ASTA A TEMPO | OPERE SU CARTA: DISEGNI, DIPINTI E STAMPE DAL XVI AL XIX SECOLO

25 GIUGNO - 4 LUGLIO 2022

ASTA A TEMPO | OPERE SU CARTA: DISEGNI, DIPINTI E STAMPE DAL XVI AL XIX SECOLO

Asta a tempo, 1156
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
NO
Esposizione
FIRENZE
Sabato 25 giugno 2022   10-18
Domenica   26 giugno 2022   10-13
Lunedì 27 giugno 2022   10-18
Martedì 28 giugno 2022   10-18



 
 
 
Stima   100 € - 10000 €

Tutte le categorie

1 - 30  di 135
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Bottega di Giovanni Mannozzi, noto come Giovanni da San Giovanni, prima metà sec. XVII

ALBUM CON VOLATILI, SCIMMIA E SCOIATTOLO

volume rilegato in pergamena decorata in oro contenente trenta tavole raffiguranti animali dipinti a mano, matita nera, pennello e inchiostro acquarellato su carta vergellata e filigranata, mm 285x215

datato 1640 sul frontespizio manoscritto

 

Workshop of Giovanni Mannozzi, known as Giovanni da San Giovanni, first half of 17th century

ALBUM WITH BIRDS, A MONKEY AND A SQUIRREL

volume of 30 plates with hand colored animals, black chalk, brush and wash on watermarked laid paper, mm 285x215

dated 1640 on the handwritten frontispiece

 

Iscrizioni

A penna sul frontespizio "Questo libro di 30 carte d'Uccelli fatti al naturale / da Giovanni da San Giovanni quando dipinse nel / Palazzo de Pitti in Firenze l'ho comprato io / Atto Fabroni da suoi allievi in Bottega d'Antonio dell'Orso in / Firenze 1640"

 

Eccezionale testimonianza di un preziosissimo repertorio utilizzato, come chiarisce l'iscrizione, all'interno di una prolifica bottega fiorentina, quella di Giovanni da San Giovanni (1592 – 1636), ricercato frescante di primo Seicento, tra i protagonisti nella decorazione murale di Palazzo Pitti e di altre residenze della famiglia Medici. Con la sua vivacità pittorica riuscì ad assecondare l’inclinazione del granduca Cosimo II “alle cose della natura”, secondo il resoconto di Filippo Baldinucci, recuperando inoltre numerose soluzioni elaborate nell’officina di Bernardino Poccetti, artefice di alcune delle vedute prospettiche con grate aperte a scoprire cieli dipinti popolati di uccelli raffigurati con uno spiccato gusto descrittivo, che tra la fine del Cinquecento e l'inizio del Seicento si aprono sui soffitti delle ville e dei palazzi medicei  (si veda: Fasto di corte. La decorazione murale nelle residenze dei Medici e dei Lorena, a cura di M. Gregori, vol. I, Firenze 2005; vol. II, Firenze 2006).  

Atto Fabroni (1609-1692), acquirente dell'album nel 1640 secondo quanto dichiara nel frontespizio, è da riconoscere con ogni probabilità nello scultore e collezionista membro di un’importante famiglia pistoiese (cfr. A. Agostini, Atto Fabroni e il Crocifisso di Sant'Ignazio: storia e restauro, Firenze 2013).

 

Stima 4.000 / 6.000
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
13
Stima 600 / 800
Asta conclusa
16
Stima 1.000 / 1.500
Aggiudicazione:  Registrazione
Asta conclusa
29

Giovanni Domenico Porta

(San Maurizio d'Opaglio, 1722 - Roma, 1780)

RITRATTO DI PIO VI

matita nera e bianca, carta vergellata, mm 527x358

iscritto sulla pianta dell’Agro Pontino: “VIA DELLA LINEA PIA / SPIAGGIA ROMANA / PIANTA DELLE PALUDI PONTINE”

 

PORTRAIT OF PIO VI

black chalk, heightened with white, laid paper, mm 527x358

inscribed on the map of Agro Pontino “VIA DELLA LINEA PIA / SPIAGGIA ROMANA / PIANTA DELLE PALUDI PONTINE”

 

Provenienza

collezione Benjamin Wolff (Lugt 420)

 

Bibliografia di riferimento

O. Michel, Giovanni Domenico Porta, in “Mélanges d’archéologie et d’histoire”, 80, n. 1, 1968, pp. 283-354: pp. 332-333, 338.

S. Ceccarelli, Carlo Marchionni e la Sacrestia Vaticana, in Carlo Marchionni, “Studi sul Settecento Romano”, 4, a cura di E. Debenedetti, Roma 1998, pp. 57-134: pp. 74-75.

O. Michel, Deux portraites de Pie VI: vicissitudes d’une image officielle, in in Carlo Marchionni, “Studi sul Settecento Romano”, 4, a cura di E. Debenedetti, Roma 1998, pp. 135-144.

R. Leone, scheda in Il Museo di Roma racconta la città, a cura di R. Leone, F. Pirani, M. E. Tittoni, S. Tozzi, Roma 2002, p. 40.

 

Il grande foglio costituisce rarissima testimonianza dell’attività disegnativa di Giovanni Domenico Porta - ritrattista ufficiale della curia pontificia e artefice anche del grande ritratto celebrativo di papa Braschi sullo sfondo della Basilica Vaticana ripresa da Sud Ovest, oggi al Museo di Roma di palazzo Braschi - e servì da modello per l’incisione commissionata tra il 1779 e il 1780 da papa Pio VI a Camillo Tinti e Domenico Cunego.

Porta, dimostrando eccellenti doti di disegnatore, ha indugiato su ogni dettaglio per fornire a Cunego un’immagine precisa dell’effigie del papa e dell’ambientazione da trasferire nell’incisione. Sullo sfondo del disegno, dinanzi a San Pietro si notano chiaramente i lavori di costruzione della Sacrestia Vaticana (una delle più importanti opere architettoniche patrocinate da Pio VI).

L'esemplare qui presentato costituisce inoltre un documento di grande interesse perché testimonia che tra il 1779 e gli inizi del 1780 (Porta muore il 10 dicembre di quell’anno) tale cantiere era giunto alla costruzione del primo piano: in primo piano sul tavolo compare il progetto definitivo di Carlo Marchionni e non quello dell’architetto Giuseppe Subleyras ingaggiato in un primo momento mentre la mappa che sta mostrando il papa allude alla bonifica delle Paludi Pontine, che Pio VI avviò a partire dal 1777.

Questo elegante ritratto proviene dalla prestigiosa raccolta di Benjamin Wolff (Copenaghen, 1790-1866), grande collezionista che riuscì a mettere insieme in trent’anni un’eccezionale collezione di disegni di artisti europei che andava dal XVI al XIX secolo e che contava all’incirca 2000 fogli.

 

 

 

 

 

 

 

Stima 1.500 / 2.500
Asta conclusa
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