• Jacques Courtois, il Borgognone

    151 Jacques Courtois, il Borgognone Jacques Courtois, il Borgognone (Saint-Hyppolite, 1621 - Roma, 1676) BATTAGLIA DI CAVALIERI olio su tela, cm 52,5x78   BATTLE SCENE oil on canvas, cm 52,5x78   Provenienza Finarte, Milano, 8 giugno 1984, lotto 469   Bibliografia G. Sestieri, I pittori di battaglie. Maestri italiani e stranieri del XVII e XVIII secolo, Roma 1999, p. 199, fig. 96   Da tempo celato alla vista in una raccolta privata milanese, il dipinto qui offerto si conferma oggi un autografo certo dell’artista borgognone, presentando in modo quasi paradigmatico le figure e l’impianto compositivo caratteristico del suo ricco catalogo di battaglie. La gamma cromatica luminosa e vivace suggerisce l’accostamento alla coppia di battaglie, di piccole dimensioni ed eccezionalmente dipinte su tavola, anch’esse vendute alla Finarte nel 1996 (G. Sestieri, 1999, p. 198, figg. 93-94). Particolarmente interessante è poi, nel nostro dipinto, la presenza di motivi e soluzioni compositive che passeranno con ben poche varianti nelle tele di Francesco Monti, il Brescianino, che del Borgognone si conferma, insieme a Pandolfo Reschi, il seguace più brillante e dotato. Numerosi confronti consentono infatti di tracciare una linea precisa tra il dipinto qui offerto e le tele del Monti all’Accademia dei Concordi di Rovigo che, non a caso, Sestieri (1999, p. 208, figg. 1-2 e tav. I) conferma al Brescianino ipotizzando però una possibile derivazione da modelli non identificati di Jacques Courtois: modelli, possiamo aggiungere oggi, certo non lontani dalla battaglia che qui presentiamo.   Stima   
    € 15.000 / 25.000
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  • Scuola romana, sec. XVII

    152 Scuola romana, sec. XVII Scuola romana, sec. XVII MADONNA ADDOLORATA olio su tela, cm 41,5x32   Roman school, 17th century THE WEEPING MADONNA oil on canvas, cm 41,5x32   Stima   
    € 2.500 / 3.500
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    Dettaglio Lotto

  • Scuola romana, sec. XVIII

    153 Scuola romana, sec. XVIII Scuola romana, sec. XVIII CAPRICCIO ARCHITETTONICO CON FIGURE olio su tela, cm 73x61   Roman school, 18th century ARCHITECTURAL CAPRICCIO WITH FIGURES oli on canvas, cm 73x61   Stima   
    € 2.500 / 4.000
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  • Cerchia di Peter Paul Rubens, sec. XVII

    154 Cerchia di Peter Paul Rubens, sec. XVII Cerchia di Peter Paul Rubens, sec. XVII BACCANALE olio su rame, cm 70x92   Circle of Peter Paul Rubens, 17th century BACCHANAL oil on copper, cm 70x92   Il dipinto è una replica, con alcune varianti, dall'originale di Peter Paul Rubens (1577-1640) datato 1635 e conservato al Museo del Prado. Stima   
    € 6.000 / 10.000
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  • Da Tiziano

    155 Da Tiziano Da Tiziano MADONNA DEL CONIGLIO olio su tela, cm 64X77   After Tiziano MADONNA OF THE RABBIT oil on canvas, cm 64x77   La composizione deriva dalla tela di Tiziano conservata presso il Museo del Louvre di Parigi.   Stima   
    € 1.000 / 2.000
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  • Scuola genovese, sec. XVII                                                

    156 Scuola genovese, sec. XVII                                                 Scuola genovese, sec. XVII                                                 ADORAZIONE DEI MAGI                                                        olio su tela, cm 130x100                                                                                                                              Genoese School, 17th Century                                               ADORATION OF THE MAGI                                                      oil on canvas, cm 130x100                                                  Stima   
    € 4.000 / 6.000
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  • Scuola veneta/olandese, inizio sec. XVII                          

    157 Scuola veneta/olandese, inizio sec. XVII                           Scuola veneta/olandese, inizio sec. XVII                           BETSABEA AL BAGNO olio su tela, cm 20x55 circa       Venetian/Dutch school, early 17th century BATHSHEBA AT HER BATH oil on canvas, cm 20x55                                                                                                  Stima   
    € 2.000 / 3.000
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  • Scuola fiamminga, sec. XVII

