Giuseppe De Nittis
(Barletta, 1846 – Saint-Germain-en-Laye, 1884)
PASSEGGIATA A BOUGIVAL
olio su tela, cm 23x17,5
recante firma in basso a destra
al retro: cachet dell'atelier
STROLL AT BOUGIVAL
oil on canvas, 23x17.5 cm
bearing signature lower right
on the reverse: cachet by the Atelier
L'opera è stata archiviata nel giugno 2017 dalla fondazione De Nittis di Barletta
Il dipinto qui rappresentato è opera originale e caratteristica del pittore Giuseppe De Nittis, databile 1869/1870 circa, periodo in cui l'artista, dopo il matrimonio con Leontine Gruville, si trasferisce in una villetta vicino alla Senna in località Jonchere, non lontana da Bougival, ove l'artista riprende a dipingere "en plein air" visioni di fiumi, boschi, nuvole e cieli. Bougival, località situata lungo la Senna è considerata la culla dell’Impressionismo, poiché attirò i più grandi maestri del movimento, che vi trovarono ispirazione tra luce, acqua e la vita mondana della Belle Epoque. Nel 1869, Renoir si installa a San Michelle de Bougival, ove si trovano anche Degas, Caillebotte (padrino del figlio di De Nittis), Monet, Renoir e altri artisti impressionisti. Nel racconto “Maison Tellier”, Guy de Montparnasse descrive le “Grenouillere”, un cafè flotant ancorato di fronte a Bougival, dove gli artisti andavano a dipingere e a divertirsi. Giuseppe De Nittis frequentava regolarmente Bougival, che divenne fondamentale per la sua evoluzione artistica e il suo legame con l’impressionismo. Bougival non era solo un luogo di riposo, ma un vero centro di scambio culturale dove De Nittis accoglieva importanti amici e colleghi. Sebbene sia celebre per le sue vedute mondane di Parigi e Londra, De Nittis considerava la pittura di paesaggio a Bougival una forma di "rigenerazione" artistica e personale. Il presente dipinto si identifica, per inquadratura e tecnica, con opere quali Senna a Bougival (254), Appuntamento nel bosco di Portici (2), Le Grenouillere (27), Sulle rive della Senna (471), In canotto (503) [dal Catalogo Marini]. Molto probabilmente questa opera faceva parte di quella serie di quadri che furono lasciate dal pittore in una cassapanca prima di abbandonare Parigi, causa il cattivo andamento del conflitto Franco - Prussiano. Finita la guerra, pare che al suo ritorno non ritrovò più i suoi dipinti, ma, secondo Leonce Benedite, l'artista li recuperò e, successivamente, la vedova li vendette; quasi tutti sfuggirono ad una catalogazione successiva.