LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

14 FEBBRAIO 2018

LIBRI, MANOSCRITTI E AUTOGRAFI

Asta, 0244
FIRENZE
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
ore 10:30
Esposizione
FIRENZE
9 - 13 Febbraio 2018
orario 10-13 / 14–19 
Palazzo Ramirez-Montalvo
Borgo degli Albizi, 26
info@pandolfini.it
 
 
 
Stima   100 € - 20000 €

Tutte le categorie

91 - 120  di 144
91

((Illustrati 700) ARIOSTO, Ludovico. Orlando Furioso di m. Lodovico Ariosto; delle annotazioni de’ più celebri autori che sopra esso hanno scritto, e di altre utili, e vaghe giunte in questa impressione adornato, come nell'indice seguente la prefazione si vede. In Venezia, nella stamperia di Stefano Orlandini, 1730.

Un volume in folio in 2 parti (396 x 274 mm). [xlviii] 576 pp. [iv] 1-108 [2] 109-400 pp. Ritratto calcografico dell’Ariosto inciso da Caro Orsolini in antiporta, frontespizio in rosso e nero con vignetta calcografica che raffigura impresa ariostesca (fuoco che scaccia api dall'arnia: Pro bono malum). 46 tavole calcografiche (una all’inizio di ogni canto). Seconda parte: Opere di m. Lodovico Ariosto in questa impressione esattamente raccolte, e di scelte annotazioni adornate, tomo secondo, che contiene i Cinque canti, che seguono la materia del Furioso […]. Frontespizio entro cornice calcografica e 5 tavole calcografiche, il tutto inciso da Giuseppe Filosi. A carta Z1r occhietto “Commedie […]” in cornice xilografica. Piena pelle marezzata coeva, dorso riccamente decorato in oro, sguardie in carta decorata, tagli srpuzzati di blu. Ex libris al contropiatto e timbro di appartenenza in calce al piatto posteriore. Il libro è stato purtroppo gravemente danneggiato dall’umidità e presenta gore evidenti alle prime ed ultime carte; il resto delle carte, per quanto prive di gore (è presente un occasionale ingiallimento), sono tutte increspate.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 500) ARIOSTO, Ludovico. Orlando furioso di m. Lodouico Ariosto, tutto ricorretto, et di nuove figure adornato. In Venetia, appresso Vicenzo Valgrisi, nella bottega d'Erasmo, 1556.

In 8vo in 2 parti (231 x 164 mm). [iv] 556 [88] pp. Scompleto delle prime 10 e ultime 32 pagine, incluso il frontespizio. 46 incisioni xilografiche a piena pagina tutte presenti. Piena pelle marezzata settecentesca, dorso con tassello dorato e riccamente decorato in oro, tagli spruzzati di rosso. Copia gravemente difettosa, non solo perché scompleta ma anche afflitta da numerosi vizi (parecchi margini rinforzati, occasionali gallerie di tarlo ai margini, pallide gore, margine superiore rifilato in diversi punti, piede del dorso eroso dai tarli).

Due celebri e splendide edizioni del Furioso, qui non al loro meglio. Nonostante le pagine increspate, la copia dell’Orlandini è completa, in bella legatura coeva e mantiene ancora una sua dignità. L’esemplare Valgrisi si aggiunge solo perché si tratta comunque di una prima edizione di notevole rarità.

(2 volumi)

Stima    250 / 350
Aggiudicazione:  Registrazione
92

(Costume – Illustrati 700 – Gran Bretagna) Gallerie des modes et costumes Français dessinés d’après nature, gravès par les plus Cèlèbres Artistes en ce genre, et colorés avec le plus grand soin par Madame Le Beau. Ovrage commencée en l’année 1778. A Paris, Chez les S.rs Esnauts et Rapilly, 1778-[1785].

In folio (408 x 245 mm). Frontespizio allegorico e 14 tavole calcografiche colorate a mano, incise da Le Roy, Le Beau, Voysard, Dupin, Patas su disegni di Desrais e Le Clerc. Pergamena rigida posteriore con sottile cornice dorata ai piatti. Tracce d’uso al margine bianco inferiore del frontespizio e di qualche altra tavola, ma nel complesso copia molto buona.

Deliziosa selezione da una collezione di tavole pubblicate tra il 1778 ed il 1785. Il frontespizio allegorico, un tripudio di putti e broccati, raffigura Follia e Amore che scelgono accessori alla moda, mentre il Gusto, ritratto con ali di farfalla per evidenziarne la leggerezza, illumina con una torcia le loro scelte. Le tre tavole successive offrono una galleria di acconciature e copricapi alla moda, inclusa una splendida mise femminile da caccia. Seguono illustrazioni a piena pagina di magnifici costumi, tutti femminili, con didascalie che ne dettagliano le stoffe utilizzate, le occasioni in cui indossarli, il tipo di acconciatura o copricapo. Di particolare interesse la tavola che ritrae una “jeune dame” dal parrucchiere, intenta a leggere l’Art d’aimer di Ovidio. Tutte le tavole sono finemente colorate a mano.

Stima    200 / 300
Aggiudicazione:  Registrazione
93

(Viaggio – Venezia – Illustrati 700) BELLIN, Jacques Nicolas. Description géographique du golfe de Venise et de la Morée. Avec des Remarques pour la Navigation, & des Cartes & Plans des Côtes, Villes, Ports & Mouillages. A Paris, de l’imprimerie de Didot, 1771.

In 4to (250 x191 mm). xii 235 [1] pp. Fregi xilografici. Antiporta disegnata e incisa da Arrivet, 2 testatine e 49 tavole (di cui 15 ripiegate), tutte incise in rame. Pieno vitellino marezzato coevo, grandi armi del Baron de Vendeuvre impresse in oro al centro dei piatti, dorso a 5 nervi e 6 scomparti, il secondo con tassello in marocchino rosso e titolo dorato, gli altri riccamente decorati in oro, sguardie marmorizzate, tagli rossi. Qualche carta occasionalmente ingiallita, per il resto esemplare molto bello, con le tavole in freschissima impressione.

SPLENDIDA COPIA CON ILLUSTRE PROVENIENZA, di questo ricercato saggio dedicato al golfo di Venezia dal geografo francese Jacques Bellin. Le numerose tavole raffigurano carte geografiche e mappe di coste, città, porti e attracchi, con indicazioni nautiche. Oltre ad una splendida mappa topografica di Venezia, ci sono tavole dedicate a Brindisi, alle Tremiti, Ancona, Chioggia, Trieste, Parenzo, Pola, la Dalmazia, Zara, Ragusa, Spalato, Corfù, Cefalonia, Zante, Atene, Corinot, ecc. Guillaume Pavée de Vendeuvre (1779-1870) è stato un politico, deputato e pari di Francia. Auditeur del Consiglio di Stato sotto il Primo Impero, divenne maître des requêtes sotto la Restaurazione. Fu consigliere generale e deputato dell’Aube dal 1820 al 1824 e dal 1827 al 1837, e poi pari di Francia dal 1837 al 1848.

Stima    1.500 / 1.800
Aggiudicazione:  Registrazione
94

(Illustrati 700) DIDEROT, Denis – D’ALEMBERT. Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et de métiers, par une societè de gens de lettres. Mis en ordre et publiè per M. Diderot, [...] e quant à la partie mathématique par M. d'Alembert, [...] Tome premier [- dix-septieme]. A Paris, chez Briasson, David l’ainé, Le Breton, Durand, 1751-1765.