    158 Scuola fiamminga, sec. XVII Scuola fiamminga, sec. XVII BATTESIMO DI CRISTO olio su tela, cm 115x200     Flemish school, 17th century THE BAPTISM OF CHRIST oil on canvas, cm 115x200                                                                                                                   Stima   
    € 4.000 / 6.000
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  • Maestro di Popiglio

    159 Maestro di Popiglio Maestro di Popiglio (attivo a Pistoia e a Pisa nel secondo e terzo quarto del sec. XIV) MADONNA COL BAMBINO E QUATTRO ANGELI, 1360 circa tempera su tavola sagomata, fondo oro, cm 132x70   MADONNA WITH CHILD AND FOUR ANGELS, around 1360 tempera and gold on panel, cm 132x70   Corredato da parere scritto di Andrea De Marchi e Linda Pisani di cui pubblichaimo un estratto.   La tavola qui in esame è inedita e, secondo quanto comunica l’attuale proprietario, fu acquistata, circa quarant’anni addietro, da un collezionista di Toledo in Spagna.   Il dipinto, che, per le dimensioni, è immaginabile come il centro di un trittico o polittico, appare ben leggibile e giudicabile, nonostante i segni lasciati da vecchi interventi di restauro su alcune porzioni della superficie pittorica. Le sigle e la cultura figurativa dell’opera sono ben riconoscibili e permettono di identificare l’autore col cosiddetto Maestro di Popiglio, attivo fra il territorio pistoiese e quello pisano dagli anni trenta agli anni sessanta del Trecento. La tavola oggetto di questa scheda, inoltre, anche per parametri esterni come i dati della moda (si pensi agli scolli delle vesti, caratterizzati da una linea netta, come negli affreschi della Cappella Guidalotti Rinuccini di Giovanni da Milano), sembra appartenere alla fase tarda del maestro, sul 1360 circa. Il Maestro di Popiglio (noto anche, ma impropriamente, come Maestro del 1336 e sovrapponibile in parte al cosiddetto Francesco pisano o Francesco dell’Orcagna) deriva il proprio nome critico da un pentittico raffigurante la Madonna col Bambino fra i santi Lorenzo, Pietro, Giacomo Maggiore e Giovanni Battista conservato nel Museo d’arte sacra di Popiglio, ma un tempo presso la chiesa parrocchiale del paese di Popiglio, sulla montagna pistoiese. Alcune delle opere più antiche di questo maestro rivelano i suoi debiti nei confronti di un altro anonimo, il cosiddetto Maestro del 1310, protagonista della scuola pistoiese del primo Trecento e caratterizzato da una tempra espressiva ancor più forte. Non è un caso che, commentando il pentittico del Maestro di Popiglio raffigurante la Madonna col Bambino fra i santi Francesco, Giovanni Battista, Andrea ed Antonio abate, un tempo presso la cappella di Santa Lucia nella collegiata di Empoli ed oggi al museo della Collegiata, si sia parlato, di volta in volta, e con lessico colorito,  di “figure aggrondanti“e di una “ferinità insieme raffinata e popolare”.  Alle opere principali del Maestro di Popiglio (il namepiece, il pentittico empolese e la Madonna col Bambino della collezione Acton nella Villa La Pietra di Firenze) rinviano anche alcuni dettagli della Madonna con il Bambino ed angeli qui in esame: simili sono, sebbene meno incisivi ed appuntiti, i lineamenti del volto del Bambino, i suoi densi boccoli biondi e persino la collanina su cui spiccano un vistoso ciondolo apotropaico in corallo ed una crocellina dorata, che, per la sua sistemazione sbilenca, sembra esser rimasta impigliata fra i ricami che impreziosiscono la veste del piccolo Gesù. Tuttavia, come si accennava, la datazione della tavola sembra collocarsi nel decennio successivo alla metà del secolo, a notevole distanza dalle opere citate. Il prosieguo del percorso del maestro, che ha anche immediati riverberi nel territorio pistoiese, come mostrano una tavola ed un affresco a Montecatini Alto, sembra puntare in direzione di Pisa e del suo circondario. Si tratta però di opere molto discusse, la cui piena definizione critica attende ancora un assestamento definitivo. Come nel caso del polittico, molto impegnato, giunto alla Collezione Cini di Venezia dalla raccolta Toscanelli di Pontedera e raffigurante San Paolo in trono fra i santi Giovanni Battista, Pietro, Filippo e Giovanni Evangelista (cfr. F. Zeri, Dipinti toscani e oggetti d’arte della collezione Vittorio Cini, Vicenza 1984, pp. 13-16 e ora la scheda di F. Siddi, nel nuovo catalogo in corso di preparazione a cura di A. Bacchi e A. De Marchi), di cui ancora aperta è l'indagine che potrebbe portarlo a leggerlo quale esito della fase finale del percorso del Maestro di Popiglio I punti di maggior contatto fra la tavola qui schedata e il polittico Cini chiamano in causa soprattutto la raffigurazione dell’Annunciazione: basti pensare al profilo dell’Arcangelo da affiancare idealmente ad uno degli angeli in profilo che fanno corona alla Madonna col Bambino. Oltre alla somiglianza dei tratti (fatta eccezione per una certa sommarietà nella definizione delle mani), colpisce soprattutto il chiaroscuro intenso usato con funzione modellante. In sintesi, sembra da proporre una datazione all’inizio degli anni sessanta del Trecento ed un inquadramento nella tarda attività del Maestro di Popiglio.         Stima   
    € 35.000 / 50.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola dell’Italia settentrionale, sec. XV

