Opere su carta: disegni, dipinti e stampe dal secolo XV al XIX

Opere su carta: disegni, dipinti e stampe dal secolo XV al XIX

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez - Montalvo
1 OTTOBRE 2019
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
Venerdì     27 settembre  10-18  
Sabato      28 settembre  10-18
Domenica  29 settembre  10-18
Lunedì       30 settembre  10-18

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
151 - 180  di 197 LOTTI
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Carlo Labruzzi

(Roma, 1748  Perugia, 1817)

PAESAGGIO CON IL TEMPIO DI VESTA A TIVOLI

penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato nero, marrone e grigio, carta vergellata, mm 405x523

firmato e datato "C. Labruzzi 1795" (la data è poco leggibile) in basso a sinistra

                                                                          

A LANDSCAPE WITH THE TEMPLE OF VESTA IN TIVOLI

pen and ink, brush and black, brown and grey wash, laid paper, mm 405x523 

signed and dated "C. Labruzzi 1795"  lower left

                                                                          

Filigrana

"J.Honig & Zoonen"

 

Bibliografia di riferimento

P. A. De Rosa, La via Appia: nei disegni di Carlo Labruzzi alla Biblioteca Apostolica Vaticana, Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana,  2013

 

Pittore di paesaggi, Labruzzi si afferma nella Roma del XVIII secolo soddisfacendo le richieste di documentazione paesistica e topografica dei visitatori stranieri impegnati nel Grand Tour.

Cospicuo il numero di suoi disegni conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana e il Gabinetto delle Stampe di Roma dove i principali soggetti sono i siti archeologici dislocati lungo la via Appia Antica.

Il foglio qui offerto raffigura il Tempio di Vesta a Tivoli, riscoperto e studiato già da molti artisti del Rinascimento e successivamente amato da numerosi pittori romantici, attentamente restituito nelle sue componenti architettoniche e avvolto da un suggestivo e caldo chiaroscuro.

Labruzzi rende protagoniste le memorie del passato, tra i cui resti si aggirano poche figurette disegnate con grande disinvoltura, giocando un ruolo fondamentale nella trasformazione del paesaggio ideale arcadico in paesaggio storico, a carattere documentario e archeologico.

 

Stima   € 1.500 / 2.500
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Felice Giani                                                              
(San Sebastiano Curone, 1758  Roma, 1823)
MOSÈ FA SCATURIRE LE ACQUE
matita nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato, mm  438x583                          

MOSES STRIKING WATER FROM THE STONE
black chalk, pen and ink, brush and wash, mm 438x583                      

Iscrizioni
"Mose fa sorgere l'acqua" autografa, a penna sul recto in basso; "82" a penna sul recto in alto a sinistra; "Giani" a matita sul recto in basso a sinistra.

Bibliografia di riferimento
A. Ottani Cavina, Felice Giani 1758-1823 e la cultura di fine secolo, Milano 1999, 2 voll.

Lo studio con Mosè che fa scaturire le acque dalla roccia, molto finito, riquadrato e con l’indicazione del soggetto posto in calce, può trovare collocazione tra il primo e il secondo decennio dell’Ottocento quando Felice Giani è al culmine della carriera che lo aveva portato sino alla cerchia di Napoleone.

Nato in un paese posto tra Liguria e Piemonte, allora feudo di Andrea Doria Pamphili, a vent’anni è documentato a Bologna con Ubaldo Gandolfi e Domenico Pedrini per poi passare a Roma nel 1780: quelli successivi saranno gli anni cruciali della sua educazione, durante i quali iniziano a profilarsi le sue originali scelte formali, una nuova incisività nella conduzione del disegno e una capacità narrativa straordinaria dettata anche da una riduzione della profondità spaziale per ottenere una successione ritmata delle figure, a mo’ di fregio antico. La decorazione d’interni diventerà il suo campo d’azione privilegiato grazie anche alla sua bravura nella scelta di soggetti iconografici sempre misurati alla destinazione d’uso dell’ambiente o sugli interessi e inclinazioni del committente. 

Il grandissimo numero di disegni preparatori destinati ai cicli pittorici ha consentito, oltre che la definizione dell’opera autografa, una datazione piuttosto precisa di tali studi e in generale una cronologia attendibile per l’intera opera grafica, in gran parte conservata al Cooper-Hewitt Museum e presso il Gabinetto Nazionale Disegni e Stampe di Roma, ma con interessanti nuclei anche nelle collezioni pubbliche di Berlino, Bologna, Firenze, Forlì, Milano, Torino, alle quali si vanno ad aggiungere quelle private.