17 volumi in folio (394 x 256 mm). Antiporta allegorica incisa da Prevost su disegno di Cochin (piccola gora pallida al margine inferiore). Vignetta xilografica al frontespizio di tutti i volumi. Testo su due colonne, iniziali e fregi xilografici. Vol. 1: [viii] lii 1 tavola ripiegata fuori testo (piccolo strappo), 914 [2] pp. Vol. 2: [iv] iv 871 [3] pp. Vol. 3: [iv] xvi 906 pp. (cerniera anteriore fragile). Vol. 4: [iv] iv 1098 pp. Vol. 5: [iv] xviii 1011 pp. Vol. 6: [iv] viii 926 [2] pp. Vol 7: difforme dagli altri (396 x 257 mm); ha legatura simile ma tasselli in marocchino rosso e verde, e tagli marmorizzati azzurri; [iv] xiv 1025 pp. Vol. 8: [ii] ii 936 pp. e 1 tavola ripiegata fuori testo. Vol. 9: [ii] 956 pp. Vol. 10: [ii] 927 pp. Vol. 11: [ii] 963 pp. Vol. 12: [ii] 965 pp. Vol. 13: [ii] 914, 34 pp. Vol. 14: [ii] 949 pp. Vol. 15: [ii] 950 pp. Vol. 16: [ii] 962 pp. Vol. 17: [ii] 890 pp. Vitello marezzato coevo, dorso a 6 nervi e 7 scomparti, il secondo e terzo con titoli dorati, gli altri decorati in oro, unghiatura con doppio filetto dorato, sguardie marmorizzate, tagli rossi. Ex libris Giancarlo e Ninetta Lombardi al contro piatto del primo volume. Un volume difforme, tracce d’uso alle legature.

[con:]

Recueil de planches, sur les sciences, les arts liberaux, et les arts méchaniques, avec leur explication. A Paris, chez Briasson, David, Le Breton, Durand, 1762-1772.

11 volumi in folio (390 x 254 mm). Vignetta xilografica al frontespizio di tutti i volumi. Testo su due colonne, iniziali e fregi xilografici. 251, 205, 192, 277, 235, 266, 245, 237, 210, 266 e 194 tavole (2578 in tutto, contando come 1 tavola le doppie, le triple e le quadruple). Vitello marezzato coevo, dorso a 6 nervi e 7 scomparti, il secondo e terzo con titoli dorati, gli altri decorati in oro, unghiatura con doppio filetto dorato, sguardie marmorizzate, tagli marmorizzati azzurri. Pallida gora ad alcune pagine di testo e al margine superiore di alcune tavole dell’ottavo volume, che è anche leggermente slegato; strappo ad una tavola del decimo volume; gora al margine superiore dell’undicesimo volume.

[con:]

Supplément à l’Encyclopédie, ou Dictionnaire raisonné des sciences, des arts et de métiers, par une societè de gens de lettres. Mis en ordre et publiè per M.***. Tome premier [- dix-septieme]. A Amsterdam, chez M. M. Rey, libraire, 1776-1777.

5 volumi in folio (387 x 247 mm). Vol. 1: [iv] iv 926 pp. e 3 tavole ripiegate fuori testo. Vol. 2: [iv] 933 pp. e 1 tavola ripiegata fuori testo. Vol. 3: [iv] 984 pp. e 1 tavola ripiegata fuori testo. Vol. 4: [iv] 1004 pp. Vol. 5: [iv] 22 pp. e 244 tavole (contando le doppie come tali). Vitello marezzato coevo, dorso a 6 nervi e 7 scomparti, il secondo e terzo con tasselli in marocchino rosso e verde con titoli dorati, gli altri decorati in oro, unghiatura con doppio filetto a secco, sguardie marmorizzate, tagli rossi. Il quinto volume (389 x 250 mm) rilegato in modo uniforme a volumi di planches.

[con:]

Table analytique et raisonnée des matieres contenues dans les XXXIII volumes in-folio du Dictionnaire des sciences, des arts et des métiers, et dans son Supplément. Tome premier [-second. A Paris, chez Panckoucke; A Amsterdam, chez Marc-Michel Rey, 1780 (A Paris, de l’Imprimerie de Stoupe, 1780).

2 volumi in folio (385 x 245 mm). [iv] 944 pp. [iv] 907 pp. Vitello marezzato coevo, dorso a 6 nervi e 7 scomparti, il secondo e terzo con tasselli in marocchino rosso e verde con titoli dorati, gli altri decorati in oro, unghiatura con doppio filetto a secco, sguardie marmorizzate, tagli rossi. Pallide gore al margine superiore del secondo volume.

PRIMA EDIZIONE DI QUESTA CELEBRE OPERA, compendio universale del sapere, nonché primo esempio di moderna enciclopedia di larga diffusione e successo, cui guarderanno e si ispireranno nella struttura quelle successive. La sua introduzione, il Discorso Preliminare, è considerata un’importante esposizione degli ideali dell’Illuminismo, nel quale viene altresì esplicitato l’intento dell’opera di incidere profondamente sul modo di pensare e sulla cultura del tempo. Stampata con una tiratura per l’epoca assai elevata (attorno alle 4.250 copie), l’Encyclopédie, diretta con passione da Diderot nell’arco di oltre 20 anni, occupò circa mille operai e si avvalse di oltre 130 collaboratori (tra cui Voltaire, Rousseau e Montesquieu), che scrissero 74.000 articoli. L’opera ebbe un impatto enorme, anche se fu oggetto di travagliate vicende editoriali: nel 1752, i Gesuiti ottennero la proibizione del primo e secondo tomo, e fu solo grazie all’intervento di Madame de Pompadour (che ha accanto a sé un volume dell’Encyclopédie nel famoso ritratto di lei eseguito da La Tour) e del magistrato Malesherbes, che si poté riprendere la pubblicazione. Dopo questo episodio, D’Alembert si defilò e si occupò solo di contributi in materia matematica. Nel 1759, il privilegio di stampa venne nuovamente soppresso perché si vide nell’opera un tentativo di promuovere l’ateismo. Malesherbes ottenne però il permesso di stampare dei volumi di tavole, mentre la pubblicazione di quelli di testo proseguiva clandestinamente. Mutazioni negli equilibri politici consentirono di pubblicare senza difficoltà gli ultimi volumi. Per ulteriori approfondimenti, si veda l’ottimo sito https://encyclopedie.uchicago.edu/. La presente copia è completa di tutti i suoi volumi, inclusi i due finali di indici, spesso assenti. Proviene dalla collezione del noto ingegnere, imprenditore e politico Giancarlo Lombardi, di cui è presente l’ex libris nel primo volume.

(35 volumi)

Stima    15.000 / 20.000
Aggiudicazione:  Registrazione
95

(Illustrati 700) DIDEROT, Denis. Encyclopédie, ou Dictionnaire Raisonné des Sciences, des Arts et des Métiers […]. Tome premier [- dix-septième]. Seconde Edition enrichie de notes, & donnée au Public par M. Octavien Diodati noble Lucquois. Lucca, Vincenzo Giuntini, 1758-1776.

17 volumi in folio (414 x 270 mm). Antiporta allegorica incisa da Cochin su disegno di Jean Laurent Guidotti (rilegata assieme all’Explication all’inizio dell’undicesimo volume di tavole). Vignetta calcografica incisa da Carlo Gregori su disegno di Domenico Paladini ai frontespizi di tutti i volumi. Testo su due colonne, iniziali e fregi xilografici.

Vol. 1: [viii] i lx 777 [1] pp. Testata e capolettera incisi su rame, tavole “Système figuré des connoissances humaines” ripiegata all’inizio del volume. Vol. 2: [iv] ii 740 pp. Vol. 3: [iv] xxvii [i] 751 [1] pp. Vol. 4: [iv] x 911 [1] pp. Vol. 5: [ii] xx 857 [1] pp. Vol. 6: [iv] viii 781 [1] pp. Vol. 7: [iv] xvii [i] 886 [2] pp. Vol. 8: [iv] iv 775 [1] pp. “Tableau des Mesures” ripiegato in fine. Vol. 9: [iv] 774 pp. Vol. 10: [iv] 740 pp. Vol. 11: [iv] 776 pp. Vol. 12: [iv] 777 [1] pp. Vol. 13: [iv] 737 [1] 34 pp. Vol. 14: [iv] 808 pp. Vol. 15: [iv] 806 pp. Vol. 16: [iv] 827 pp. Vol. 17: [iv] 764 pp.