    160 Scuola dell’Italia settentrionale, sec. XV Scuola dell’Italia settentrionale, sec. XV SALVATOR MUNDI LA TRINITÀ olio su tavola con tracce di oro, cm 82x50, lunetta, cm  31,5x49   North Italian school, 15th century SALVATOR MUNDI THE HOLY TRINITY oil and gold on panel, cm 82x50; lunette, cm 31,5x49   Bibliografia di riferimento La pittura in Liguria. Il Quattrocento, a cura di G. Algeri e A. De Floriani, Genova 1991.   L’opera può essere ricondotta alla cultura pittorica ligure tardo quattrocentesca, fortemente permeata da suggestioni lombarde. La geometrica stereometria dei volti, la costruzione dei panneggi, la lavorazione delle aureole e la staticità frontale e simmetrica adottata nella resa di entrambi i soggetti rimandano a soluzioni composte sulla base di suggestioni differenti e operanti in Liguria nell’ultimo quarto del XV secolo quando la cultura locale si apre al Rinascimento lombardo e parimenti all’influsso del linguaggio della Francia meridionale (si veda per esempio la produzione pittorica di Ludovico Brea): reiterate formule tradizionali,  come il partito grafico delle pieghe ancora preponderante e rigido, si ritrovano così a dialogare con significativi elementi di rinnovamento. Elementi di novità si riscontrano, nel nostro caso, nel paesaggio e nel morbido chiaroscuro dei volti. Si ringrazia Federica Volpera per i suggerimenti forniti durante la redazione della scheda.   Stima   
    € 20.000 / 30.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiamminga, sec. XVII

    161 Scuola fiamminga, sec. XVII Scuola fiamminga, sec. XVII NATIVITA' olio su marmo, cm 26,5x20,5   Flemish school, 17th century NATIVITY oil on marble, cm 26,5x20,5 Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola dell'Italia centrale, sec. XV

    162 Scuola dell'Italia centrale, sec. XV Scuola dell'Italia centrale, sec. XV SAN BERNARDO olio e oro su tavola, cm 47x31,5   Central Italian school, 15th century SAINT BERNARD oil and gold on panel, cm 47x31,5     Stima   
    € 1.000 / 2.000
    Aggiudicazione:
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  • Scuola lombarda, sec. XVII

    163 Scuola lombarda, sec. XVII Scuola lombarda, sec. XVII NATURA MORTA CON ORTAGGI olio su tela, cm 50x60   Lombard school, 17th century STILL LIFE WITH VEGETABLES oil on canvas, cm 50x60 Stima   
    € 2.500 / 3.500
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiamminga, sec. XVII

