Opere su carta: disegni, dipinti e stampe dal secolo XV al XIX

Opere su carta: disegni, dipinti e stampe dal secolo XV al XIX

Asta

FIRENZE
Palazzo Ramirez - Montalvo
1 OTTOBRE 2019
ore 15.30

Esposizione

FIRENZE
Venerdì     27 settembre  10-18  
Sabato      28 settembre  10-18
Domenica  29 settembre  10-18
Lunedì       30 settembre  10-18

Tutte le categorie

Visualizzazione tipo lista
Visualizzazione tipo griglia
31 - 60  di 197 LOTTI
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Stima   € 1.000 / 1.500
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Scuola genovese, sec. XVII

BALAAM E L'ANGELO

matita nera, penna e inchiostro, carta vergellata, parzialmente applicato su cartoncino, mm 192x271

                                                                          

Genoese school, 17th century 

BALAAM AND THE ANGEL

black chalk, pen and ink, laid paper, partially laid down on a cardboard, mm 192x271

 

Filigrana

sole o stella a sei punte entro cerchio sormontato da croce

                                                                          

Iscrizioni

"Balamo" a penna in basso al centro sul verso

                                                                          

Provenienza

Firenze, collezione R. Fuda (timbro a secco in basso a sinistra e sul supporto)

 

Grazie a due recenti mostre dedicate all’attività artistica di Sinibaldo Scorza (Voltaggio, 1589 – Genova, 1631) – Sinibaldo Scorza. Favole e natura all’alba del Barocco, a cura di A. Orlando, Genova, Palazzo della Meridiana, 2017, e Sinibaldo Scorza (1589-1631): "avezzo a maneggiare la penna disegnando", a cura di Piero Boccardo e Margherita Priarone, Genova, Musei di Strada Nuova, Palazzo Rosso, 2017 – il corpus di questo pittore si è notevolmente arricchito di nuove tipologie disegnative, non più volte solo a restituire attraverso un meticoloso reticolo segnico animali o vibranti vedute di paese: sono stati infatti resi noti fogli in cui è più attentamente indagata anche la figura umana.

Il disegno presentato potrebbe pertanto rientrare in una produzione ancora malnota di Sinibaldo, dedicata alla realizzazione di opere a grandi figure, di soggetto religioso, di cui a oggi rimangono pochissime testimonianze, quali il Gesù servito dagli angeli della Pinacoteca dei Cappuccini di Voltaggio e l’Immacolata dell’Oratorio di San Giovanni Battista della medesima cittadina.

La resa puntuale, prossima a un lavoro incisorio, di ogni elemento figurativo, avvalendosi di una preliminare e leggera traccia a matita, non sempre visibile, soprattutto dove si fanno più insistiti i tratti paralleli e incrociati a inchiostro, caratterizza anche il nostro foglio, trovando pertanto numerosi riscontri sia tra i disegni conservati presso il Gabinetto Disegni e Stampe di Palazzo Rosso che tra il cospicuo nucleo conservato presso il Muzeum Narodowe di Cracovia.

 

 

Stima   € 1.000 / 1.500
Aggiudicazione:  Registrazione
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Artista neoclassico, fine sec. XVIII - inizio sec. XIX                    

NINFE AL BAGNO CON UN PUTTO CHE STA RUBANDO LE LORO VESTI                 

matita nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato, carta

vergellata, mm 186x247                                                    

                                                                          

Neoclassical artist, late 18th century - early 19th century               

NYMPHS BATHING WITH A PUTTO STEALING THEIR CLOTHES                        

black chalk, pen and ink, brush and wash, laid paper, mm 186x247          

                                                                          

Iscrizioni                                                                

leggera iscrizione a matita in basso a destra non leggibile               

                                                                          

Provenienza                                                               

Firenze, collezione R. Fuda (marchio a secco in basso a sinistra)         

 

Stima   € 400 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
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Stima   € 2.500 / 3.500
Aggiudicazione:  Registrazione
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François Boucher

(Parigi, 1703  1770)

DIANA E ENDIMIONE

matita nera, biacca, carta vergellata, entro montaggio originale di J. B. Glomy, mm 278x374

                                                                          

DIANA AND ENDYMION

black chalk, heightened with white, laid paper, laid down on an original Glomy mounting, mm 278x374

                                                                          

Iscrizioni 

"F Boucher" a penna in basso al centro; "F. Bouche" a penna in basso sul montaggio

                                                                          

Provenienza

Parigi, collezione J. B. Glomy (Lugt 1085); mercato antiquario; Firenze, collezione R. Fuda (marchio in basso a destra sul montaggio).

 

Bibliografia di riferimento

A. Laing, The drawings of François Boucher, New York 2003

 

Disegnatore assai prolifico, François Boucher realizzò su carta una grandissima quantità di soggetti impiegando un variegato ventaglio di tecniche. Cospicuo il nucleo di disegni raffiguranti putti e cupidi e voluttuose figure femminili, nude o drappeggiate, all’interno del quale riuscì a connotare e rendere unico ogni singolo foglio attraverso originali varianti.