[con:]

Planches pour l’Encyclopédie […]. Tome Premier [- Onzième]. Seconde edition. Lucca, Giuntini, 1765-1776.

11 volumi in folio (414 x 270 mm). 253, 206, 195, 275, 236, 266, 239 (su 243), 237, 210, 267, e 194 tavole [2578 in tutto]. Il quarto volume intitolato Recueil de planches, sur les sciences, les arts libéraux, et les arts méchaniques, avec leur explication. A Paris, Chez Briasson, David, Le Breton, 1765.

[con:]

Nouveau Dictionnaire, pour servir de Supplément aux Dictionnaires des Sciences, des Arts et des Métiers, par une Societé de Gens de Lettres. Mis en ordre et publié par M***. […] Tome premier [-quatrieme]. A Livourne, de l'Imprimerie des editeurs, 1778-1779.

4 volumi in folio (416 x 270mm). Fregio xilografico su tutti i frontespizi ad eccezione del primo volume, che riporta lo stemma calcografico del dedicatario Pietro Leopoldo, arciduca di Toscana. Vol. 1: [iv] iv 876 pp. e [3] tabelle ripiegate. Vol. 2: iv 882 pp. e [1] tabella ripiegata. Vol. 3: [iv] 394 pp. e [1] tabella ripiegata. Vol. 4: [iv] 955 [1] pp.

In tutto 32 volumi in folio, di cui 31 uniformemente rilegati in piena pergamena coeva, tassello in carta rossa con titoli e decorazioni in oro ai dorsi, tagli spruzzati di rosso e azzurro o solo in rosso, ex libris sabaudo ai contropiatti dei primi sette volumi di testo. Vol. 4 della Planches da un’edizione differente (Parigi, 1765) e rilegato in vitello marezzato, dorso a sei nervi con decorazioni e tasselli dorati, sguardie marmorizzate, tagli rossi. Carta con arrossature, come d’uso. Assenti l’antiporta di Planches e Supplément, il frontespizio del quinto volume di testo, una delle tabelle ripiegate nell’ottavo volume di testo, la “Lettera ai letterati” di 3 pp. e le tavole 108-111 del settimo volume. Gore d’umidita ai margini di tre volumi (più pronunciata nella seconda metà del sesto volume di tavole). Gallerie di tarlo al margine superiore di alcuni quaderni del settimo volume di testo (senza alcuna perdita di testo), e al margine interno di alcuni quaderni del primo volume di tavole (senza intaccare le tavole). Tracce d’uso alle legature. Nel complesso un buon esemplare genuino.

PRIMA EDIZIONE ITALIANA E SECONDA ASSOLUTA, ECCEZIONALMENTE ARRICCHITA DEI QUATTRO VOLUMI DI SUPPLÉMENT facenti parte della seconda edizione italiana pubblicata a Livorno tra il 1770 e il 1779. La bellezza dell’esemplare consiste nella sua completezza e uniformità. Di questa edizione lucchese, non meno rara della prima edizione parigina, la cui pubblicazione era iniziata solo pochi anni prima (nel 1751) e si concluse nel 1772, furono stampate 1550 copie. Curata dal nobile Ottaviano Diodati (1716-1786), essa fu “una delle maggiori imprese editoriali non solo in ambito locale, dove l’arte tipografica come "branca di commercio”, per sostenere le residue risorse di una languente economia, veniva potenziata nella seconda metà del secolo, ma in riferimento al livello tipografico-editoriale dell'intero ‘700 italiano.”

(32 volumi)

Stima    6.000 / 8.000
Aggiudicazione:  Registrazione
98

(Illustrati 700) LA FONTAINE, Jean de. Fables choisies, mises en vers par J. de La Fontaine. Tome premier [-quatrième]. A Paris, chez Desaint & Saillant, chez Durand, de l’imprimerie de Charles-Antoine Jombert, 1755-1759.

4 volumi in folio (405 x 270 mm). Vol. 1: [iv] xxx xviii 124 pp. Antiporta allegorica incisa da Dupuis e Cochin su disegno di Oudry, ritratto di Oudry inciso da Tardieu dal dipinto di L’Argillière, e [70] tavole incise. Vol. 2: [iv] ii 135 [1] pp. e [68] tavole incise. Vol. 3: [iv] iv 146 [1] pp. e [68] tavole incise. Vol. 4: [iv] ii 188 pp. e [69] tavole incise. 209 vignette xilografiche. Legatura coeva in vitello marezzato, piatti riquadrati da triplice filetto dorato, dorso a 6 nervi e 7 scomparti, il secondo e il terzo con titoli dorati, gli altri riccamente decorati in oro; unghiatura e dentelle dorate, sguardie marmorizzate, tagli dorati. Qualche carta e tavola ingiallita, qualche strappo marginale (un paio di tavole del terzo volume con strappi più lunghi), qualche macchia e sgualcitura, assente l’ultima carta bianca nel terzo volume, che è leggermente difforme dagli altri, cerniere un po’ fragili e altre tracce d’uso alle legature.

CELEBRE E MAGNIFICA EDIZIONE DELLE FAVOLE DI LA FONTAINE, uno dei capolavori dell’illustrazione rococò e una delle opere illustrate più famose di tutti i tempi. I quattro volumi contengono, oltre all’antiporta allegorica e al ritratto dell’illustratore, 275 straordinarie tavole calcografiche incise dai migliori intagliatori dell’epoca su disegni di Jean-Baptiste Oudry (1686-1755), pittore, incisore, disegnatore di porcellane e di cartoni d’arazzo, dal 1722 pittore ufficiale delle “caccie reali” di Luigi XV (“Peintre du Roy”). Le tavole furono intagliate da Aubert, Aveline, Baquoy, Beauvais, Beauvarlet, Cars, Chedel, Chenu, Chevillet, Cochin, Cousinet (Elisabeth), Dupuis, Duret, de Fehrt, Fessard, Flipart, Floding, Gaillard, Gallimard, Lebas, Legrand, Lemire, Lempereur, Marvie, Menil, Moitte, Ouvrier, Pasquier, Pelletier, Pitre-Martenasie, Poletnich, Prévost, Radigues, Riland, Rode, Salvador, Sornique, Surugue, Tardieu, e Teucher. Incantano il realismo con cui sono ritratti gli animali, la bellezza dei paesaggi che fanno da sfondo, la vivacità delle scene, la finezza dei dettagli.

(4 volumi)

Stima    1.500 / 2.000
Aggiudicazione:  Registrazione
99

(Legatura – Illustrati 700) Missale romanum ex decreto sacrosancti Concilii tridentini restitutum. Venetiis, Sumptibus Pauli Balleonii, 1702.

In folio (320 x 230 mm). 460 lxxx pp. Frontespizio e testo su due colonne stampati in rosso e nero, con iniziali e fregi xilografici. Vignetta al frontespizio e 3 tavole calcografiche, tutte incise da Suor Isabella Piccini. Legatura coeva in velluto cremisi riccamente decorata in argento, tagli dorati e goffrati, 6 segnacoli in seta verde tenuti assieme da fermaglio in argento. Strappo alla carta D4, qualche traccia del tempo, ma nel complesso copia bellissima su carta forte.

 

SPLENDIDO MESSALE D’INIZIO ‘700, IN SONTUOSA LEGATURA COEVA IN VELLUTO E ARGENTO. I due piatti recano al centro grandi placche ovali in argento sbalzato che raffigurano San Francesco (piatto anteriore) e Sant’Antonio (piatto posteriore), incorniciate da ghirlanda floreale. La medesima decorazione è ripresa ai cantonali ed ai fermagli. Altre decorazioni in argento lungo i bordi dei piatti.