    164 Scuola fiamminga, sec. XVII Scuola fiamminga, sec. XVII COMPOSIZIONE CON VASO ANTICO E ANIMALI olio su tela, cm 61,5x72,5   Flemish school, 17th century STILL LIFE WITH ANCIENT VASE AND ANIMALS oil on canvas, cm 61,5x72,5   Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiamminga, sec. XVII

    165 Scuola fiamminga, sec. XVII Scuola fiamminga, sec. XVII TRIONFO DI GALATEA olio su rame, cm 54x72,5    Flemish school, 17th century THE TRIUMPH OF GALATEA oli on copper, cm 54x72,5                                                                                                                     Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola bolognese, sec. XVII

    166 Scuola bolognese, sec. XVII Scuola bolognese, sec. XVII LA VERGINE CHE CUCE CON TRE ANGELI olio su rame, cm 25x19   Bolognese school, 17th century THE VIRGIN SEWING ACCOMPANIED BY THREE ANGELS oil on copper, cm 25x19   Il dipinto replica il pendant della Vergine col Bambino e San Giovannino conservata al Louvre (inv. 524), ritenuto perduto sino alla sua ricomparsa nel 2001 in una collezione privata londinese. I due rami costituiscono le primi opere eseguite da Guido Reni, nel 1606, per la famiglia Borghese e donati in seguito al Papa. Malvasia sostiene che nel 1678 appartenessero già alle Collezioni Reali francesi dove nel XVIII secolo sono registrati insieme a un altro dipinto con soggetto analogo al nostro ma con alcune varianti (cfr. S. Pepper, Guido Reni. L'opera completa, Novara 1988, p. 224, scheda 21). Quest'ultimo, dove la Madonna ha la veste bianca ed è in compagnia di quattro angeli, è stato riconosciuto nell'esemplare battuto a New York da Sotheby's nel gennaio 2017. Entrambe le versioni della Vergine che cuce erano in precedenza note non solo attraverso le puntuali descrizioni delle fonti (Malvasia, Félibien, D'Argenville, Mariette) ma anche grazie alle versioni incisorie che ne furono tratte e alle numerose copie di qualità eterogenea in circolazione. Per quanto riguarda il nostro caso, e dunque la variante con veste rossa e tre angeli, le traduzioni a stampa furono opera di G. Tournière, C. Errard e di S. Vouillemont apportando in alcuni casi variazioni alla composizione. La fedele e puntuale resa di questa fortunata scena, l'attenzione nel disegno anatomico - si osservi per esempio la delicatezza nella gestualità della Madonna - e nella conduzione delle sottili pieghe, porta a non escludere che l'esemplare qui offerto possa essere uscito dalla bottega dello stesso Reni.     Stima   
    € 5.000 / 7.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola italiana, sec. XVIII

    167 Scuola italiana, sec. XVIII Scuola italiana, sec. XVIII RITRATTO DI NOBILUOMO olio su tela, cm 60x47   Italian school, 18th century PORTRAIT OF GENTLEMAN oil on canvas, cm 60x47     Stima   
    € 4.000 / 6.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola olandese, sec. XVII

    168 Scuola olandese, sec. XVII Scuola olandese, sec. XVII PAESAGGIO FLUVIALE CON MULINO olio su rame, cm 18x23   Dutch school, 17th century LANDASCAPE WITH A MILL IN THE FOREGROUN oil on copper, cm 18x23 Stima   
    € 2.500 / 4.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Da Rubens, sec. XVII

    169 Da Rubens, sec. XVII Da Rubens, sec. XVII Il GIARDINO DELL'AMORE olio su tavola, cm 74x108,5   After Rubens, 17th century THE GARDEN OF LOVE oil on panel, cm 74x108,5   L'opera replica con varianti il grande dipinto dedicato all'amore galante di Rubens, oggi conservato al Museo del Prado di Madrid. Stima   
    € 4.000 / 8.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiamminga, sec. XVII

    170 Scuola fiamminga, sec. XVII Scuola fiamminga, sec. XVII ADORAZIONE DEI MAGI olio su rame, cm 20,5x16,5     Flemish School, 17th century THE ADORATION OF THE MAGI oil on copper, cm 20,5x16,5                                                                                                                      Stima   
    € 1.000 / 2.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola Fiorentina, sec. XVII

