MOBILI, OGGETTI D'ARTE E SCULTURE DA COLLEZIONI PRIVATE

Firenze, 
mer 15 Febbraio 2023
Asta Live 1199
90

Filippo Tagliolini

€ 8.000 / 12.000
Stima
Aggiudicazione
Valuta un'opera simile

Filippo Tagliolini

(Fogliano di Cascia 1745 - Napoli 1809)

LA PIETÀ, 1790-1795

gruppo in bisquit, cm 44,5x33x28

 

Filippo Tagliolini (Fogliano di Cascia, 1745 – Napoli, 1809), The Pietas, bisquit

 

La scultura di bisquit, raffigura l’episodio evangelico della Pietà. Cristo morto è deposto dalla Croce e accolto tra le braccia della madre disperata. Il gruppo scultoreo poggia su una balza rocciosa: la Madonna seduta sorregge in grembo il corpo del Cristo esanime poggiato su un ginocchio e ne sostiene il capo con la mano destra mentre leva la sinistra verso il cielo, al quale rivolge il capo con espressione mesta. Di questo modello scultoreo esistono alcuni esemplari come si deduce dalla nota de’ prezzi dei modelli eseguiti negli anni 1796 fino al 1805. Nell’elenco compare un modello compreso tra i gruppi grandi raffigurante una Pietà. Nel 1807 all’atto della vendita della Real Fabbrica risultano ancora in elenco cinque esemplari del gruppo e la «forma della Pietà grande in cinque pezzi», e una forma della «Pietà in tre pezzi». Il gruppo in oggetto di analisi ci pare appartenere alle forme più antiche attribuibili alla mano di Filippo Tagliolini che dal 1780 fino alla morte lavorò come modellatore presso la Reale Fabbrica della porcellana di Napoli. Angela Caròla Perotti nella sua analisi della produzione delle plastiche sotto la direzione di Domenico Venuti sottolinea l’apporto innovativo che il Tagliolini fornisce alla manifattura, non solo con i più noti modelli ispirati alle antichità classiche, ma anche con opere più delicate e di tradizione, forse ispirate al contatto che l’autore ebbe con Antonio Grassi nella breve esperienza viennese. Ne nascono gruppi scultorei di grande impatto che la studiosa definisce di una «certa individualità»: la caduta dei Giganti e la Pietà.

In entrambe le opere la critica ha ritrovato un ricordo tenace della ispirazione michelangiolesca che l’autore, romano, porta nella sua formazione. Per Angela Caròla Perotti l’ispirazione del gruppo richiama lo schema compositivo della Pietà di Michelangelo soprattutto nell’iconografia del Cristo, seppure con qualche variante nella postura, mentre la posa dell’Addolorata sarebbe influenzata dall’arte sacra napoletana seicentesca.

Anche Alvar González-Placios, che ha studiato un gruppo scultoreo analogo conservato al Museo Filangeri, ritrova una ispirazione “romana” che individua nella Pietà del toscano Antonio Montaiuti in San Giovanni in Laterano riconoscendo così nell’opera in esame un’influenza condizionata dal barocco romano. Lo studioso rammenta inoltre tra le fonti di ispirazione anche una probabile conoscenza da parte del Tagliolini della Pietà di Annibale Carracci allora presente nella città di Napoli.

Il gruppo scultoreo vanta quindi un confronto stretto con i sopracitati gruppi di bisquit presi in esame dagli studi: il gruppo in collezione privata, formalmente a Napoli, pubblicato da  Angela Caròla Perotti da cui si distingue per alcuni lievi differenze nella dimensione e realizzazione della base e del panneggio e il gruppo del Museo Filangeri, anch’esso molto vicino, ma con una apparente maggiore asperità dei contorni.

 

Bibliografia di confronto

González-Palacios A., Lo scultore Filippo Tagliolini e le Porcellane di Napoli, Torino, 1988, n. 6

Caròla-Perrotti A., in La porcellana della Real Fabbrica Ferdinandea, Napoli 197, pp. 166-167, Tav CCXLVI e Tav CCXLVII, nn. 275-277