 

Le 4 calcografie presenti all’interno del volume furono incise da “Elisabetta Piccini, o meglio suor Isabella Piccini, una delle rare e assai poco conosciute donne incisore. Nasce nel 1644 a Venezia da una famiglia di incisori veneziani. Suo padre Jacopo Piccini (attivo fino al 1669) e suo zio Guglielmo riproducono su rame i quadri di Tiziano e di Rubens, ma lavorano anche come illustratori per tipografi ed editori. Dunque sin da piccola Elisabetta vede lastre di rame e bulini, inchiostri e libri illustrati. Il padre la educa alla pratica del disegno e del bulino, che richiede una certa forza. Elisabetta impara ad incidere in maniera profonda la lastra, cosa che consente ai tipografi di “tirare” un numero significativo di stampe; per questo motivo, e per il compenso davvero modesto, le sue incisioni sono molto richieste. È un’adolescente quando il padre viene a mancare. Ma ha un “mestiere”, tanto che il 20 novembre 1663, a soli 19 anni, è già imprenditrice di sé stessa: Elisabetta presenta al Doge la domanda per l’autorizzazione in esclusiva alla stampa di alcuni soggetti da lei incisi dopo la morte del padre ed il Senato le accorda tale Privilegio. Ma per una fanciulla, seppur forte della sua competenza ma certamente non abbiente, la scelta del convento è più o meno obbligata. Così nel 1666, poco più che ventenne, entra nel convento francescano di Santa Croce in Venezia e cambia il suo nome in suor Isabella. Entrare in convento significa per Isabella poter esercitare la sua arte in tutta tranquillità e in un ambiente, per così dire, protetto. La sua attività, che l’accompagnerà per tutta la vita, è intensa, feconda, vitale: suor Isabella fornisce opere ai più conosciuti editori veneziani. Riesce a stento a far fronte alle commissioni dei tipografi liturgici e dei librai – per citarne qualcuno: a Venezia Bartoli, a Padova la Tipografia del Seminario, a Brescia Gromi e a Bassano i Remondini, con i quali avrà una relazione d’affari di oltre quarant’anni ed un intenso epistolario. Sono talmente tante le richieste che riceve, che «potea darne dugento annui ducati al monastero per andarne esente da ogni officio» (Moschini 1924, p. 50). […] La sua produzione è legata soprattutto alla illustrazione di testi sacri, messali, libri di preghiere, breviari, biografie di Santi, ma anche ritratti, stampe divulgative di genere profano, soggetti allegorici ed illustrazioni di manuali. I suoi lavori sono apprezzati dagli editori e molto richiesti dal pubblico, che ama quelle rappresentazioni religiose dal sapore semplice e sincero. […] Suor Isabella muore in povertà la sera del 29 aprile 1734, a 90 anni.” (enciclopediadelledonne.it)

Stima    2.500 / 3.000
Aggiudicazione:  Registrazione
100

(Feste – Illustrati 700 – Teatro – Napoli) Narrazione delle solenni reali feste fatte celebrare in Napoli da Sua Maestà il re delle Due Sicilie Carlo Infante di Spagna ... per la nascita del suo primogenito Filippo Real Principe delle Due Sicilie. In Napoli, 1749.

In folio atlantico (645 x 434 mm). Antiporta incisa da Carlo Gregori, 16 pp. seguite da [15] tavole calcografiche, di cui 13 a doppia pagina e 2 ripiegate più volte, incise per lo più da Giuseppe Vasi, ma anche da Angelo Guiducci, Felice Polanzani, Luigi Le Lorrain, e Nicolas Desjardins, su disegni dello scenografo Vincenzo Re. Vignetta calcografica al frontespizio, testatina ed iniziale calcografiche nel testo. Legatura tardo ottocentesca in mezzo marocchino avana con titolo dorato al dorso. Antiporta risarcita all’angolo inferiore esterno (senza perdite), tracce d’uso al margine inferiore del frontespizio, piccolo strappo al centro dell’ultima tavola e altri minimi difetti, ma nel complesso buona copia.

PRIMA EDIZIONE DI UNO DEI PIÙ SPETTACOLARI LIBRI DI FESTE DEL SETTECENTO ITALIANO, le cui grandi tavole illustrano nei minimi dettagli scenografie e partecipanti delle celebrazioni svoltesi a Napoli nel 1747, in occasione della nascita del primogenito di Carlo Sebastiano di Borbone (Carlo III di Spagna dal 1759). La splendida antiporta allegorica, sullo sfondo della quale si intravede il Vesuvio, ritrae il piccolo principe Filippo, “nato dalla Vittoria, presentato a Partenope accennato dal Sebeto, dalle Sirene e dalla Regia Villa di Portici. La Fede l’accoglie in Seno, l’educa Astrea, l’ornano le Grazie, Pallade l’istruisce per la pace, e Marte per la guerra, onde la fama lo consacra all’immortalità.” La vignetta d’apertura al testo raffigura una veduta di Baia, mentre le tavole rappresentano: la pianta della parte del palazzo utilizzata per le feste; la Real Sala sontuosamente addobbata per la prima Festa del Ballo di Parata; la “Sala del Palazzo Reale apparata per la Festa di Ballo in Maschera”; la pianta del Real Teatro di San Carlo; la “Sala del Palazzo Reale apparata per la Serenata”; la favolosa scenografia della “Serenata”; uno spaccato del Real Palazzo ove si vedono la Real Sala, le Camere da Giuochi e le Camere de’ Rinfreschi”; uno “Spaccato del Regio Teatro S. Carlo adornato per la Festa da Ballo” (tavola larga 1 metro e 36 centimetri); la “Parte del Reale Teatro S. Carlo adornato per la pubblica Festa da Ballo”; la “Gran Festa da Ballo” vista in prospettiva; il fiabesco giardino del Real Palazzo approntato con due alberi della Cuccagna; la “Facciata del Castello di Nuovo illuminato di Trasparenti”; la “Prospettiva della Macchina del Fuoco artifiziale, posta nella Piazza del Castel Nuovo”; una pianta di tale “Macchina del Fuoco d’Artifizio”; e infine un enorme spaccato geometrico della medesima macchina pirotecnica (tavola alta circa 1 metro). Vincenzo Re (1695-1762), autore dei disegni, fu lo scenografo principale del Teatro di San Carlo dal 1740 fino alla sua morte. Disegnò e costruì scenografie per oltre 100 opere teatrali, e per innumerevoli celebrazioni di Corte e festival nei palazzi della nobiltà di Napoli.

Stima    2.000 / 2.500
Aggiudicazione:  Registrazione
101

(Inghilterra – Illustrati 700) PINE, John. The Tapestry Hangings of the House of Lords: Representing the several Engagements between the English and Spanish Fleets, in the ever memorable Year MDLXXXVIII, with the portraits of the Lord High-Admiral, and the other Noble Commanders, taken from Life. To which are added […] Ten Charts of the Sea-Coasts of England, and a General One of England, Scotland, Ireland, France, Holland &c. Shewing the places of action between the two Fleets […]. London, 1739.

In folio (515 x 368 mm). [vi] 23 [1] pp. Frontespizio inciso entro elaborata cornice figurata, testo su due colonne, 18 tavole a doppia pagina montate su brachette. Legatura posteriore in mezzo marocchino blu notte con angoli, tasselli in marocchino rosso con titoli dorati al dorso, piatti marmorizzati, taglio superiore dorato. Frontespizio leggermente fiorito, altre minime fioriture marginali soprattutto alle pagine di testo, tracce del tempo, minime abrasioni alla legatura ma nel complesso copia molto buona.