    171 Scuola Fiorentina, sec. XVII Scuola Fiorentina, sec. XVII MADONNA CON BAMBINO olio su tela, cm 80x60   Florentine school, 17th century MADONNA WITH CHILD oil on canvas, cm 80x60   Stima   
    € 5.000 / 8.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola fiamminga, prima metà sec. XVII

    172 Scuola fiamminga, prima metà sec. XVII Scuola fiamminga, prima metà sec. XVII PAESAGGIO CON GREGGI E PELLEGRINI DI EMMAUS olio su tela, cm 90x130                                                                               Flemish school, first half of 17th century LANDSCAPE WITH FLOCKS AND THE DISCIPLES AT EMMAUS oli on canvas, cm 90x130                                        A partire dai primi anni del Seicento si afferma sulla scena artistica romana, grazie all’esecuzione di originali e fortunate invenzioni, il pittore fiammingo Paul Bril (Anversa, 1554 – Roma, 1626): i suoi paesaggi spanentano pertanto assai ricercati presso la committenza portando alla ripetizione delle composizioni di maggiore successo. È il caso del Paesaggio con ritorno delle greggi e pellegrini di Emmaus qui offerto, di cui ben note sono la tela conservata presso la quadreria di Palazzo Pitti di Firenze, parte con il suo pendant, del gruppo di quadri acquistati nel 1618 dall’eredità dell’abate Bardi, per volere di Carlo de’ Medici, e la sua variante autografa, firmata e datata in basso al centro “P. Bril 1617”, del Louvre. Un ulteriore esemplare, firmato “Paulo Brilo” ed esposto a Utrecht nel 1965, come appartenente a un collezionista genovese, è considerato una variante del quadro a Pitti, mentre corrisponde sin nei minimi dettagli il dipinto esposto a Londra nel 1955, di collezione privata romana (cfr. F. Cappelletti, Paul Bril e la pittura di paesaggio a Roma 1580-1630, Roma, pp. 287-288, schede 131-133). Considerata meno convincente è la versione comparsa sul mercato antiquario a Bruxelles, nella galleria Robert Finck (ill. in “Arte illustrata”, ottobre-dicembre 1969, fig. 11). L’opera presentata si discosta solo per l’assenza di un paio di figurine, intatto rimane l’efficace effetto di profondità spaziale mediante il forte contrasto di masse e luci, qui accentuato dall’imponente presenza del grande edificio sulla destra, che costituì il punto di forza dei paesaggi di Paul Bril.                                     Stima   
    € 3.000 / 5.000
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  • Antonio Franchi