Nonostante non possa essere riconosciuto quale progetto per alcuno dei suoi dipinti e soffitti noti, o finalizzato a una traduzione in incisione, ben riconoscibili sono i corpi tondeggianti dei putti alati e la sinuosità dei profili di Diana e Endimione raffigurati sull’esemplare offerto, da considerarsi pertanto autografo del pittore francese. Significativo il confronto per esempio con I cupidi che incoronano le tre Grazie di ghirlande di fiori della collezione W. Dressmann esposto alla mostra organizzata presso la Frick Collection di New York nel 2003 e pubblicato nel relativo catalogo (A. Laing, The drawings of François Boucher, New York 2003, scheda 78, pp. 202-203): la datazione lì proposta, 1760 circa, può essere presa come riferimento anche per il nostro caso. Analogo è l’intento di modellare i volumi attraverso un fitto tratteggio di brevi linee volto a ottenere un maggiore pittoricismo, anche grazie all’uso di sfumino e liquidi rialzi di biacca, rispetto alle prove giovanili dove maggiore risalto era dato alla linea di contorno.

Da rimarcare la provenienza del disegno, in quanto appartenente nella seconda metà del Settecento alla collezione di Jean Baptiste Glomy, esperto conoscitore di grafica e incorniciatore, a cui si deve anche l’invenzione di un nuovo metodo di montaggio per disegni e stampe che riscosse parecchio successo presso i suoi contemporanei.

 

 

 

 

 

Stima   € 6.000 / 8.000
Aggiudicazione:  Registrazione
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Scuola tosco romana, sec. XVI

PROGETTO PER UNA DECORAZIONE AD AFFRESCO

matita nera, penna e inchiostro, pennello e inchiostro acquarellato, carta vergellata, mm 278x370

 

Tosco Roman school, 16th century

DESIGN FOR FRESCO DECORATION

black chalk, pen and ink, brush and wash, laid paper, mm 278x370

 

Iscrizioni

"Maturino f. [...] Roma" a penna in basso sul recto.

 

Il nome di Maturino da Firenze compare, e così nel nostro caso, in iscrizioni antiche su numerosi disegni dall’attribuzione sempre discussa dalla critica, incerta tra i diversi allievi e seguaci di Raffaello.

Nato a Firenze ma attivo soprattutto a Roma, è Vasari a introdurre la sua figura nella doppia biografia dedicata a lui e a Polidoro da Caravaggio (Caravaggio, ca. 1500 - Messina 1546), citando opere fatte in associazione tra i due, decorazioni di facciate di palazzi, per lo più con monocromi a chiaroscuro o a graffito imitanti i rilievi antichi, la maggior parte andate perdute ma testimoniate da repliche e incisioni contemporanee.

Gli affreschi provenienti dal distrutto Casino Del Bufalo, staccati e oggi conservati, se pur in stato lacunoso, presso il Museo di Roma, sono tra i pochissimi resti di opere di Polidoro e Maturino a noi pervenute (cfr. S. Ginzburg Carignani, Rinascenza dell’antico e lingua moderna negli affreschi del Casino Del Bufalo: Polidoro e Maturino per Angelo Colocci, in Survivals, revivals, rinascenze, Roma 2017, pp. 407-419, con bibliografia precedente).

In mancanza di un sicuro appiglio disegnativo di mano di Maturino da utilizzare quale confronto, possiamo in questa sede limitarci a constatare il plasticismo e il gusto per il dettaglio decorativo che il foglio qui offerto condivide con le scene affrescate appena menzionate: di grande interesse si rivela per esempio accostare l’Andromeda incatenata alla roccia, lì raffigurata, con la capigliatura ondeggiante sulla roccia, alle solide figure alate del nostro disegno, con analoghi capelli fatti di ciocche serpentiformi. 

 

 

Stima   € 3.000 / 5.000
Aggiudicazione:  Registrazione
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Scuola toscana, sec. XVI

MADONNA COL BAMBINO

olio su carta applicata su tavoletta, mm 318x233

 

Tuscan school, 16th century

MADONNA COL BAMBINO

oil on paper, laid down on panel, mm 318x233

 

Iscrizioni

“GIORGIO VASARI 70” a pennello sul retro della tavoletta

 

Evidente il rapporto di filiazione di questa deliziosa Madonna col Bambino dipinta su carta con le numerose prove su questo tema, sia pittoriche che disegnative, di Giorgio Vasari (Arezzo, 1511 – Firenze, 1574). L’abbraccio tra madre e figlio si ritrova del tutto analogo nella tavola conservata presso il County Museum of Art di Los Angeles, identificata con la Sacra Famiglia dipinta dall’aretino a Venezia per il banchiere Francesco Leoni (cfr. U. Baldini, Giorgio Vasari pittore, Firenze 1994, p. 162; tav. p. 53; L. Lehmbeck, a cura di, Gifts of European Art from The Ahmanson Foundation. Vol. 1, in Italian Painting and Sculpture. Los Angeles, Los Angeles County Museum of Art, 2019). La composizione è stata adattata a un formato notevolmente ridotto, mantenendo il solo intreccio tra la Vergine e Gesù Bambino e alcuni dettagli decorativi volti a impreziosire un oggetto evidentemente destinato a un ambiente privato e a una sua osservazione raccolta, aggiungendone di ulteriori. Raffinatissimo il velo trasparente che dalla sommità del capo della Madonna scende sulla sua spalla, quasi a celare la spilla appuntata sulla veste.