MAGNIFICA OPERA che riproduce la serie di arazzi che documentavano le battaglie quotidiane tra la flotta britannica e l’Invincibile Armata spagnola nel 1588, e la successiva sconfitta di quest’ultima. Originariamente disegnati nel 1588 da Robert Adams, gli arazzi furono poi progettati da Hendrick Cornelisz Vroom e realizzati da Francis Spiering nel 1589 per Lord Howard di Effingham. Successivamente venduti a re Giacomo I, restarono appesi nella House of Lords dal 1616 fino alla loro distruzione nel fuoco che devastò Westminster nel 1834. L’opera si apre con una dedica a re Giorgio II, seguita da una lista dei sottoscrittori, e dalla relazione di Philip Morant dell’invasione spagnola del 1588. Essa include un elenco delle navi che costituivano la flotte britanniche e spagnole, con i rispettivi nomi, il peso, il numero di marinai e i nomi dei capitani di ciascuna nave. Seguono cinque tavole a doppia pagina che raffigurano dieci successivi assetti di guerra al largo delle coste dell’Inghilterra del sud, numerate I-X ed impresse in inchiostro verde. La sesta tavola a doppia pagina, colorata a mano, ritrae Regno Unito ed Irlanda con i vari luoghi degli scontri tra la flotta inglese e quella spagnola. Le dieci tavole successive, sempre a doppia pagina, numerate I-X, rappresentano scene delle battaglie stampate in inchiostro verde e ricchissime di dettagli. Tutte queste tavole sono contenute entro spesse ed elaborate cornici figurative con scene, ritratti di personaggi, grottesche e ornamentazioni varie, finissimamente incise in ogni particolare. L’opera si chiude con due mappe a doppia pagina, di cui la prima illustra le fortificazioni lungo le coste della Cornovaglia e del Devonshire, la seconda raffigura il corso del Tamigi, entrambe colorate a mano e spesso assenti. La presente copia è completa e in ottimo stato di conservazione.

Stima    8.000 / 9.000
Aggiudicazione:  Registrazione
102

(Firenze) SEGNI, Bernardo. Storie fiorentine di messer Bernardo Segni, gentiluomo fiorentino, dall’anno 1527 al 1555. Colla vita di Niccolò Capponi, gonfaloniere della repubblica di Firenze, descritta dal medesimo Segni suo nipote. In Augusta, appresso David Raimondo Mertz, e Gio. Jacopo Majer, 1723.

In folio in 2 parti (335 x 215 mm). [xii] 384 [46] [ii] 42 [4] pp. Ritratti calcografici di Segni e Capponi, entrambi incisi da Johann Heinrich Storcklein. Frontespizio in rosso e nero, testatine e iniziali figurate xilografiche. Ex libris ottocentesco di Vincenzo Follini. Mezza pergamena coeva con angoli, titolo manoscritto al dorso, piatti marmorizzati, in barbe. Area di scrittura pallidamente brunita, leggere fioriture occasionali e altre mimine tracce del tempo, ma nel complesso buona copia in barbe.

PRIMA EDIZIONE di questa storia di Firenze dal 1527 al 1555, privo del paragrafo che narra il “il turpe eccesso di Pier Luigi Farnese contra il Vescovo di Fano” a p. 340, sostituito da una serie di puntini (cfr. Gamba n. 912). Segni apparteneva ad antica famiglia di mercanti; entrato al servizio dei Medici nel 1535, fu ambasciatore di Cosimo I presso Ferdinando I d'Asburgo ed ebbe numerose altre cariche pubbliche. Letterato, filologo, traduttore e storico, Segni abbandonò l'interesse per i temi storico-politici che caratterizzava i migliori storici del Rinascimento per preferire una trattazione prevalentemente letteraria. Dalla collezione di Vincenzo Follini (1759-1836), bibliotecario, bibliografo e storico italiano.

Stima    300 / 350
Aggiudicazione:  Registrazione
103

(Illustrati 700) VADE, Jean Joseph. Oeuvres poissardes de J. J. Vadé suivies de celles de L'Ecluse; édition tirée à 300 exemplaires dont 100 sur grand papier; et ornée de figures imprimées en couleur. A Paris, chez Defer de Maisonneuve, de l’imprimerie de Didot le jeune, 1796.

In folio (347 x 260 mm). 6 [2] 167 [1] pp. e [4] tavole stampate a colori. Legatura ottocentesca in mezzo marocchino verde scuro con angoli titolo impresso in oro a grandi caratteri lungo il dorso, sguardie marmorizzate, in barbe. Ex libris di Cortlandt Field Bishop al contropiatto e timbro di W. Trull al verso dell’occhiello. Pallide fioriture occasionali ai margini, qualche pagina ingiallita, minime abrasioni alle cerniere, per il resto copia molto buona.

UNO DEI 100 ESEPLARI SU CARTA GRANDE, CON IMPORTANTE PROVENIENZA, di questo capolavoro dell’illustrazione a colori del XVIII secolo. L’opera contiene infatti 4 tavole stampate “à la poupée”, metodo all’epoca innovativo e tipico delle pubblicazioni di Defer de Maisonneuve, incise da Clement su disegni di Nicolas Monsiau. Le tavole illustrano i quattro canti del poema “épi-tragi-poissardi-héroicomique” intitolato “La Pipe cassée” e ritraggono vivaci scenette di vita popolare quotidiana nella Francia di fine Settecento. Cortlandt Field Bishop (1870-1935) fu un pioniere americano di aviazione e viaggi in automobile, proprietario della casa d’aste che sarebbe poi stata acquistata da Parke-Bernet e successivamente dalla Sotheby’s, e grande bibliofilo. La sua favolosa collezione, che includeva una copia del First Folio e preziosi manoscritti miniati, fu venduta in varie sessioni d’asta nel 1938.

Stima    600 / 800
104

(Viaggio – Australia – Storia naturale – Illustrati 700) WHITE, John. Journal of a Voyage to New South Wales with Sixty-five Plates of Non descript Animals, Birds, Lizards, Serpents, curious Cones of Trees and other Natural Productions. London, Printed for J. Debrett, 1790.

In 4to grande (310 x 244 mm). [xvi] 29 [1] 36 pp. seguite da [4] pp. di “New Publications Printed for J. Debrett, opposite Burlington House, Piccadilly.” Segnatura: A2 a6 B-I4 K-I2 L-Z4 Aa-Pp4 Qq2 a-d4 e2. Completo con la dedica, l’“Advertisement”, la “List of Subscribers”, la “List of Plates” and “A Diary of the Winds, Weather, Temperature of the Air, &c. with the Different Latitudes and Longitudes in a Voyage to Port Jackson, New South Wales” alla fine del libro. Frontespizio inciso con piccola vignetta “View in Port Jackson”, e 65 acqueforti con fine coloratura coeva, incise da Milton su disegni di Stone, Catton, Nodder e altri, tutte protette da velina. Piena pergamena coeva, tassello in marocchino rosso con titolo e decorazioni in oro, in barbe. Mappa incisa del New South Wales, datata 1802, applicata al contropiatto anteriore, antica nota con traduzione del titolo in italiano alla sguardia volante, frontespizio inciso un po’ polveroso, altre minime tracce del tempo, per il resto copia bellissima.

PRIMA EDIZIONE di questo splendido ed importante diario di viaggio scritto da John White (ca. 1756-1832), medico principale della First Fleet che partì da Portsmouth nel maggio del 1787 ed arrivò in Australia, a Botany Bay, nel gennaio 1788. Comandata dal capitano Arthur Phillip, la First Fleet fondò nel New South Wales una colonia penale che divenne il primo insediamento europeo in Australia. White narra innanzitutto il viaggio, descrivendo nel dettaglio le varie località intermedie (Tenerife, Rio de Janeiro, Capo di Buona Speranza e Cape Town), e poi la flora e fauna locali, ritratte con grande finezza dalla pittrice Sarah Stone e da altri artisti. Il libro, che contiene numerose immagini di uccelli, rettili, pesci, insetti e piante, illustra molte specie australiane per la prima volta, in particolare la raganella cerulea (chiamata in inglese “White’s tree frog”), qui ritratta per la prima volta in assoluto. L’opera di White fu un “best-seller” dell’epoca (ne seguirono edizioni in tedesco, svedese e francese) ed è tutt’ora un libro molto ricercato per la sua bellezza, soprattutto se completo di tutte le sue tavole e in ottimo stato di conservazione come il presente esemplare.