    173 Antonio Franchi Antonio Franchi (Villa Basilica, Lucca, 1638 - Firenze, 1709) LA MADDALENA CHE RINUCIA ALLE VANITÀ olio su tela, cm 96x118   THE REPENTANT MAGDALENE oil on canvas, cm 96x118   Bibliografia di riferimento F. S. Baldinucci, Vita di Antonio Franchi lucchese, pittor lucchese, Firenze, Biblioteca Nazionale, Cod. palt. 565, vol. I, c. 25v; M. Gregori, Ricerche per Antonio Franchi, in "Paradigma", 1, 1977, pp. 65-89.   Ricordata come dispersa da Mina Gregori nell'approfondimento dedicato dalla studiosa ad Antonio Franchi nel 1977 (M. Gregori, Ricerche per Antonio Franchi, in "Paradigma", 1, 1977, pp. 65-89), l'animata e voluttuosa tela qui presentata può essere identificata con certezza con quella dettagliatamente descritta da Francesco Saverio Baldinucci nella biografia dedicata al pittore lucchese: "Tra gl'altri quadri fatti per questa gran Principessa fu molto stimato quello di due braccia e mezzo in cui rappresentò Santa Maria Maddalena penitente che tornata pomposa ma convertita dalla predica di Cristo, se ne sta sedendo sopra d'un letto, riguardando cogl'occhi lacrimanti il Cielo, donde si vedono venire con vago splendore adorni più angioletti, parte de quali portano strumenti di penitenza; altri, calati in terra, strappano vezzi e collane e spezzano specchi e vasi e alcuni altri con lingue di fuoco significanti l'amor di Dio, fulminano gl'amori carnali, i quali, investiti di tali fiamme, se ne fuggono mezzi incendiati" (F. S. Baldinucci, Vita di Antonio Franchi lucchese, pittor lucchese, Firenze, Biblioteca Nazionale, Cod. palt. 565, vol. I, c. 25v). La commissione dell'opera al Franchi da parte della "gran Principessa" citata da Baldinucci, ovvero Vittoria della Rovere, madre del granduca Cosimo III de' Medici, trova conferma negli scritti autografi conservati agli Uffizi dove il pittore aveva annotato: "La G. Duchessa Madre mi ha ordinato per mezzo del Sig.r Diacinto Marmi un quadro di circa due braccia di una S. maria madalena in atto di rinuntiar le vanità del mondo, o vero S.ta Pelagia o S.ta Egittiaca a mia elettione." (BSU, ms 354, Carte manoscritte originali del pittore Antonio Franchi il lucchese): contratti, diari, conti, ricevute, ricettari in vari fascicoli di vario formato, 2; c. 17v). L'appunto risale al 1687 e il 5 ottobre dello stesso anno la tela viene saldata per il valore di 60 scudi: dal 1674 l'artista lucchese si era trasferito a Firenze, andando a ricoprire il ruolo di pittore di corte già del Sustermans e godendo della stima incondizionata di Vittoria della Rovere che gli accordava grande libertà nella scelta dei soggetti da dipingere come chiaramente si evince dallo scritto riportato. Confronti stringenti si possono stabilire con un paio di dipinti considerati capolavori del Franchi, il Tempio d'Amore e il Salomone adora un idolo pagano, eseguiti intorno al 1675 per il Marchese Pier Francesco Rinuccini, pervenuti in seguito per via ereditaria alla famiglia Corsini e quindi venduti sul mercato antiquario londinese, e con la Venere e amorini realizzata per la principessa Violante nel 1694, ora nei depositi delle Gallerie fiorentine. Nonostante il soggetto sacro, il nostro dipinto rivela la medesima connotazione mondana e una analoga "vena arcadica ed erotica", come evidenziato da Mina Gregori, nonché un gusto improntato verso un "venezianismo classicheggiante" e una ricca gamma cromatica giocata su tinte smaglianti, indaco, giallo e damasco, proprie della produzione pittorica del Franchi fra gli anni Ottanta e i Novanta del Seicento. La finezza esecutiva,  dall'attenta resa dei capelli ondulati alla descrizione delle stoffe cangianti impreziosite di lumeggiature, e l'illustre committenza medicea ampiamente documentata, rendono l'opera un ritrovamento di estrema importanza.   Il dipinto è corredato di perizie scritte di Paola Betti e di Federico Berti. Stima   
    € 40.000 / 70.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola dei Bassano, sec. XVII

    174 Scuola dei Bassano, sec. XVII Scuola dei Bassano, sec. XVII CRISTO NELL'ORTO DEI GETSEMANI olio su rame, cm 36x28   School of Bassano, 17th century CHRIST IN THE GARDEN OF GETHSEMANE oil on copper, cm 36x28       Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Dettaglio Lotto

  • Scuola italiana, sec. XVIII

    175 Scuola italiana, sec. XVIII Scuola italiana, sec. XVIII NATIVITA' olio su rame, cm 47x36   Italian school, 18th century NATIVITY oil on copper, cm 47x36   Stima   
    € 2.000 / 3.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola di Scipione Pulzone, sec. XVII

    176 Scuola di Scipione Pulzone, sec. XVII Scuola di Scipione Pulzone, sec. XVII RITRATTO DI FRANCESCO I DE' MEDICI olio su tela, cm 141,5x116   School of Scipione Pulzone, 17th century PORTRAIT OF FRANCESCO I DE' MEDICI oil on canvas, cm 141,5x116   Il dipinto, eseguito in controparte e con alcune varianti, si ispira all'originale di Scipione Pulzone conservato alla Galleria degli Uffizi di Firenze. Stima   
    € 10.000 / 15.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
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  • Giovanni Luigi Rocco, inizi sec. XVIII