È assai probabile che l’esemplare presentato sia da annettere ai fogli finiti destinati al mercato, assai richiesti e apprezzati in quanto, senza mai ripetersi, Giani riusciva efficacemente a coniugare il titanismo di Füssli e la sua gestualità esasperata con l’eleganza e la scrittura fluente e decorativa propria della tradizione dei pittori frescanti. Riscontri formali e tipologici si possono trovare per esempio nel grande disegno raffigurante Le donne sabine pongono fine alla guerra fra Romani e Sabini della Biblioteca Civica di Forlì (fondo Piancastelli, album “Romagna, Stampe e Disegni”; cfr. A. Ottani Cavina cit., vol. II, scheda A3.17, p. 738, fig. 1066), datato negli anni a cavallo del 1810, e il Sacrificio a Esculapio conservato presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi (inv. n. 9906S; cfr. A. Ottani Cavina cit., vol. II, scheda A1.13, p. 709, fig. 1016), entrambi analogamente riquadrati e con il titolo della composizione in basso al centro.

Stima   € 10.000 / 15.000
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Luigi Ademollo

(Milano,1764 – Firenze, 1849) 

INGRESSO TRIONFALE DI ALESSANDRO MAGNO

matita nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato, bianca, carta preparata, mm 545x925

firmato "Luigi Ademollo inven et delin etas 22" in basso a sinistra

 

THE TRIUMPHAL ENTRY OF ALEXANDER THE GREAT

black chalk, pen and ink, brush and wash, heightened with white, prepared paper, mm 545x925

signed "Luigi Ademollo inven et delin etas 22" lower left

 

Bibliografia di riferimento

G. L. Mellini, Apertura per Luigi Ademollo in “Arte Illustrata”, n.57,1974, pp. 58 - 71; F. Leone (a cura di), Luigi Ademollo (1764 – 1849). L’enfasi narrativa di un pittore neoclassico, olii disegni e tempere, catalogo della mostra della galleria Carlo

Virgilio (Roma, 27 febbraio – 12 aprile 2008), Roma 2008, pp. 5 - 69; E. Radogna, Luigi Ademollo, pittore in palazzo Pitti alla corte degli Asburgo-Lorena. Parte I, in Fonti per la storia dei dipinti nella Cappella Palatina in © amicidipalazzopitti.it – Bollettino 2016 (2017), pp. 42 – 55.

 

Straordinari e inediti esemplari del brillante estro di disegnatore di Luigi Ademollo, databili agli anni della sua affermazione sulla scena fiorentina.

Il suo peculiare linguaggio, espressivo, enfatico, moralizzante e antichizzante, costituisce un unicum nell’ambito del neoclassicismo toscano, facilmente riconoscibile ma difficilmente imitabile.

A Firenze e in altre grandi e piccole città di tutta la Toscana è facile imbattersi, all’interno di molte chiese e palazzi, in sue decorazioni ad affresco: esaurita la frequentazione dell’Accademia di Brera, il pittore si affermò infatti all’improvviso nell’ambiente artistico fiorentino di fine Settecento, in occasione del concorso per la decorazione del teatro della Pergola che lo vide trionfatore (1788-1789). La grande quantità di commissioni che si susseguirono a questo lavoro, lo costrinse a rimanere sempre più a lungo, e poi definitivamente, a Firenze.

Risale al 1790 l’impegnativo progetto decorativo nella villa Grazzini o del Pozzino, alle porte di Firenze, nella zona di Castello, con lo scenografico Trionfo di Alessandro Magno in Babilonia, affrescato in una delle gallerie, purtroppo scialbato ma documentato da un gruppo di fotografie già citate dalla critica (cfr. G. L. Mellini, Apertura per Luigi Ademollo in “Arte Illustrata”, n.57,1974, pp. 58 – 71) e conservate nella fototeca del Kunsthistorisches Institut di Firenze.

Oltre alla generale impostazione e al ritmo incalzante impresso al corteo che accompagna il carro di Alessandro ritroviamo altri dettagli compositivi che permettono di mettere in relazione il nostro cartone di analogo soggetto a tale impresa decorativa, quali le due figure che spargono incenso sul dorso dell’elefante o quelle elegantissime che danzano in girotondo sulla destra.

In più occasioni Ademollo pose a protagonista delle sue composizioni Alessandro Magno ma la notizia più interessante è senz’altro il suo coinvolgimento nell’allestimento scenografico dell’opera Alessandro nelle Indie, diretta da Pietro Metastasio e rappresentata nel 1787: se è corretta l’interpretazione della sue età che l’artista ha indicato a fianco della firma, 22 anni, ci sarebbe una coincidenza di date e la possibilità di ipotizzare che i fogli qui presentati siano i cartoni preparatori per questo importante lavoro teatrale, cartoni poi riutilizzati, rielaborandoli e arricchendoli di dettagli ornamentali, per i fastosi affreschi in villa Grazzini.