Stima    4.000 / 6.000
Aggiudicazione:  Registrazione
105
Stima    8.000 / 9.000
Aggiudicazione:  Registrazione
106

(Illustrati 600) DEMPSTER, Thomas. De Etruria regali libri septem opus postumum in duas partes divisum Tomus primus [-secundus]. Florentiæ, typis Regiæ Celsitudinis apud Joannem Cajetanum Tartinum, & Sanctem Franchium, 1723-1726.

2 volumi in folio (355 x 240 mm). [xlviii] 76 [2] 79-90 [16 + 2 carte ripiegate] 91-388 [2] 389-464 ]2] pp. Frontespizi stampati in rosso e nero. Ritratto calcografico di Cosimo III e LXXIX tavole calcografiche, grandi iniziali e vignette calcografiche nel testo. [xxxviii] 553 [3] 119 [1] pp. Ritratto calcografico di Gian Gastone de’ Medici, grande carta geografica ripiegata “Etruria Vetus et Nova” e tavole dalla LXXX alla XCIII. Cartonato rustico coevo con titolo manoscritto ai dorsi, barbe. Tavole stampate su carta forte pallidamente brunita.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 600) PASSERI, Giovanni Battista. In Thomæ Dempsteri libros de Etruria regali paralipomena, quibus tabulæ eidem operi additæ illustrantur. Accedunt dissertationes de re nummaria Etruscorum, de nominibus Etruscorum, et notæ in tabulas Eugubinas. Lucæ, typis Leonardi Venturini, 1767.

In folio (355 x 240 mm). [iv] xxii 339 [1] pp. XII tavole e VIII tavole calcografiche. Cartonato rustico coevo con titolo manoscritto ai dorsi, barbe. Tavole stampate su carta forte. Trascurabili tracce del tempo.

Buon esemplare genuino di questa importante opera di etruscologia profusamente illustrata, cui si allega il supplemento uscito nel 1767. Entrambi i testi sono completi di tutte le tavole.

(3 volumi)

Stima    600 / 800
Aggiudicazione:  Registrazione
107

(Illustrati 800) INGHIRAMI, Francesco. Monumenti etruschi o di etrusco nome disegnati, incisi, illustrati e pubblicati dal cavaliere Francesco Inghirami. Tomo 1 [-6]. Badia Fiesolana, Dai torchi dell’autore, 1821-1825.

9 volumi in 4to grande (298 x 224 mm). Vol. 1.1: [i] bianca, frontespizio calcografico colorato a mano, 4 xviii [ii] 386 [2] [4] pp. e L tavole. Vol. 1.2: [iv] 394-728 [ii] pp. e tavole LI-C. Vol. 2.1: [iv] ii [ii] 459 [1] [iv] pp. e XLVI tavole. Vol. 2.2: [v] 466-767 [1] [ii] pp. e tavole XLVII-XC. Vol. 3: ix [i] [ii] 412 [ii] pp. e XXXVIII tavole. Vol. 4: x [ii] 220 [ii] pp. e XLII tavole. Vol. 5.1: [viii] XLV [i] [ii] 468 [iv] pp. e XLVI tavole. Vol. 5.2: [v] 474-632 [ii] pp. e tavole XLVII-LXX. Vol. 6: viii 60 [ii] pp. e [126] tavole. Cartonato coevo, con titoli manoscritti ai dorsi in epoca più recente, barbe. Fioriture occasionali, un paio di trascurabili gallerie di tarlo ai margini interni e altre minime tracce del tempo, ma nel complesso buona copia genuina.

[SI AGGIUNGE:]

INGHIRAMI, Francesco. Indice dei monumenti etruschi o di etrusco nome disegnati, incisi, illustrati e pubblicati dal cavaliere Francesco Inghirami. Poligrafia Fiesolana, 1826.

In 4to grande (305 x 240 mm). 260 [4] pp. Legatura coeva in mezzo marocchino verde scuro e piatti marmorizzati, dorso liscio con titoli e decorazioni dorati, barbe. Tracce del tempo alla legatura.

Monumentale opera, fondamentale per lo studio dell’archeologia etrusca in tutti i suoi vari aspetti (urne, specchi mistici, bronzi, edifici, vasi fittili, ecc.), stampata privatamente in soli 350 esemplari dal celebre archeologo Francesco Inghirami (1772-1846), qui completa con l’Indice pubblicato nel 1826, spesso assente. L’esemplare è altresì completo delle sue 467 tavole fuori testo, molte delle quali sono colorate a mano. La lunga lista dei sottoscrittori, rilegata nel volume con gli indici, include imperatori, re, principi, lord, biblioteche (ad esempio la Vaticana, la Marciana e la Braidense), bibliotecari, stampatori, e vari personaggi di spicco, tra cui Pompeo Litta e Leopoldo Cicognara, che di quest’opera scrisse “splendida edizione” (Cicognara 2591).

(10 volumi)

Stima    600 / 800
Aggiudicazione:  Registrazione
108

(De Medici – Illustrati 600) INGHIRAMI, Curzio. Ethruscarum antiquitatum fragmenta, quibus urbis Romae, aliarumque gentium primordia, mores, & res gestae indicantur a Curtio Inghiramio reperta Scornelli propè Vulterram. Duplex index omnia edocet. Francofurti [i.e. Firenze, Giovanni Battista Landini], 1637.

In folio (328 x 233 mm). [xxiv] 324 pp. [4] tavole calcografiche (di cui 3 ripiegate e una a doppia pagina), numerose illustrazioni calcografiche e xilografiche nel testo, iniziali e fregi xilografici. Pergamena coeva con stemma mediceo impresso in oro ai piatti entro doppia cornice dorata con fregi accantonati (dorso e sguardie rinnovati), tagli dorati. Ex libris nobiliare “so volere/so attendere” e antica nota di possesso al frontespizio. Cerniera anteriore spaccata, qualche gora marginale (soprattutto alle ultime carte), strappi alle due tavole dedicate a Volterra, ma nel complesso buon esemplare genuino.“BELLA E PREZIOSA EDIZIONE per l’esattezza delle tavole intagliate in rame e legno […] nonché per l’eleganza dei tipi e bellezza della carta non comune in Germania” (Cicognara 2590). Le tavole ripiegate illustrano Volterra antica, “Vulterrae nova descriptio”, e una statua etrusca che un’antica nota manoscritta descrive come fatta di uno sconosciuto metallo pesantissimo. L’incisione a doppia pagina raffigura il paese di Scornello ed i suoi dintorni. Le altre immagini ritraggono frammenti con iscrizioni e simboli etruschi. In pergamena coeva con armi medicee.

Stima    500 / 600
109

LOTTO DI LIBRI SETTECENTESCHI

(Bolsena – Illustrati 700) ADAMI, Andrea. Storia di Volseno antica metropoli della Toscana descritta in quattro libri dall’abbate d. Andrea Adami. Tomo primo [-secondo]. Roma, per Antonio de' Rossi, nella strada del Seminario Romano, 1734-1737.

2 tomi in un volume in 4to (270 x 200 mm). [ii] 292 pp. 225 [19] pp. [34] [15] e [19] tavole calcografiche ripiegate (di ci 15 nella prima parte e 19 nella seconda). Primo frontespizio in rosso e nero, vignetta calcografica ad entrambi i frontespizi. Assente il ritratto dell’autore nel primo tomo. Cartonato coevo (sciupato) con titolo anticamente manoscritti al dorso.

Buon esemplare in barbe di quest’opera dedicata alla storia di Bolsena, profusamente illustrata da una serie di tavole in fresca impressione. Andrea Adami da Bolsena (1663-1742) fu anche un cantore evirato, maestro di coro della cappella pontificia dal 1700 al 1714.

(Vasi – Illustrati 700) PASSERI, Giovanni Battista. De tribus vasculis Etruscis encaustice pictis a Clemente XIIII. P.O.M. in museum Vaticanum inlatis dissertatio. Florentiae, in typographia Moückiana, 1772.

In 4to (272 x 207 mm). LIV [2] carte e [6] tavole calcografiche. Frontespizio in rosso e nero con vignetta incisa. Cartonato flessibile coevo, rivestito in carta marmorizzata. Legatura un po’ sciupata.