    177 Giovanni Luigi Rocco, inizi sec. XVIII Giovanni Luigi Rocco, inizi sec. XVIII COMBATTIMENTO TRA CAVALIERI TURCHI E CRISTIANI coppia di dipinti ad olio su tela, cm 27,5x47,8 (2)   A BATTLE SCENE BETWEEN TURKISH AND CHRISTIANS SOLDIERS a pair of paintings, oil on canvas, cm 27,5x47,8 (2)   Provenienza Finarte, Roma, 26 novembre 1985   Bibliografia G. Sestieri, I pittori di battaglie, maestri italiani e stranieri del XVII e XVIII secolo, Roma, 1999, p. 441, fig. 7 (uno riprodotto) Stima   
    € 7.000 / 10.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
    Dettaglio Lotto

  • Scuola dell'Italia settentrionale, sec. XVII

    178 Scuola dell'Italia settentrionale, sec. XVII Scuola dell'Italia settentrionale, sec. XVII RITRATTO DI GENTILUOMO IN ARMATURA olio su tela, cm 78,5x62,5   North Italian school, 17th century PORTRAIT OF GENTLEMAN IN ARMOUR oil on canvas, cm 78,5x62,5       Stima   
    € 3.000 / 5.000
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  • Scuola spagnola, sec. XVII

    179 Scuola spagnola, sec. XVII Scuola spagnola, sec. XVII SAN PAOLO olio su tavola, cm 83,5x60,5    Spanish school, 17th century SAINT PAUL oil on panel, cm 83,5x60,5        Stima   
    € 4.000 / 8.000
    Dettaglio Lotto

  • Giuseppe Bacigalupo

    180 Giuseppe Bacigalupo Giuseppe Bacigalupo (Pian dei Preti, 1744 – Genova, 1821) PAESAGGI CON PASTORI E VIANDANTI coppia di dipinti, olio su tela, cm 71x85,5 (2)   LANDSCAPES WITH SHEEPHERDS AND WAYFARERS a pair of paintings, oil on canvas, cm 71x85,5 (2)   Provenienza Già Genova, villa Saluzzo Mongiardino   Bibliografia di riferimento F. R. Pesenti, L’illuminismo e l’età neoclassica, in La pittura a Genova e in Liguria dal Seicento al primo Novecento, II, Genova 1987, pp. 349-375; L. Rossi, Giuseppe Bacigalupo, in E. Gavazza, L. Magnani, Pittura e decorazione a Genova e in Liguria nel Settecento, Genova 2000, p. 421; A. Orlando, Dipinti genovesi dal Cinquecento al Settecento, Torino 2010, pp. 24-26.   Protagonista della pittura di Giuseppe Bacigalupo è la natura e i suoi personaggi, tratti dai testi evangelici e mitologici o, come nel nostro caso, pastori e viandanti, abitano sempre ampi scenari esemplati sulla campagna romana. Durante i sei anni trascorsi a Roma, a partire dal 1772, dove era entrato in contatto con Mengs, Batoni e i fratelli Unterberger, l’artista genovese aveva scoperto la sua inclinazione per la pratica del genere paesaggistico, recandosi spesso nei dintorni della città a dipingere quadri immerso nella natura. A questa ricerca del reale, Bacigalupo aveva comunque affiancato lo studio dei modelli della pittura di paesaggio seicenteschi, quali Domenichino, Poussin, e Lorrain. Rientrato a Genova nel 1779, si afferma pertanto presso l’aristocrazia locale quale esecutore di scene paesaggistiche, spesso realizzate in serie di quattro o più, tra cui la più famosa è quella composta di sei tele con storie mitologiche commissionatagli da Giacomo Filippo III Durazzo per una stanza del suo palazzo in via Balbi, ancora oggi nota come “Sala del Bacigalupo” (collezione Durazzo Pallavicini Cattaneo Adorno). La coppia di tele presentata proviene da uno dei salotti di villa Saluzzo Mongiardino, fatta edificare all’inizio del XVIII secolo sulle colline di Albaro a Genova: altre due tele con identica provenienza, caratterizzate dalla medesima atmosfera elegiaca e inserite in medesime cornici intagliate e dorate, sono state pubblicate nel catalogo della Galleria Giamblanco del 2014. La lucida descrizione del dato naturale attraverso minute e calibrate pennellate viene stemperata dall’attento dosaggio della luce dai toni dorati che restituisce quella visione sentimentale e arcadica che fanno del Bacigalupo il continuatore della pittura di “paesaggio ideale”.                         Stima   
    € 10.000 / 18.000
    Aggiudicazione:
    Registrazione
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