che raffigura una delle figure femminile in piedi alla destra della giovine sposa. Harold Speed fu riconosciuto e apprezzato come ritrattista. Dopo gli studi al Royal College of Art approfondì la pittura alla Royal Academy dal 1891 al 1896, dove fu anche premiato con una borsa di studio. Nel 1896 fu eletto membro della Royal Society of Portrait Painters, e divenne socio dell'Art Workers' Guild dove ne fu eletto Maestro nel 1916. Ma è grazie alla redazione dei suoi manuali che acquisì molta fama: grazie all’ intelligente combinazione di consigli utili e riflessioni sensibili sulla natura e sul significato della pratica artistica, i manuali di Harold Speed sul disegno e la pittura sono stati a lungo considerati risorse preziose per gli artisti. Il suo manuale più famoso fu The Practice and Science of Drawing" (1913) e tra le sue altre pubblicazioni ricordiamo The Science and Practice of Oil Painting (1924) e What is the Good of Art? (1936).