Bell’esemplare stampato su carta forte e proveniente dalle collezioni Landau e Galletti.

[SI AGGIUNGE:]

BARDETTI, Stanislao. Della lingua de’ primi abitatori dell’Italia opera postuma del padre Stanislao Bardetti della Compagnia di Gesù. In Modena, presso la Società Tipografica, 1772.

In 4to (280 x 210 mm). xxiv 379 [1] pp. Vignetta xilografica al frontespizio. Mezza pergamena con tassello dorato al dorso, tagli spruzzati. Pallide fioriture e bruniture occasionali.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 700) MARIANI, Francesco. De Etruria metropoli, quæ Turrhenia, Tursenia, Tuscania, atque etiam Beterbon dicta est, in varios auctores castigationes. Additur de Episcopis Viterbiensibus Parergon. Romæ, ex typographia Hieronymi Mainardi, 1728.

In 4to (212 x 153 mm). xxii 214 [2] 215-290 [2] pp. e 2 carte ripiegate. Frontespizio in rosso e nero. Pergamena antica con titolo manoscritto al dorso in epoca posteriore. Frontespizio ingiallito, un paio di fascicoli bruniti, assente la carta C4, difetti alle carte ripiegate.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 700) PASSERI, Giovanni Battista. Linguae Oscae specimen singulare quod superest Nolae. Romae, typis Zempelianis prope montem Jordanum, 1774.

In folio (400 x 270 mm). iv [vi] v-lvi pp. e una tavola ripiegata. Iniziali e vignette calcografiche. Mezza pelle moderna. L’opera si ferma a p. lvi (di lxxxvii), ma la parte assente è contenuta nel seguente volume:

AMADUZZI, Giovanni Cristofano. Alphabetum veterum Etruscorum secundis curis inlustratum et auctum a Joh. Christ. Amadutio. Romæ, typis Zempelianis prope montem Jordanum, 1775.

In folio (365 x 255 mm). [ii] xxiii-lxxxvii [i] pp. Una tavola ripiegata. Iniziali e vignette calcografiche. mezza pelle coeva con dorso riccamente decorato in oro.

Interessante opera che raccoglie gli studi dell’archeologo Passeri sulle Tavole eugubine, seguite da un testo del filologo Amaduzzi sull’alfabeto etrusco.

(6 volumi)

Stima    500 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
110

LOTTO DI LIBRI OTTOCENTESCHI

(Illustrati 800) ZANNONI, Antonio. Gli scavi della Certosa di Bologna descritti ed illustrati dall'ingegnere architetto capo municipale Antonio Zannoni. Bologna, Regia tipografia, 1876.

2 volumi in folio, di cui uno di testo (426 x 292 mm) e uno di tavole (565 x 383 mm). 479 pp. CL tavole stampate su 56 fogli (di cui 52 a doppia pagina), e 2 ulteriori tavole più piccole. Assente la tavola X. Mezza pergamena coeva con angoli, piatti marmorizzati, tasselli in marocchino con titoli in oro ai dorsi. Volume di testo con le pagine uniformemente ingiallite, qualche occasionale fioritura e un paio di minime gallerie di tarlo al margine interno di alcune tavole. Nel complesso buon esemplare.

PRIMA EDIZIONE di questo importante lavoro di Antonio Zannoni (1833-1910), architetto, ingegnere e archeologo, direttore degli scavi svolti al Cimitero Monumentale di Bologna tra il 1869 e i 1871, che riportarono alla luce una necropoli etrusca con centinaia di reperti (urne, gioielli, statuette), riprodotti nelle splettacolari tavole a colori che corredano l’opera.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 800) DES VERGERS, Adolphe Noël. L’Étrurie et les étrusques, ou Dix ans de fouilles dans les Maremmes toscanes par A. Noël des Vergers. Tome III. Paris. Firmin Didot, 1862-1864.

In folio (482 x 370 mm). [iv] viii [ii] 58 [2] pp. Carta geografica dell’Etruria e XL tavole, di cui alcune a colori. Legatura in mezza pergamena con angoli e tassello dorato al dorso. Pallide fioriture occasionali.

Il solo tomo terzo di questa importante opera scritta dall’eminente etruscologo francese Adolphe Noël Des Vergers. Si tratta dell’atlante con le tavole, che illustrano anfore, vasi, gioielli ed in modo particolare la decorazione murale della necropoli scoperta da Des Vergiers e dall’italiano Alessandro François a Vulci.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 800) CANINA, Luigi. L’ antica città di Veii descritta e dimostrata con i monumenti dal Cav. Luigi Canina. Roma, dai tipi dello stesso Canina, 1847.

In folio (450 x 316 mm). 108 pp. e 44 tavole. Mezzo marocchino rosso coevo con angoli, piatti marmorizzati, dorso con titoli e decorazioni in oro, tagli dorati. Ex libris armoriale di Abel Smith, Woodhall Park. Pallide fioriture occasionali.

Bell’esemplare di questo interessante testo scritto da Luigi Canina (1795-1856), illustre architetto ed archeologo che si occupò degli scavi di Tusculum e di quelli della via Appia antica, e che diede impulso alle prime attività di scavo del Foro Romano.

[SI AGGIUNGE:]

(Illustrati 800) GRIFI, Luigi. Monumenti di Cere antica spiegati colle osservanze del culto di Mitra dal cav. Luigi Grifi. Roma, presso Alessandro Monaldi, 1841.

In folio piccolo (352 x 241 mm). xvi 180 pp. XIII tavole (di cui una grande ripiegata e 11 doppie). Mezzo marocchino verde scuro coevo, piatti marmorizzati, dorso liscio con titoli e decorazioni in oro, tagli spruzzati. Minimi difetti, buona copia.

[SI AGGIUNGE:]                     

Catalogo di scelte antichità etrusche trovate negli scavi del Principe di Canino 1828-29. Viterbo, dalla tipografia dei fratelli Monarchi, 1829.

In 4to (295 x 225 mm). [viii] 9-54 [2] 57-185 [1] pp. Brossura muta coeva (sciupata). In barbe. Fascicoli un po’ sciolti.

(6 volumi)

Stima    500 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
111
Stima    500 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
112
Stima    100 / 150
Aggiudicazione:  Registrazione
113

((Illustrati 800 – Satira – Periodici) La Caricature provisoire – La Caricature, revue morale, judiciaire, littéraire, artistique, fashionable et scénique. 1838-1840.

4 volumi in 4to (370 x 256 mm) che raccolgono 2 annate in 114 fascicoli illustrati da oltre cento tavole litografiche, alcune delle quali ripiegate e a colori, e da centinaia di vignette xilografiche nel testo. Cartonato marmorizzato coevo con tassello manoscritto al dorso. Pallide fioriture occasionali, timbro postale con indicazione “5 c Seine Timbre Royal” alla prima pagina di ogni fascicolo, ma per il resto esemplare molto buono.

Celebre periodico di satira politica e vita quotidiana francese, magnificamente illustrato da straordinarie tavole realizzate dai più grandi artisti della litografia dell’epoca, tra cui Daumier, Grandville, e Gavarni. L’opera include anche centinaia di vignette xilografiche ed importanti contributi letterari. Fondata a Parigi nel 1830, la rivista, fortemente provocatoria e smaccatamente ostile a Luigi Filippo di Francia, procurò un anno di prigione al suo primo direttore Charles Philipon e venne sospesa dalla censura nel 1835. Riprese nel 1838 con il titolo La Caricature Provisoire, poi mutato in La Caricature morale judiciaire, littéraire, artistique, fashionable et scénique a partire dal numero 36 del 7 luglio 1839, la cui testata venne disegnata da Grandville. Si offrono qui le prime due annate della rinata rivista, ovvero dal n. 1 del primo novembre 1838 al n. 61 del 29 dicembre 1839, e dal n. 1 del 5 gennaio 1840 al n. 55 (ovvero 52) del 27 dicembre 1840. Honoré Daumier (1808-1879), magistrale interprete satirico della politica e società francese dell’Ottocento, e prolifico collaboratore della Caricature, è qui presente con serie dedicate ai cinque sensi (“Cinq sens”), alla pesca (“La Pêche”), ai tipi parigini (“Types Parisiens”), ecc. Splendida, meno caricaturale e più realistica, la serie della “Physionomie de Paris” di Charles-Joseph Traviès.

