CRATERE A COLONNETTE
In ceramica a figure rosse
H. 45,5 cm; diam. all'orlo 36 cm
Italia meridionale, produzione apula, metà IV secolo a.C.
Grande cratere a colonnette a figure rosse e suddipinture bianche forse attribuibile alla cerchia del Pittore di Rodin (o bottega affine), caratterizzato da ampia bocca con orlo estroflesso, definita superiormente da una tesa piatta su cui è impresso un motivo ad onda continua. Sull'orlo la decorazione viene organizzata in tralci di foglie e puntinato ad andamento orizzontale e continuo, con ai lati una doppia estensione rettangolare che funge da punto di innesto per le anse a bastoncello verticale che scendono fino alla spalla. Su tali estensioni sono visibili delle palmette stilizzate a vernice nera. Il collo è ampio e mostra una decorazione accessoria ricavata in larghi spazi metopali in cui sono visibili tralci vegetali terminanti in foglie e fiori stilizzati realizzati in vernice nera. La spalla è poco estesa e mostra una decorazione a linee verticali che, insieme alle fasce laterali (a puntini) e inferiori (a meandro), crea rispettivamente due spazi in cui vengono incentrate le scene figurate (lato A e lato B). Il vaso termina con un piede conico con vernice nera applicata.
La pancia ha una forma ovoidale che tende a restringersi verso il basso. Il lato A presenta nell'insieme tre soggetti, tra cui: scena di libagione del guerriero con una donna abbigliata con un elegante himation plissettato, gioielli e capigliatura raccolta. Sorregge con la mano sinistra un'oinochoe che usa per versare del liquido, mentre con la destra tiene una situla; un soggetto maschile, seduto al centro, abbigliato con le tipiche vesti osche del guerriero, caratterizzate da ricami resi a fasce scure e puntini, con elmo a pilos e lance sorrette con la mano sinistra. La mano destra invece è flessa e sorregge una phiale; un secondo soggetto maschile, in piedi alle spalle del soggetto centrale, abbigliato anch'esso con le tipiche vesti da guerriero osco ed elmo a pilos. Il mantello ricade sul rispettivo avambraccio sinistro e con la relativa mano sorregge delle lance, mentre il braccio destro è leggermente flesso. Gli elementi decorativi sono riconducibili ad elementi floreali e ad uno scudo con spada. La presenza delle figure di ambito osco è una rara attestazione di come le popolazioni indigene italiche assimilarono l'influenza artistica e culturale greca nella propria produzione di opere d'arte.
Il lato B presenta una scena di conversazione fra tre soggetti, tutti abbigliati con himation e mantello che lasciano parzialmente scoperta una parte del petto. Uno sorregge un bastone mentre un secondo tiene con la mano destra un oggetto circolare decorato con puntini bianchi. In alto sullo sfondo due elementi circolari (halteres), pesi sportivi utilizzati per il salto in lungo. Tali oggetti, associati a questi tre giovani, suggerirebbero che quella rappresentata sia una scena di ambito sportivo.
La particolarità del vaso che ne accentua ulteriormente il pregio e la rarità, è data dal fatto che internamente, circa in corrispondenza della superficie dipinta in vernice nera posta all'interno del collo, vi è la presenza di un negativo in cui sono rimaste impresse porzioni dei registri inferiori dei lati A e B di un ulteriore vaso verosimilmente impilato all'interno di questo dove, con buona probabilità, la superficie non dipinta del vaso superiore (quindi le figure lasciate in rosso) hanno assorbito parte della vernice nera già applicata ma non totalmente fissata a questo vaso.
Cfr.: cratere a colonnette simile a questo, attribuito al Pittore di Rodin, è custodito presso il MET Museum di New York (n. inv. 06.1021.216).
Provenienza
Sotheby's, Londra, asta dell'11 dicembre 1989, lotto 174
Collezione privata