Alfredo Muller
(Livorno, 1869 - Parigi, 1939)
STUDIO PER UNA DECORAZIONE
olio su tela, cm 60x91,5
STUDY FOR A DECORATION
oil on canvas, 60x91.5 cm
Esposizioni
Exposition d’oeuvres d’Alfred Muller, Parigi, Galerie Ambroise Vollard, 22 aprile - 5 maggio 1898
Bibliografia
Exposition Alfred Muller. Catalogue, catalogo della mostra (Parigi, Galerie Ambroise Vollard, 22 aprile - 5 maggio 1898) a cura di A. Müller e A. Vollard, p. 4
H. Koehl, Alfredo Müller 1869-1939 - Peintures: catalogue raisonné, Strasburgo - Parigi, 2017, pp. 96, 205
L’opera è accompagnata da un expertise di Hélène Koehl, che è riportata qui di seguito:
“Se fin ad ora la tela non era tracciabile, una reduzione del soggetto dipinta durante il secondo periodo toscano del pittore (1913-1932) è stata inventoriata nel Cat. 2017 sotto il numero T8.10:
Gravé au dos sur le châssis ‘Alfredo Muller’. L’ Analyse de cette toile est dèlicate. Nous hésitons entre un projet de décor de théâtre, de mise eb scéne, ou la réduction d’un décor de Müller peinte par un tiers. (Koehl, p. 205)
Ora possiamo affermare che l’intuizione era giustificata e che la tela originale risale agli primi anni del primo periodo francese dell’artista. La datazione è possibile grazia alla conoscenza dell’elenco delle opere che furono esposte alla galleria del mercante parigino Ambroise Vollard, dal 22 aprile al 5 maggio 1898: sezione «peintures», n°4 «Étude pour une décoration». Alla galleria Vollard, la mostra delle opere di Alfred Muller (secondo il suo nome in Francia) si teneva dopo una mostra dei pittori Nabis e prima di una mostra di opere di Paul Cézanne.
Müller ha fatto venire la tela da Parigi con altre opere e mobili quando si è stabilito a Settignano a lungo termine con sua moglie. Müller si è da sempre interessato al teatro e allo sviluppamento delle arti decorative. Fu uno dei fondatori della Corporazione Sindacale delle Arti Decorative a Firenze. Con questo soggetto, Müller si iscrive consapevolmente nella filiazione dei grandi banchetti veneziani all’aperta dipinti di Paolo Veronese (La cena alla casa di Simone, La cena alla casa di Levi) o di Giambattista Tiepolo (Il banchetto di Cleopatra). Müller tratta il soggetto con una pennellata moderna, colorata, riconoscibile nel modo leggero di tracciare i visi e di restituire le attitudini, che il suo incontro con Paul Cézanne ha favorito. Da notare l’interesse di Müller al lavoro delle ombre sulle architteture all’antica e dei riflessi nell’acqua che si ritroveranno pienamente nelle pitture di paesaggio sicilianie e toscane degli anni 1913-1920.
Questo studio potrebbe essere stato realizzato in prospettiva della decorazione (affresco) della sala di pranzo di un palazzo a Parigi o altrove.”