La scena con la battaglia evidentemente pendant della scena di trionfo, non solo per formato e tecnica ma anche per la medesima incisività del tratto a penna nel rendere il dinamismo dei corpi nudi in movimento, può essere conseguentemente interpretata quale La Battaglia di Gaugamela.

La coppia di disegni verrà pubblicata in un articolo di Egle Radogna intitolato L’espressione grafica in Luigi Ademollo. Idee e progetti su carta per la committenza toscana, inserito nel volume monografico dedicato al disegno in Italia nell’Ottocento della rivista Predella che sarà edito nell’autunno di quest’anno.

Si ringrazia vivamente la studiosa per i suggerimenti forniti durante la redazione di questa scheda.

 

 

Stima   € 4.000 / 6.000
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Stima   € 800 / 1.200
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Scuola francese, sec. XIX                                                 

UOMINI IN COSTUMI ALBANESI                                                

coppia di disegni, matita nera, acquarello e tempera, carta vergellata, mm 287x213                                                                   

(2)                                                                       

                                                                          

French school, 19th century                                               

TWO MEN IN ALBANIAN COSTUMES                                              

a pair of drawings, pencil, watercolour and bodycolour,laid paper, mm  287x213                                                                   

(2)                                                                       

                                                                          

Iscrizioni                                                                

"Un Arnaut Domestique du Bacha Bofsarovetz"; "Un Arnaut, ou soit Albanier de la Peuplade du Bacha du Bofsarovetz" a penna sul recto in basso di ciascun foglio. Sul verso di entrambi sono ripetute le stesse frasi.      

 

Stima   € 400 / 600
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Salvatore Busuttil

(Gozo, 1798  1854)

SOLENNE PROCESSIONE VATICANA DEL CORPUS DOMINI

serie di 33 fogli, matita nera, penna e inchiostro, pennello e acquarelli colorati, carta vergellata, mm 300x400 ciascuno, uniti in un'unica striscia arrotolata all'interno di un cofanetto, lunghezza totale m 13 circa

                                                                          

SOLEMN VATICAN PROCESSION OF CORPUS DOMINI

a series of 33 sheets, black chalk, pen and ink, brush and colored watercolor, laid paper, mm 300x400 (each), m 13 (total length)

(33)

                                                                          

Bibliografia di riferimento

La processione del Corpus Domini nelle tavole di Salvatore Busittil(1837-1839), catalogo della mostra (Fondazione Marco Besso, 22 maggio - 30 giugno 2008), a cura di Antonio Martini, Roma 2008.

Un corteo di più di 750 persone si avvia lentamente, preceduto da tre plotoni di soldati in alta uniforme, verso la Basilica Vaticana: si tratta della processione che avviene ogni anno in Vaticano, quando il Pontefice nel giorno del Corpus Domini porta il Santissimo Sacramento per le strade di Roma, offrendolo alla venerazione pubblica.                            

Su una sequenza di 33 fogli il pittore maltese Salvatore Busittil, arrivato a Roma nel 1818 per accedere alla prestigiosa Accademia di San Luca dove entra in contatto con il già affermato Bartolomeo Pinelli, è riuscito a  rendere la straordinaria mutevolezza di un corteo al quale partecipano centinaia di categorie diverse di personaggi, dagli eleganti abiti degli aristocratici ai costumi folcloristici dei popolani, sino ai paramenti dei diversi membri del clero e degli ordini monastici e alle sgargianti uniformi di ufficiali e soldati.                                          

Innegabile è la cura con cui è analizzato ogni più piccolo dettaglio, quasi da ripresa in diretta, come dimostra la sua affinità anche con le cronache del tempo: il parallelo con lopera del già menzionato Pinelli è da questo punto di vista piuttosto calzante nonostante ci sia un certo divario stilistico.                                                               

Ben note sono le versioni stampate e acquarellate di questo soggetto, realizzate da Busuttil tra il 1837 e il 1839, dopo una lunga progettazione, di cui rimane la testimonianza in numerosi disegni - molti dei quali si trovano nella Biblioteca Romana A. Sarti (Accademia di San Luca) -, tra cui si segnalano gli esemplari conservati presso la Biblioteca Casanatense di Roma e la Biblioteca di Archeologia e Storia dellArte della medesima città

(BIASA).         

Non si conosce la destinazione di questa versione disegnata, semplificata nello sfondo e, con ogni probabilità destinata a un committente spagnolo per via delle didascalie che corrono in calce, in spagnolo appunto.       

Identica rimane anche nell'esemplare qui presentato l'estrema sensibilità dell'artista nei riguardi delle variazioni di luci e ombre e nella resa dei vividi colori, attraverso una costante verifica sul naturale.
             

 

Stima   € 10.000 / 15.000
Λ L'opera è corredata di certificato di libera circolazione
151 - 180  di 197 LOTTI