(4 volumi)

Stima    2.000 / 2.500
Aggiudicazione:  Registrazione
114

(Architettura – Toscana – Illustrati 800) GHERARDESCA, Alessandro. La casa di delizia il giardino e la fattoria progetto seguito da diverse esercitazioni architettoniche del medesimo genere. Pisa, presso Sebastiano Nistri, 1826.

In folio (362 x 25 mm). 23 [1] pp. LX tavole calcografiche incise da F. Galli su disegni dell’autore. Legatura coeva in mezzo vitello rosso, piatti marmorizzati, tassello dorato in vitello rosso al piatto anteriore, dorso liscio con decorazioni dorate. Assente ab origine la tavola LIII, mentre la LII è doppia. Occasionali fioriture marginali e pallide macchie, qualche strappo al margine interno, tracce del tempo alla legatura.

RARA PRIMA EDIZIONE di questo importante testo di Alessandro Gherardesca, uno dei principali architetti toscani della prima metà del XIX secolo, attivo soprattutto a Pisa, Livorno e Pistoia. Professore all’Accademia di Belle Arti di Pisa e promotore in Italia di tematiche romantiche quali lo stile neogotico e il giardino all’inglese, nella Casa di delizia, che è considerato il suo saggio più rappresentativo, Gherardesca illustra i suoi più bei progetti e le sue migliori realizzazioni per committenti toscani, quali ad esempio i parchi Venerosi Pesciolini e quello della Villa Roncioni a Pugnano, il giardino della Villa Bianchi a Pagliaia, e il giardino Puccini di Scornio. L’opera, straordinario compendio tipologico di architetture neoclassiche e romantiche, illustra: una casa di delizia; una chiesa parrocchiale; un casino per bagni; un ninfeo “ovvero Padiglione di riposo da costruirsi all’estremità di un passaggio, o in un punto elevato per godere di una qualche veduta interessante”; la “facciata e pianta di una bigattiera con filande presso la Villa Roncioni”; l’ingresso di un cimitero; un “prospetto di cancellata con sedili e fontane”; l’edicola, in puro stile neogotico, nel giardino Pesciolini di Pisa; un lavatoio; uno splendido ponte per pedoni in stile gotico; un “casolare di legno alla foggia Svizzera”; una “Casa Russa”, la “pianta ed alzato di un Giuoco di Pallone”; un magazzino da grano; un teatro diurno, ecc. Affascinante.

Stima    400 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
115
Stima    300 / 350
Aggiudicazione:  Registrazione
116
Stima    150 / 200
Aggiudicazione:  Registrazione
117

(Illustrati 800) PAYNE, Albert Henry. Payne’s Universum. Darstellung und Beschreibung der schönsten Gegenden, Städte und merkwürdigsten Baudenkmale auf der ganzen Erde, von Portraits ausgezeichneter Personen, volkstümlicher Scenen und Genrebildern. Erster [-Zechster] Band. London und Leipzig, Verlag von Brain & Payne, [1843]-1847.

6 volumi in 8vo oblungo (ca. 181 x 268 mm). Vol. 1: frontespizio, 96 pp. e [48] tavole. Vol. 2: frontespizio, 94 pp. e [48] tavole. Vol. 3: frontespizio 146 pp. e [48] tavole. Vol. 4: frontespizio, 114 pp. e [48] tavole. Vol. 5: [iv] 96 pp. e [48] tavole. Vol. 6: frontespizio, 96 pp. e [47] tavole. Mezza pelle, piatti marmorizzati, titoli e filetti dorati ai dorsi. Fioriture e bruniture occasionali, legature un po’ sciupate.

Edizione tedesca del “Pictorial World” di Payne, una deliziosa galleria di vedute da ogni parte del mondo e di ritratti finemente incise su acciaio da Albert Henry Payne (1812-1902), illustratore e pittore inglese ma attivo a Lipsia dal 1839. L’opera include un gran numero di paesaggi e vedute (ad esempio il Duomo di Milano, Ischia, Taormina, la fontana di Trevi, Amalfi, l’Acropoli, Singapore, la cattedrale di Palermo, Hong Kong, Pisa, ecc.), costumi (dalla fanciulla di Sorrento allo scozzese con le cornamuse), ritratti di personaggi celebri (Goethe, Robert Burns, Bach, Nelson, Beethoven, Shakespeare, Mozart, ecc.) e di tradizioni locali (la corrida, la fiera di Greenwich, ecc.) Interessante nel terzo volume la serie di tavole che dedicate al corso del Reno da Mainz a Colonia, con tre lunghe vedute per ogni tavola che illustrano vari punti delle rive del fiume.

(6 volumi)

Stima    200 / 250
Aggiudicazione:  Registrazione
118

(Iconologia – Illustrati 800) PISTRUCCI, Filippo. Iconologia, ovvero immagini di tutte le cose principali a cui l’umano talento ha finto un corpo, di Filippo Pistrucci, colla traduzione francese di Sergent Marceau. Tomo I [- II]. Milano, presso Paolo Antonio Tosi e Comp. (Co’ tipi di Gio. Pirotta). 1819-1821.

2 volumi in folio (305 x 223 mm). Antiporta, xii 240 [4] pp. e 120 tavole. [iv] 240 [4] pp. e 120 tavole. Le pagine di testo, in italiano al recto e in francese al verso, sono interfoliate con 240 tavole calcografiche stampate a colori. Legatura coeva in marocchino a grana lunga verde bottiglia, piatti decorati in oro con sottili cornici concentriche, dorsi lisci con titoli e decorazioni in oro, e con al piede le iniziali “D.L.P.” ed il nome del legatore “Gio. Cherubini Fece”, unghiature e dentelles dorate, sguardie marmorizzate, tagli dorati. Primo volume un po’ sciolto, secondo con fascicoli slegati, occasionali tracce d’uso, abrasioni alle legature, ma nel complesso una buona copia.

RARA PRIMA EDIZIONE DI QUESTA IMPORTANTE E SPLENDIDA GALLERIA di figure simboliche ad uso di pittori e scultori, magnificamente illustrata da Filippo Pistrucci (1782-1859), artista, letterato e patriota risorgimentale, che trascorse parte della sua vita in Inghilterra, ove insegnava italiano all’università. Con la presente opera, illustrata in stile calcografico neoclassico “a puro contorno”, Pistrucci si proponeva di riprendere la famosa Iconologia cinquecentesca di Cesare Ripa, e di modernizzarla. Ciascun volume contiene 120 tavole a piena pagina incise all’acquaforte e terminate all’acquatinta, tutte accompagnate da un testo descrittivo. Come lo stesso Pistrucci sottolinea nella sua prefazione, la colorazione è una componente fondamentale dell’opera in quanto aggiunge significato alla simbologia (ad esempio, l’uso del verde connota l’invidia). I soggetti, spesso ritratti a coppie contrapposte, vanno dall’“Agilità e prigrizia”, all’“Ambizione ed umiltà”, all’“Arroganza e modestia”, alla “Bellezza”. Splendida l’allegoria dell’arroganza, visualizzata come un’imperiosa signora con orecchie d’asino ed un pavone in braccio. L’opera influenzò l’artista inglese Dante Gabriel Rossetti (1828-1882), che ne aveva una copia nella sua collezione ed era amico di Pistrucci. Copia completa di tutte le tavole e in legatura coeva.

(2 volumi)

Stima    1.500 / 2.000
Aggiudicazione:  Registrazione
119
Stima    500 / 600
120
Stima    400 / 600
Aggiudicazione:  Registrazione
91 - 120  di 144