I contorni, ondulati ma risoluti, che segnano le forme delle due figure, ribaditi da un sottile tratto a punta di pennello, sono poi gli stessi che caratterizzano i molti fogli autografi di Vasari, così come l’insistito panneggiare che risalta le solide volumetrie dei corpi: si veda per esempio la Sacra Famiglia con Sant’Anna e il Battista del british Museum di Londra (inv. 1895 – 9- 15 – 650) o l’analogo soggetto di un disegno della collezione del Louvre di Parigi (inv. 2087; cfr. F. Härb, The Drawings of Giorgio Vasari (1511 – 1574), Roma 2015, pp. 248-249, schede 104-105), datati entrambi verso il 1545.

 

 

Stima   € 5.000 / 8.000
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Scuola veneta, sec. XVI

LA MADONNA COL BAMBINO APPARE A FANTINO PIZZAMANO

VENEZIA RICEVE LA SPADA DELLA GIUSTIZIA

coppia di miniature da commissione ducale, tempera, inchiostro e oro su pergamena, mm 210x146 circa

(2)

 

Venetian school, 16th century

MADONNA AND CHILD APPEARING TO FANTINO PIZZAMANO

VENICE RECEVEING THE SWORD OF JUSTICE

a pair of illuminations from a commissione ducale, tempera, ink and gold on parchment, mm 210x146 circa

(2)

 

Bibliografia di riferimento

H. K. Szépe, Venice Illuminated. Power and Paintings in Renaissance Manuscripts, Yale University Press, New Haven and London 2018.

 

La coppia di raffinate miniature fa parte della Commissione del doge Alvise Mocenigo (1570-1577) a Fantino Pizzamano, come è riportato sul testo manoscritto presente sul verso della pergamena raffigurante Venezia mentre riceve la spada della Giustizia, relativa all’incarico del patrizio veneto come capitano di Brescia.

Le Commissioni dogali o ducali erano lussuose presentazioni di contratti che sancivano l’elezione a incarichi amministrativi sul territorio della Repubblica di Venezia: alcune pagine di tali copie manoscritte venivano abbellite con immagini allegoriche e religiose volte a celebrare la carriera politica dell’eletto e naturalmente la Serenissima.

Dopo la fine della Repubblica molti di questi manoscritti furono venduti e smembrati proprio per le loro preziose miniature e per le suntuose rilegature.

Da un punto di vista compositivo le due pergamene offerte sono assai vicine a quella con Girolamo Venier in adorazione della Madonna col Bambino proveniente dalla Commissione per Girolamo di Giovanni Andrea Vernier conservata presso la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, volta a ricordare il suo incarico di Podestà e Capitano di Capodistria del 1564 (cfr. H. K. Szépe, Venice Illuminated. Power and Paintings in Renaissance Manuscripts, Yale University Press, New Haven and London 2018, p. 29, fig. 0.14): simile è l’impostazione e il protagonismo delle figure all’interno di una cornice dorata, nel nostro caso più riccamente decorata.

Più stringenti confronti stilistici possono invece essere effettuati con alcune esemplari attribuiti al cosiddetto “Morgan Master”. Si tratta di una coppia di miniature per l’elezione di Sebastiano di Fantin Marcello a provveditore e capitano di Salò e della Riviera del Garda nel 1565, oggi nella collezione della Bibliothèque de l’Arsenal di Parigi (cfr. H. K. Szépe, Venice Illuminated, cit., p. 30, fig. 0.16) e di un’altra raffigurante Venezia che riceve la spada della Giustizia (da una Commissione di Antonio di Andrea Bragadin come Podestà di Brescia del 1567) della Pierpont Morgan Library di new York ( cfr. H. K. Szépe, Venice Illuminated, cit., p. 187, fig. 5.40), quest’ultima con una cornice abitata dalle personificazioni delle Virtù come nel nostro caso.

Le figure sono debitrici della cultura artistica veneta contemporanea e in particolare è stato suggerito come confronto i dipinti di Veronese e Giambattista Zelotti inseriti all’interno di fastose decorazioni dorate sui soffitti di Palazzo Ducale a Venezia. Si sottolinea infine il suggestivo naturalismo ritrattistico nella raffigurazione del volto del committente in adorazione della Madonna col Bambino.

 

 

 

Stima   € 8.000 / 15.000
31 - 60  di 197 LOTTI